L’uomo dei record: Jorginho, un professore di regia al servizio di Sarri

Jorginho

Willy Wonka è il celebre produttore del miglior cioccolato del mondo nel romanzo di Roald Dahl “La Fabbrica di cioccolato”, interpretato nei due famosi adattamenti cinematografici da Gene Wilder e Johnny Depp. È un personaggio stravagante ma geniale, che nella storia si spinge oltre ogni limite per portare sul mercato dolci sempre più buoni e innovativi, capaci di far felici tutti i bambini. Nel mondo del calcio Carlo Pellegatti era solito chiamare Willy Wonka un campione come Clarence Seedorf, uno tutt’altro che stravagante ma certamente geniale in campo, uno che tra gli altri suoi soprannomi aveva quello, forse più azzeccato, di Professore.

 

 

Un professore in campo nelle squadre di Sarri è sicuramente Jorginho. Uno che dall’esterno sembra sempre tranquillo e cosciente di ciò che sta facendo, incapace di sentire la pressione addosso e che in pochissimo tempo si è preso le chiavi del centrocampo di Stamford Bridge. Che sia Verona, Napoli o Chelsea poco cambia, lui è in grado di smistare palloni con una calma e una precisione tali da poter scandire i tempi a tutto il resto della squadra e riuscire a trasmettere serenità a ogni giocatore in campo. Un vero e proprio metronomo, un’ancora per il centrocampo Sarrista.

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Chissà se si è reso conto in campo domenica contro il Newcastle, di aver stabilito un record. 158 passaggi riusciti su 173, il 91,3% e all’incirca uno ogni 34 secondi. È diventato il giocatore del Chelsea con più passaggi vincenti in una singola gara, superando il precedente primato di Cesc Fabregas, fermo a 144. In Premier davanti a lui solo Gundogan, che proprio contro il Chelsea nella stagione 2017/2018 riuscì ad arrivare a 167. Non è un caso che Guardiola volesse l’italo brasiliano con sé questa estate, matrimonio che sembrava destinato a celebrarsi non fosse stato per l’approdo sulla panchina dei Blues di Sarri, l’uomo che ha letteralmente rivitalizzato la carriera a Napoli di Jorginho ridandogli una posizione in campo, dopo essere finito ai margini con Benitez, e mettendolo al centro del suo gioco – anche questo molto simile a quello di Pep che più di una volta ha avuto modo di lodare le idee dell’allenatore toscano.

Anche alla luce del recente infortunio di De Bruyne, Jorginho rischia davvero di essere un rimpianto di Guardiola, che avrebbe speso volentieri 60 milioni per portarlo a Manchester. E invece è stata la primissima richiesta e forse anche l’unica, di Sarri appena arrivato a Londra. Tant’è che prima del Community Shield a domanda precisa, il neo allenatore del Chelsea rispose: “avevamo più bisogno noi di Jorginho del City, Pep ha altri grandi giocatori in mezzo, come ad esempio Fernandinho”. Risultato? Prime tre partite e giocatore che ha realizzato più passaggi vincenti in Premier, 838. Tornando alla singola gara contro il Newcastle basti pensare che  a solo fine primo tempo i numeri dicevano 86/92 passaggi riusciti, pari al 93,5%  e 19 in più di quelli riusciti a tutto il Newcastle, un confronto che al termine della gara è terminato 158 a 131.

Numeri fini a se stessi? Neanche per sogno. L’effetto del giro palla Jorginho e di quello che ormai è stato ribattezzato “Sarri-Ball” è positivo a tutto l’ambiente Chelsea. Oltre alle tre vittorie in campionato, tra cui spicca quella contro l’Arsenal, il Chelsea è diventato la prima squadra in Europa in questa stagione a completare 2000 passaggi. Solo contro il Newcastle gli uomini di Sarri hanno messo assieme 834 passaggi contro i 131 dei Magpies con un impressionante 82% di possesso palla. Numeri cari a Guardiola, numeri fondamentali per Sarri.

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Che Jorginho sia gli occhi e i piedi di Sarri in campo è tutto dire. Non appena arrivato al San Paolo, l’allenatore toscano cambiò modulo dal 4231 di Benitez al 433, con l’italo brasiliano voluto subito in mezzo ai tre di centrocampo. Al termine della prima annata napoletana Jorginho era il giocatore con più tocchi e con più passaggi effettuati in tutta la Serie A. La semplicità è il mantra di entrambi ed è cio che il giocatore ha ribadito ai microfoni di Chelsea Tv alla sua presentazione, mostrando conoscenza di sé e consapevolezza dei propri mezzi: “Sono un calciatore ordinato, provo sempre a fare la cosa semplice e migliore per la squadra. Non sempre i tifosi vedono quanto lavoro c’è dietro al mio ruolo, ma tutto quello che faccio è per il bene della squadra”.

 

 

Jorginho non è stravagante come Willy Wonka, ma con il suo ordine e la sua precisione di passaggio sta certamente mostrando sprazzi di genialità e una visione del campo e degli uomini al suo interno che non è da tutti. Un professore che insegna il Sarri-Ball… e che sta consegnando sempre più cioccolatini ai propri compagni di squadra.

Mario Mancuso

Mario Mancuso

Piccolo calciofilo, adolescente baskettaro, mai e poi mai adulto ma per sempre amante dello sport e delle storie che è in grado di raccontare e farci vivere.

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