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E’ il 30 Maggio di quest’anno. Il Messina di proprietà di Pietro Lo Monaco affronta in un drammatico(sportivamente parlando) derby playout di ritorno la rivale di sempre: La Reggina di Lillo Foti. Una vittoria permetterebbe ai giallorossi di salvarsi e mantenere una categoria riguadagnata dopo 5 anni di purgatorio in Serie D. Intorno al minuto 85, un gol di Balistrieri condanna i giallorossi alla retrocessione nei dilettanti e pochi giorni più tardi, l’ex DG del Catania di Pulvirenti, annuncia il suo ufficiale disimpegno. Sembra la fine, l’ennesima, del calcio messinese, abbandonato ancora una volta a se stesso e al baratro di un fallimento annunciato. Qualche mese più tardi, una cordata, presieduta dall’imprenditore messinese Natale Stracuzzi, dopo una trattativa lunga e difficile con Lo Monaco, rileva la società e fa domanda di riammissione in Lega Pro visti i provvedimenti in corso per Barletta e Vigor Lamezia. Il 13 agosto arriva l’ufficialità. La lega esclude la Vigor Lamezia e riammette i giallorossi. Comincia una corsa contro il tempo, affidata a Cristian Argurio, già DS di Udinese tra le altre, per la costruzione di una squadra competitiva, agli ordini di Arturo Di Napoli, indimenticato ex tra il 2003 e il 2006. A distanza di un mese dalla riammissione, la squadra giallorossa affronta la prima giornata(seconda da calendario) del nuovo campionato di Lega Pro. Il Messina è di scena a Monopoli, e senza una preparazione fisica adeguata e con una squadra costruita in fretta e furia, questa sfida sembra già uno scoglio insormontabile. Al 92esimo però, la squadra di Di Napoli, in 10 e senza forze, trova il pareggio con un colpo di testa dell’ultimo arrivato: Diogo Tavares, cogliendo il primo punto della stagione e rinascendo a nuova vita. Da questo momento, ogni partita sembra dare conferme e sicurezza ad una rosa fatta da uomini di grande caratura prima che buoni giocatori. L’arrivo di Martinelli(ex Empoli e titolare nella prima giornata di Serie A), De Vito(ex primavera del Milan), Giorgione e Gustavo fornisce qualità e quantità alla rosa biancoscudata. Il ritorno dopo la squalifica in ambito calcioscommesse di Parisi, l’affidabilità di Burzigotti e Palumbo, l’esplosione di Baccolo e Barraco e la vena realizzativa di Tavares portano la squadra di Di Napoli a lottare per le prime posizioni. E dopo aver toccato il cielo con un dito per 48h avendo battuto a domicilio la Fidelis Andria(superato poi da Casertana e Benevento), i giallorossi Sabato sera, davanti ad uno straordinario pubblico(in 7000 per una partita di Lega Pro), si sono ritrovati da soli a guardare tutti dall’alto, confermando la bontà di scelte oculate e la bravura di un allenatore capace sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista motivazionale. Il Messina è la seconda miglior difesa di tutta la Lega Pro(3 gol subiti) dietro la Reggiana(2) ed è l’unica squadra del Girone C ancora imbattuta. Impressiona, oltre le statistiche, la capacità dei biancoscudati nel trascinare una piazza che sembra finalmente risorgere. Ai risultati non fanno eco le dichiarazioni della dirigenza e dello staff tecnico. Da Stracuzzi al mister Di Napoli, l’unica parola che viene pronunciata è salvezza, perchè questa squadra sta si stupendo, ma i reali obiettivi della proprietà sono dichiaratamente quelli di mantenere una categoria riguadagnata con fatica e sacrifici, senza guardare la classifica e raggiungendo il prima possibile i fatidici 40 punti che portano ad una salvezza tranquilla. Non è falsa modestia, nè piangeria, ma consapevolezza che quello meridionale, è sicuramente il più complicato ed imprevedibile girone di Lega Pro, con squadre attrezzate e molto più radicate nella categoria di quanto può essere il Messina targato Stracuzzi appena nato. Foggia, Catania, Casertana, Cosenza sono solo alcuni dei nomi di grandi nobili decadute che lotteranno per tornare in cadetteria. Siamo sicuri, però, che se fra qualche mese il Messina dovesse trovarsi ancora nelle zone alte della classifica, il vulcanico pastore evangelico e presidente giallorosso, non lascerà niente di intentato quantomeno per provare a riconsegnare il Messina alla serie B. Perchè una piazza come quella siciliana, con tradizione e storia alle spalle, può essere nient’altro che un vanto per una lega che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con scandali e fallimenti quasi ogni anno. Sognare non costa nulla, e i tifosi del Messina, dopo l’agonia passata negli ultimi tempi, ne hanno sicuramente più diritto di quanto ne meritino altre piazze.

Articolista con passione per lo sport. Tifo Messina da quando parlo e sono trapiantato al Nord per esigenze lavorative.

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