3 min readLuca Gotti ci ha preso gusto

3 min readLuca Gotti ci ha preso gusto

13 Gennaio 2020 Off Di Simone Rabuffetti

A quanto pare Luca Gotti ne fa una questione di deontologia. Così l’allenatore dell’Udinese ha infatti spiegato ai microfoni di Radio Rai il suo asserire di voler essere un allenatore in seconda; perché non è bello che un collaboratore subentri al primo allenatore.

Solo che la scelta dell’Udinese di affidare la panchina al vice di Igor Tudor a quanto pare si sta rivelando azzeccata tanto che lo stesso Luca Gotti, per quanto aggrappato con le unghie e con i denti ai suoi sani principi deontologici, inizia forse a veder vacillare le sue convinzioni.

Perché non si spiega diversamente quel sorriso fugacemente apparso sul volto del tecnico dei friulani nell’immediato post partita di Udinese-Sassuolo (3-0) davanti alle statistiche snocciolate dai commentatori di Dazn: 1,55 punti in nove gare lo score di Gotti contro 1,33 di Tudor (in ventuno incontri), 1,07 di Nicola in quindici e 0,75 in dodici match di Velazquez.

“Andiamo avanti di settimana in settimana; se ne parla solo alla fine” è stata la risposta di Gotti una volta ricompostosi. Una risposta comunque già notevolmente differente dalle dichiarazioni rilasciate fino a qualche settimana fa quando il tecnico originario di Adria si presentava settimanalmente in sala stampa quasi semplicemente per chiedere all’Udinese di fare in fretta a trovare il suo sostituto.

Cosa che invece dal primo novembre 2019 non è ancora avvenuta e probabilmente non avverrà fino al termine del campionato. Perché l’Udinese nel frattempo si è staccata dai bassifondi della classifica per piazzarsi, con i sui 24 punti, al dodicesimo posto della graduatoria in coabitazione con il Napoli, ad un punto appena di distacco dal Milan e sopra a squadre apparentemente più attrezzate come Fiorentina e Sampdoria.

Ed il merito si, è probabilmente di Luca Gotti. Cinquantadue anni, il tecnico dei friulani è arrivato alla corte di Pozzo in estate come vice di Igor Tudor dopo che la stagione precedente aveva affiancato Maurizio Sarri sulla panchina del Chelsea (conquistando l’Europa League).

Prima, dal 2012 al 2018, Luca Gotti è stato il vice allenatore di Roberto Donadoni al Parma prima ed al Bologna poi. Se a questo si sommano due esperienze da allenatore in carica, con Treviso e Triestina, ecco che a conti fatti viene fuori che in realtà Gotti è uno degli allenatori con maggiore esperienza in Serie A.

Ma sono forse proprio le due esperienze precedenti da allenatore in pectore ad aver consigliato prudenza all’attuale mister dell’Udinese. Perché sono state due esperienze conclusesi senza gloria ed anzi, con un esonero (in entrambe le occasioni). Con un ma. Sia a Treviso che a Trieste, infatti, Luca Gotti si trovò a fare i conti con situazioni societarie disastrate.

In veneto, dove arrivò nel 2008, Luca Gotti trovò un Treviso in caduta libera, sportivamente e finanziariamente parlando, dopo la storica esperienza della Serie A di tre anni prima. All’esordio tra i cadetti il tecnico guidò il club fino a gennaio quando venne esonerato per lasciare il posto ad Abel Balbo. L’argentino restò un mese; poi venne richiamato Gotti che guidò la squadra fino al termine della stagione chiusasi con la retrocessione in Lega Pro e soprattutto con il fallimento per bancarotta del Treviso (il che lascia immaginare le condizioni in cui dovette lavorare Gotti).

Situazione simile Luca Gotti la vivrà anche la stagione successiva dove guiderà la Triestina per otto giornate. Il club alabardato a fine stagione retrocederà e ritroverà la Serie B solo grazie al fallimento dell’Ancona. Un palliativo considerato che la Triestina dichiarerà comunque fallimento nel 2012.Forse è per questo, per semplice scaramanzia, che Luca Gotti fino a qualche settimana fa continuava a ripetere come fosse un mantra che non ci aveva preso gusto e che pur volendo rimanere all’Udinese il ruolo che voleva era quello di vice.  Solo che quando a Radio Rai gli hanno chiesto quale sia il suo sogno per la prossima stagione Luca Gotti ha risposto: “Il sogno sarebbe quello di giocare la Champions League con qualche possibilità di vincerla”. Senza specificare se da vice allenatore o meno.

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