Ligue 1 2018/2019: la Top 11 dei giovani talenti da seguire

Si festeggia ma si ricomincia anche a lavorare. Il Mondiale di neanche un mese fa è ancora un fresco ricordo nelle menti dei francesi, ma il campionato ormai è alle porta. La Ligue 1 2018/2019 ricomincia ricomincia dalla fine; da un PSG sulla carta stradominante ed un piccolo gruppo di squadre di livello medio-alto lì ad inseguire Buffone e compagni. Poi, a far da contorno, tutte le altre.

Il Mondiale però ha dato nuova linfa al movimento. In Ligue 1 si lavora ormai da anni puntando soprattutto sulla freschezza; quella dei giovani francesi (età media del campionato 25,4 con il Lille a guidare coi suoi 23 anni di media e Saint Etienne a chiudere con 27,7) che hanno portato dopo vent’anni la seconda stella sul petto dei galletti.

Andiamo allora a scoprire insieme alcuni dei nomi più interessanti da seguire durante questa Ligue 1 2018/2019. Si tratta di profili giovani ma interessanti; magari alcuni più sconosciuti di altri. Ma tutti accomunati dall’ottimo potenziale e dallo sconfinato talento da vendere.

Paul Bernardoni – Nîmes Olympique

Desta interesse il ritorno in Ligue 1 dopo 25 anni del Nîmes: una Ligue 2 chiusa al secondo posto che ha permesso ai ragazzi di Bernard Blaquart di coronare un sogno. Fra i nuovi acquisti per provare a mantenere la categoria desta particolare interesse il profilo del Portiere Bernardoni: classe 97 di proprietà del Bordeaux, ha trascorso la scorsa stagione in prestito fra le fila del Clermont Foot 63. Un nuovo prestito, stavolta in una categoria superiore, può solo che giovargli nel suo percorso di crescita, proiettato ovviamente a sostituire un giorno Hugo Lloris nella porta della nazionale. Visto comunque il livello della squadra, sarà sicuramente impegnato più del dovuto.

Léo Doubois – Olympique Lyonnais

Diversamente dagli ultimi anni, il presidente dell’OL Jean-Michel Aulas ha deciso di cambiare: non si cede più nessun big. Al momento il tridente Depay-Diaz-Fekir continua ad essere un punto di riferimento. Ciò ha inevitabilmente influenzato il mercato in entrata, con pochi movimenti. Uno dei più sottovalutati è forse l’approdo di Léo Dubois sulla valle del Rodan: classe 94, cresciuto nel Nantes dove lo scorso anno con Ranieri ha trovato la consacrazione. Ciò nonostante, non ha rinnovato e nel mese di gennaio si è accordato per l’estate col Lione. Terzino destro di spinta, ma adattabile anche a sinistra, uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe. Un jolly di primissima qualità.

Duje Caleta-Car – Olympique Marseille

Leggi di un croato in Francia e pensi subito a ciò che è successo una mesata fa. Lui però in campo non c’era: soltanto i 90′ contro l’Islanda, mentre il resto del tempo a seguire da bordocampo. Ciò nonostante, la splendida Europa League giocata col Salisburgo e giunto ad un passo dalla finale proprio a discapito del Marsiglia ha convinto la dirigenza dell’OM a sborsare 19 milioni di euro per un centrale difensivo di un metro e novantadue. Può migliorare in fase offensiva e sulle palle inattive visti i centimetri a disposizione. Rudi Garcia, che proverà a dargli una maglia fin da subito, l’uomo giusto con cui poter crescere ulteriormente.

 

 

Malang Sarr – Nice

Diciannove anni e 61 presenze fra i professionisti: questo il bottino del centrale del Nizza, in cerca della stagione del definitivo salto di qualità. Uno dei talenti più puri del calcio francese, come se già non ce ne fossero abbastanza. Non altissimo ma con un grande fisico, a volte adattato a terzino sinistro, è diventato in breve tempo uno dei leader dei rossoneri, negli ultimi anni sempre presenti nelle Coppe Europee. Quest’anno però ci sarà solo il campionato a disposizione ma le occasioni per sfigurare, e diventare eventualmente una pedina per il mercato futuro, non mancheranno di certo. In attesa di capire il futuro di Balotelli, Nizza si coccola un potenziale Top Player.

Ferland Mendy – Olympique Lyonnais

Tornando a Lione, non si può non menzionare il 23enne terzino sinistro, letteralmente esploso nella stagione passata. Arrivato dal Le Havre in punta di piedi, è stato fondamentale nella seconda parte della stagione per raggiungere l’obiettivo Champions. Molto dotato anche nella manovra offensiva, può migliorare in precisione. La concorrenza sulle corsie esterne è agguerrita, ma al momento lui parte titolarissimo. Sognando anche la nazionale o di diventare un possibile pilastro per i Gones.

