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Lionel Messi è il terzo finalista, insieme a Neuer e Cristiano Ronaldo, per l’assegnazione del Pallone d’Oro 2014. La Pulga, come viene soprannominato, è il giocatore che più di tutti somiglia a Maradona, sia per caratteristiche fisiche e tecniche, sia per lo stile di gioco, la fantasia, la creatività e la capacità di sorprendere lo spettatore grazie alla sua ineguagliabile visione di gioco.

In assoluto, probabilmente, è ancora il giocatore più forte in circolazione, e la sua ascesa è stata difficile ed evocativa quanto basta per considerarlo un predestinato. Nasce ala destra ma il suo gioco è da numero 10, ruolo in crisi nel calcio moderno che Messi, con l’aiuto di un certo Guardiola, è riuscito ad evolvere ed adeguare alla perfezione in tempi in cui il gioco si fa sempre più fisico e veloce.

Il 2014 tuttavia non è stato un anno del tutto positivo per la Pulce. Nonostante i record raggiunti e il Pallone d’oro della Coppa del Mondo, non sono mancati i rimpianti e i momenti di delusione per l’assenza di trofei conquistati con le maglie del Barcellona e della Nazionale argentina. Sia la Liga spagnola, sia il mondiale, sono sfumati all’ultimo respiro, rispettivamente per mano dell’Atletico Madrid e della Germania. In entrambe le occasioni il colpo decisivo per la vittoria è stato assestato da qualcun altro. Se consideriamo l’esclusione ai quarti di Champions League, sempre contro l’Atletico di Simeone, la stagione del Barca si rivela quasi deludente per quelle che sono le abitudini del club. Anche per quanto riguarda la Nazionale, il mondiale brasiliano rappresentava lui la prova del nove, della consacrazione. Quando si giocò Messico ’86 Maradona aveva un anno in meno di Messi in Brasile, vincendolo avrebbe legittimato il paragone del mostro sacro, che ormai rischia di diventare un fantasma ingombrante. I litigi interni allo spogliatoio del Barcellona e i contrasti tra Messi e Luis Enrique sono sintomatici del disagio che accompagna il numero 10 in questo periodo.

Non sarà facile spuntarla nel confronto con un Campione del Mondo e con l’uomo risultato decisivo nella vittoria della Champions da parte dei rivali del Real Madrid. Puoi anche essere considerato il più forte di tutti, ma dopo aver vinto il Pallone d’Oro quattro volte di seguito, non sarà facile riconquistarlo dopo un annata da secondo in classifica.

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Per raccontare qualcosa di significativo in così poco spazio servirebbe l'incisività di Lucio Fontana o la capacità di sintesi di Boskov. Fondatore di Ordinary Legends.

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