Lazio-Fiorentina, la vigilia di Inzaghi: “Firenze snodo per la Champions”

E’ tempo di turno infrasettimanale, è tempo di serrare i ranghi per il rush finale che può valere la Champions. Per la Lazio parte da Firenze il mini-torneo di sei giornate che vedrà i biancocelesti impegnati in un testa a testa mozzafiato con Roma ed Inter per i due posti a disposizione per la coppa dei grandi della prossima stagione.

Una trasferta insidiosa per la Lazio che arriva a stretto giro di posta rispetto alla bruciante eliminazione di giovedì scorso dall’Europa League per mano del Salisburgo ed al pareggio nel derby di domenica scorsa che ha invece restituito fiducia ai biancocelesti dopo la batosta in Austria: “Sappiamo cosa rappresenta la stracittadina per i tifosi e per la città. I ragazzi sono stati bravissimi perché reagire così dopo la trasferta di Salisburgo non era facile. Abbiamo dato tutto quello che avevamo e fino al rosso di Radu eravamo anche ben messi in campo. Ora però dobbiamo pensare alla Fiorentina. Non faccio tabelle per la Champions; non ne ho mai fatte. Non bisogna pensare alle sei partite ma ragionare una gara alla volta. A Firenze affronteremo una squadra che ha subito un solo gol nelle ultime sette uscite stagionali. Pioli ha dato una fisionomia al gruppo. Sono forti”.

La settimana impegnativa ed una stagione giocata a mille all’ora hanno fiaccato le forze della squadra. Normale dunque che alla vigilia il tecnico abbia qualche dubbio di formazione: “Immobile è tra i convocati ma vedremo domani se giocherà dall’inizio. Ha rimediato una brutta botta al collo del piede nella partita con la Roma e ha svolto allenamenti specifici in acqua. Il problema non è correre ma calciare il pallone. Eventualmente sia Caicedo che Nani sono pronti. Gli altri, eccetto Patric e Radu, sono tutti a disposizione e convocati. Deciderò però domani chi schierare”.

Con una media di circa 1,25 gol subiti a partita, normale che sotto la lente di ingrandimento finisca il pacchetto difensivo: “Caceres e Bastos domani potrebbero trovare spazio dall’inizio. Sono molto sorpreso da Luiz Felipe che non pensavo fosse già a questo punto del suo percorso di crescita. Personalmente apprezzo molto anche Wallace che lo scorso anno per noi è stato determinante e quest’anno sta ancora pagando i postumi dell’infortunio”.

Inevitabile, infine, la domanda sul ballottaggio che quest’anno ha caratterizzato le uscite della Lazio, quello tra Lusi Alberto e Felipe Anderson: “Hanno grandi qualità e per me non è difficile scegliere. Il problema forse è più loro. Se gioca Milinkovic probabilmente partirà titolare solo uno dei due altrimenti potrebbero giocare entrambi. Una squadra deve avere equilibrio e chi sta fuori può diventare determinante a partita in corso”.

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".