Ellyes Skhiri – Montpellier

Campioni a sorpresa nel 2012, il Montpellier si presenta ai nastri di partenza senza particolari pretese: troppo forte per poter essere seriamente invischiato nella lotta per non retrocedere ma allo stesso tempo troppo dietro le primissime posizioni. L’ambiente ideale dove i giovani possono crescere, sbagliare e migliorarsi senza eccessive pressioni. Qualcuna in più certamente ce l’avrà Skhiri dopo il mondiale, in cui ha preso parte a tutte e tre le partite della Tunisa non riuscendo però a passare il girone. Mediano vecchio stampo, dal temperamento tutt’altro che calmo ma sicuramente arrivato all’anno della svolta.

Benjamin Bourigeaud – Rennes

Ripetersi sarà complicato, ma il Rennes vuole continuare a sognare: il ritorno in Europa per i bretoni dopo sei anni è un grande risultato i ragazzi di Sabri Lamouchi ma adesso è tempo di dar seguito e di capire se si è tornati ai livelli di qualche anno fa. La conferma del talento nativo di Calais è un ottimo punto di partenza. Dieci reti, sette assist sono numeri importanti per un centrocampista e ci aiutano a far capire quando determinante sia stato il suo apporto. La seconda stagione sarà quella della verità, che in caso di esito positivo potrebbe raccontarci la storia dell’ennesimo talento esploso dopo aver iniziato dalla modesta Ligue 2.

 

 

Oussem Aourar – Olympique Lyonnais

Per chiudere il bilancio sull’OL, è necessario passare per il suo centrocampo: Ndombele, Tousart e Aouar, 62 anni in tre. Quest’ultimo è probabilmente il più talentuoso. Nativo di Lione, classe 98, è un regista classico con spiccate doti tecniche che gli consentono di potersi posizionare anche negli altri reparti del centrocampo. Personalità da vendere, dai suoi piedi partiranno gran parte delle azioni offensive orchestrate dal Lione. Temperamento tale da potergli garantire in futuro la fascia di capitano e forse le redini anche della nazionale.

Willem Geubbels – Monaco

In Francia ha destato scalpore: 20 i milioni incassati dal Lione per questo classe 2001. Follie, si potrebbe pensare. Eppure chi lo conosce ne parla come una vera e propria forza della natura accostandolo a colossi del calcio transalpino come Thierry Henry, tra l’altro idolo del giocatore stesso. Ala destra, classe cristallina, ha debuttato in Europa League contro l’Atalanta all’età di 16 anni. Se consideriamo che Keita è sul punto di partenza, immaginiamo potrà avere molto spazio fin da subito, tralasciando che moltissimi giovani negli ultimi anni hanno fatto faville, sia per loro che per la squadra del Principato. Chiedere ad un certo Kylian Mbappé.

Samuel Kalu – Bordeaux

L’estate del Bordeaux verrà ricordata maggiormente per la faccenda Malcom, promesso alla Roma ma andato al fotofinish al Barcellona. Il cambio di proprietà, che ha portato i girondini in mano ad un fondo americano, l’ultimo passaggio di un rinnovamento totale del club, ringiovanito e affidato a Gus Poyet, artefice di una bella rimonta nel girone di ritorno che ha garantito l’ingresso ai preliminari di Europa League. Per sostituire il brasiliano è stato scelto Kalu, pagato 8 milioni al Gent. Classe 97, gol e assist in quantità, elemento cruciale nella costruzione della manovra. Poyet con le giuste accortezze può ritrovarsi in casa un elemento magari meno concreto di Malcom ma sicuramente più altruista e forse intelligente tatticamente.

Timothy Weah – PSG

Il gol in Supercoppa di settimana scorsa la ciliegina sulla torta. La concorrenza con gente del calibro di Neymar e Mbappé sarà agguerrita, ma il classe 2000 figlio dell’ex pallone d’oro ha tutte le carte in regola per avere un minutaggio importante. Punta moderna, già tre presenze in nazionale maggiore e una rete (ha scelto quella americana essendo nato a New York) sono numeri pesanti che non fanno altro che pensare ad un percorso calcistico addirittura superiore a quello del padre. Al momento non ci è dato sapere, ma ciò che è certo è quella sensazione di stranezza che ci pervade ogni qualvolta lo vediamo accanto a Buffon, suo compagno di squadra ma avversario per tanti anni del padre sui campi di Serie A.

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".