3 min readL’altro modo di Klopp di entrare nella storia del Liverpool

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5 Ottobre 2020 Off Di Giorgio Catani

Nel pazzo fine settimana di Premier League a far notizia sono il 6-1 del Tottenham ad Old Trafford e soprattutto la batosta incassata dal Liverpool al Villa Park. Era dal 1953 che la squadra Campione di Inghilterra in carica non subiva un passivo così pesante in campionato. Prima del sonoro capitombolo di ieri sera del Liverpool di Klopp a Birmingham (7-2 per i padroni di casa) infatti solo l’Arsenal all’epoca era riuscito a fare peggio perdendo 7-1 a Sunderland. Era un altro calcio. E soprattutto quello inglese era un altro campionato; sicuramente meno spietato della Premier League di oggi.

Dopo i campanelli di allarme suonati già con Leeds ed Arsenal (e con il Lincoln in Coppa di Lega capace comunque di segnare due reti ai Reds) la debacle di Birmingham restituisce a Klopp un Liverpool privato di tutte le sue granitiche certezze. Perché se l’assenza di Mané, alle prese con i postumi del Covid, ha senza dubbio inciso sui meccanismi dell’attacco, quel che più preoccupa la sponda Reds del Mersey è una difesa che, contrariamente a quanto aveva abituato negli ultimi anni, sembra in questa stagione imbarcare acqua da tutte le parti.

All’evidente involuzione di Gomez si stanno sommando infatti in questo avvio di stagione gli inaspettati stenti di Van Dijk con il risultato che il Liverpool di Klopp, che lo scorso anno aveva chiuso la Premier League con appena 33 gol incassati in 38 partite, oggi, dopo appena quattro uscite in campionato, ha già subito 11 gol.

Il 7-2 rifilato dall’Aston Villa oltre a minare le certezze di Salah e compagni, rappresenta anche un record negativo per lo stesso Klopp. Mai il tecnico tedesco nella sua carriera di allenatore aveva infatti subito un passivo così pesante (almeno in termini di gol subiti). Se a ciò si aggiunge che i Reds non incassavano 7 gol dal 15 aprile del 1963 (1-7 con il Tottenham), la gravità del quadro appare abbastanza evidente.

La partita con il Villa

Eppure a Birmingham Klopp era sceso in campo con la formazione migliore che potesse schierare. Assenti Mané e Thiago per Covid, a pesare forse più di altro al Villa Park è stato dover rinunciare a Alisson. Evidenti sono infatti le colpe di Adrian sul primo gol di Watkins (tripletta per lui in 35′) che al 4′ consentiva ai Pensioners di portarsi in vantaggio.

Ma addossare tutte le colpe della disfatta all’estremo difensore dei Reds sarebbe ingiusto. Nel buio generale che ha caratterizzato la partita dell’undici di Klopp chi è riuscito a distinguersi più degli altri, in negativo ovviamente, è Gomez. Il Villa dalle sue parti ha infatti fatto sfracelli.

Ancor di più dopo che il Liverpool, trovato il momentaneo 2-1 con Salah al 33′, si è buttato a capofitto in avanti nel tentativo di acciuffare immediatamente il pari prestando invece il fianco alle incursioni dei padroni di casa che, solo per l’eccesso di entusiasmo generato da una serata inaspettata, non sono stati abbastanza cinici da capitalizzare ulteriormente l’immensa mole di palle gol avute a disposizione.

L’occasione della pausa

C’è da scommettere che mai come in questa occasione la sosta per le Nazionali verrà accolta con grande favore ad Anfield. Di cose da registrare Klopp in queste due settimane ne avrà parecchie.

Certo, se a centrocampo la speranza è che l’innesto di Thiago porti qualità e sostanza, piuttosto allarmante resta invece la situazione in difesa dove forse sarebbe opportuno far tirare il fiato a Joe Gomez per evitare di bruciare anche solo mentalmente un giocatore che, senza ombra di dubbio, appare tra quelli più in difficoltà in questo avvio di stagione.

Il fatto è che il mercato dei Reds non è stato certo altisonante (anzi!) ed in difesa non si è praticamente intervenuti. L’unico innesto nel reparto è stato ad oggi quello di Sepp Van den Berg, diciassettenne di belle speranze prelevato dal PEC Zwolle per meno di due milioni di euro.

L’alternativa già a disposizione di Klopp è invece Matip che tuttavia lo scorso anno ha totalizzato appena 9 presenze in Premier League a testimonianza del fatto che il tecnico tedesco non è particolarmente avvezzo ad alternare gli uomini del pacchetto arretrato.

Klopp sa che urge trovare una soluzione in queste due settimane. Anche perché se il City di Guardiola per il momento arranca, c’è una rivale in più quest’anno dalla quale doversi guardare le spalle: il Tottenham di Mourinho.

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