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Con Buffon che lascerà la nazionale tra poco più di un anno il futuro sembra appartenere a Gigio Donnarumma. Il giocatore del Milan, da poco maggiorenne, sembra avere tutti le carte in regola per diventare un top player al pari del suo collega di reparto juventino o Neuer, un altro che ha rivoluzionato negli ultimi anni il modo di interpretare il ruolo dell’estremo difensore. Un ruolo che oggi come non mai richiede una certa dimestichezza non solo con le mani, ma anche con i piedi. Il calcio moderno del resto questo impone. Ma per chi la palla è abituato a giocarla prevalentemente con le mani, ritrovarsi a trattarla non con il guanto, ma con lo scarpino, può essere deleterio. Una vera trappola. Nella quale sono incappati tutti, anche i migliori. Neuer, Buffon e Donnarumma compresi. Abbiamo deciso allora di stilare una classifica delle 10 peggiori papere dei portieri di tutti i tempi. Ecco quello che ne è venuto fuori.

La prima insidia per un portiere è generalmente rappresentata dai retropassaggi, specialmente quando arrivano dai piedi non sempre educati dei difensori. Lo sanno bene i primi due protagonisti di questa particolare classifica delle 10 peggiori papere dei portieri nella storia del calcio. Sono due protagonisti della nazionale tedesca: Bernd Leno e Marc-André Ter Stegen. Il primo, portiere del Bayer Leverkusen, ha meritato la citazione in questa graduatoria dopo che provando a rinviare un passaggio di Jonathan Tah è finito per sfiorare solamente il pallone che è terminato così inesorabilmente in rete. Un errore banale soprattutto per la situazione di totale tranquillità in cui l’estremo difensore si trovava. Ter Stegen si è invece ritrovato protagonista di uno svarione analogo in un match tra Stati Uniti e Germania di quattro anni fa. Sul rinvio dell’estremo difensore, il terzino, pressato, decide di appoggiare dietro dal lato corto dell’area di rigore. Ter Stegen osserva il pallone, inizialmente vorrebbe rinviarlo ma successivamente, cambiando idea, non calcola la velocità della sfera che gli passa davanti ai piedi e finisce all’angolino basso. Inutile la sua disperata scivolata nella speranza di rimediare al danno ormai compiuto.

Ci trasferiamo poi in Francia, in casa Saint-Etienne. Durante la stagione 2014/2015 spicca la sonora sconfitta rimediata dai bianco-verdi a Parigi. Un 5-0 in cui Ruffier non è propriamente esente da colpe. Anche in questo caso c’è un retropassaggio di mezzo. Nello specifico è quello di Tabanou che è molto bravo a giocare d’anticipo in mezzo alle maglie parigine ma è poi troppo calmo e fiducioso nell’appoggiarsi indietro in attesa di far ripartire l’azione dai piedi di Ruffier. Il gioco infatti riprenderà; dal cerchio di centrocampo però. Sì, perché Ruffier manca completamente lo stop di piatto, e quando la palla è già quasi in rete anch’esso di esibisce in una scivolata per provare inutilmente a rimediare all’errore.

La quarta perla di questa speciale graduatoria delle 10 peggiori papere dei portieri nella storia del calcio ci riporta in Italia, nello specifico nella capitale, dove c’è tra gli altri un portiere in particolare che non ha lasciato esattamente un buon ricordo ai tifosi della Roma. Stiamo parlando di Mauro Goicoechea, l’uruguaiano che gioca in prestito alla Roma durante la stagione 2012/2013. Un portiere in grado di spodestare Stekelenburg dal ruolo di titolare prima di tornare in panchina grazie alla papera che stiamo per raccontare. La partita è Roma-Cagliari e la panchina di Zeman è ormai più che traballante. Tutto parte da un’azione cagliaritana con spinge con l’obiettivo di recuperare lo svantaggio di 2-1: Avelar, servito da Ibarbo, parte sulla fascia sinistra e quasi giunto sul fondo fa partire un innocuo traversone. Che Goicoechea trasforma però in autorete prendendo prima la palla al volo in tuffo per poi perderla in caduta. Il pallone, lasciato cadere, si insacca in rete, sotto gli occhi di un Olimpico sbigottito. Un errore imperdonabile e banalissimo che costerà la panchina al tecnico boemo ed il posto da titolare al numero 1.

