Liga BBVA, è il giorno di Siviglia-Atletico Madrid: due squadre agli antipodi

Nonostante i luoghi comuni, la Liga spagnola è più avvincente che mai in questo inizio di stagione. Il percorso “normale” di Real Madrid e Barcellona, che hanno già perso qualche punto per strada (per i Blaugrana addirittura 2 sconfitte nelle prime 8 giornate), hanno di fatto accorciato la classifica, con 6 squadre racchiuse in appena 4 punti. L’odierna giornata di campionato mette a confronto due di queste: l’Atletico Madrid, capolista assieme ai cugini del Real, e il Siviglia, che insegue con una sola lunghezza di ritardo. Domenica al Sanchez Pizjuan si sfidano due allenatori con idee di calcio completamente agli antipodi, pronti a sferrare il colpo decisivo per potersi prendere definitivamente un ruolo da protagonisti in questa Liga, in attesa che Real e Barcellona (impegnati rispettivamente a Bilbao e Valencia) facciano le loro mosse.

Gli andalusi di Jorge Sampaoli sono forse una delle realtà più interessanti di questa Liga: dopo l’addio del guru Emery, capace di vincere 3 Europa League negli ultimi 3 anni, nessuno si sarebbe aspettato un certo tipo di approccio da parte dell’ex ct della nazionale cilena: un modus operandi molto aggressivo che ricorda Bielsa, formato da rapidi scambi e continue verticalizzazioni, con diversi interpreti che sanno giocare palla al piede. Un 4-4-2 che diventa 3-4-3 o viceversa dalla non facilissima comprensione che in breve tempo è riuscito a diventare ben sedimentato nell’undici andaluso, capace già di segnare 16 reti (media di 2 gol a partita, soltanto le big Real Barça e Atletico hanno segnato di più) con ben 8 giocatori diversi: sugli scudi certamente gli attaccanti Wissam Ben Yedder e Luciano Vietto (3 gol per parte), mentre a centrocampo l’ex Arsenal e Manchester City Samir Nasri sembra vivere una seconda giovinezza, messo come punto di raccordo fra centrocampo e attacco dimostrando continuamente determinate doti tecniche e tattiche. Con un ruolo non troppo diverso, ma di matrice più offensiva, si segnala anche l’ex Getafe Pablo Sarabia, ancora uomo dalla panchina ma particolarmente efficace sotto porta quando chiamato in causa. In grande spolvero è anche l’ex Palermo Franco Vazquez, adoperato sia sulla trequarti che nelle corsie esterne con ottimi risultati, dovuti anche grazie alla sua tecnica. Da sistemare ancora è invece la retroguardia (12 reti subite), ma ci sono ottimi spiragli di crescita (chiedete alla Juventus).

In casa colchonera invece si temeva il contraccolpo psicologico per la seconda finale di Champions persa negli ultimi due anni, e invece la banda di Simeone (giunto al suo sesto anno sulle rive del Manzanares)continua a macinare gioco restando nei piani alti della classifica. Le sole tre reti subite nelle prime 8 giornate spiegano un po’ quello che è il fulcro di questa squadra, capace di alzare delle barricare insuperabili per poi colpire profondamente il proprio avversario con una manovra ragionato e molto cinico. Gli arrivi di Gameiro. Gaitan e la recente esplosione di Ferreira Carrasco non fanno che arricchire un pacchetto offensivo che negli scorsi anni ha fatto parlare di se, al netto delle sterili critiche sul fantomatico “Cholismo”. In Champions League addirittura tre vittorie di misura (tre 1-0 contro PSV, Bayern Monaco e Rostov)che fanno pensare a tutt’altro che alla fine dell’era Simeone. Il pareggio al Camp Nou contro il Barcellona (Rakitic e Correa) non ha fatto altro che accrescere il valore della squadra, che forse con la costruzione del nuovo stadio sembra definitivamente pronta per giungere ai livelli di Barcellona e Real, sia a livello economico che prettamente competitivo.

La vittoria andalusa manca da più di 4 anni, ma con Sampaoli stavolta c’è moltissima fiducia. Una gara da non sbagliare da ambe le parti, per continuare a far parlare di se in questo avvio di stagione e, soprattutto, anche un po’ per sfatare quel tabù che dice che “La Liga è solo Barcellona e Real Madrid” vista l’altissimo livello di elementi che le compagini domenica potranno mettere in campo.

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".