1 min readAntonio, con questa Lazio c’è poco da ridere

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22 Novembre 2015 Off Di Francesca Cuccuini

Un pasticcio difensivo, la risata di Candreva, Cataldi e Mauricio: questo l’emblema di una Lazio completamente allo sbando. Stefano Pioli, negli spogliatoi ci va sotto di un gol e non riesce a dare la scossa ai suoi uomini che ormai non hanno più fiducia l’uno dell’altro. Il goal che sblocca il match è di Goldaniga che benedice il proprio esordio, dal primo minuto, con la rete del momentaneo vantaggio. Il resto è noia e Federico Marchetti che fa gli straordinari per arginare un Palermo che più volte sfiora il raddoppio. All’Olimpico c’è anche il consueto falso allarme: uno zainetto viene dimenticato in tribuna Monte Mario e il pubblico allarmato si riversa dall’altra parte dello stadio. La partita è talmente lenta che anche i giocatori riescono a seguire la vicenda e il finale positivo. Si torna ognuno al proprio posto e i giocatori negli spogliatoi per il duplice fischio finale. Al rientro ci pensa Lulic a movimentare il gioco biancoceleste: guadagna un rigore calciato da Antonio Candreva  che non sbaglia. Ma per deridere i compagni, in campo, si deve fare molto di più di un goal dagli undici metri. Pioli lo sa e al triplice fischio finale esce dal campo visibilmente disturbato dall’aria pesante che incombe in casa Lazio.

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