Il racconto degli orrori prosegue con la quinta delle 10 peggiori papere dei portieri nella storia del calcio che arriva da Friburgo. Stagione 2013/2014, il match è contro l’Amburgo. Il protagonista è Baumann che pensa bene di sfoderare tre perle per lo 0-3 finale degli ospiti. In particolare è l’errore dello 0-1 ad essere diventato epico in tema di papere. Con l’obiettivo di anticipare Maximilian Beister lanciato a rete infatti, Baumann esce dai pali, forse un po’ troppo, superando il limite dell’area e lasciandosi superare dal pallone in corsa. Il centrocampista dell’Amburgo,per altro anche abbastanza sorpreso da quell’uscita insensata, non si lascia comunque intimorire e superato lo sventurato estremo difensore appoggia comodamente il pallone in rete.

Da un’uscita comica ad un’altra. Questa volta il protagonista è un certo Iker Casillas, di certo non l’ultimo arrivato. Lo spagnolo, non nuovo agli errori anche ai tempi del Real, con la maglia del Porto decide di continuare a dimostrare che anche i migliori, a volte, possono abbassare la guardia. Un errore commesso in un Porto-Brava con l’intenzione di anticipare Alan a centrocampo e finito invece per regalare allo stesso la rete del definitivo 3-1 per i biancorossi. L’attaccante brasiliano infatti accetta di buon grado il regalo e liberatosi facilmente dell’inconsueto avversario diretto spedisce in rete un pallone calciato da lontano, ma pur sempre a porta vuota.

Un tuffo indietro negli anni ci consente invece di raccontare l’avventura di Robert Green. L’estremo difensore del Norwich in una partita del 2003 commette una leggerezza fatale ai fini del 2-0 finale a favore del Nottingham Forest. Green in realtà esce bene su un traversone dalla destra, bloccando il pallone al centro dell’area. Ma è il preludio alla catastrofe. Il portiere attende infatti che la squadra salga e poi posiziona il pallone a terra. Sfortunatamente però, non tiene conto di Johnson, punta avversaria che spunta alle sue spalle per prendere la sfera e sigla il gol dell’1-0. Robert Green sarà poi autore di altre papere con la maglia della nazionale inglese.

L’ottava papera di questa particolare classifica delle 10 peggiori papere dei portieri nella storia del calcio vede come protagonista Tomislav Piplica, ex portiere dell’Energie Cottbus ricordato più per la papera del 2002 che per la sua carriera. Non si spiega ancora come sia potuto accadere, ma il numero 23, su un pallone deviato a campanile al limite dei propri 16 metri, decide di rimanere immobile sulla linea di porta finché il pallone non scende per impattare con la sua testa e finire in rete. Il video di questa follia è diventato virale e la spiegazione più plausibile è quella di un tentativo di parata in acrobazia finito male. Veramente male.

Per il penultimo episodio ci spostiamo dall’Inghilterra per atterrare in Giappone ed andare a far visita a Sui Weijie, attualmente in attività nel Chongqing Lifan ed anch’esso più noto per il suo “errore” imbarazzante che per la carriera. Tutto parte da una semplice punizione. La battuta è un passaggio smarcante che libera un avversario alla battuta in una porta che Weijie lascia inspiegabilmente libera mentre beve da una bottiglietta d’acqua. L’estremo difensore probabilmente non si era accorto che il gioco era ripreso e anche dopo che la palla termina in rete impiega qualche secondo per capire che la realizzazione è valida e l’errore più pesante è il suo.

E dopo quest’ultima perla dal Giappone torniamo nella nostra Europa, in Norvegia per la precisione, per chiudere questa classifica delle 10 peggiori papere dei portieri nella storia del calcio. Siamo nel 1988. Un salto spaziale e temporale per raccontare dell’incredibile leggerezza di Bjarte Flem, portiere del Tromsø. Durante il match contro il Sogndal, l’estremo difensore, intento a rinviare con le mani, commette lo sbaglio di spedire il pallone all’indietro nella propria porta. Il gesto verrà poi spiegato in seguito dallo stesso numero 1: semplicemente, volendo servire un suo compagno e cambiando idea all’ultimo, Flem è andato in confusione. Avendo già iniziato a caricare il rinvio con il braccio, infatti, il portiere non riuscì ad evitare che la sfera prendesse quella strana traiettoria, finendo dritta all’angolino alle sue spalle. Ancora oggi il termine “Bjarte Flem” viene utilizzato per indicare un portiere non gradito, nonostante la carriera comunque positiva dell’originale.

Ciao a tutti, sono Dario e vengo dalla provincia di Monza e Brianza. Mi piace seguire, commentare e discorrere di eventi calcistici che seguo con regolarità.

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