Loading

Nuova aggiunta alle consuete analisi di Tabser: stavolta trattiamo i 5 spunti dalla prima notte di Europa League appena trascorsa.

1-Italia si, Italia no

Male la Lazio, bene la Roma. Inizia a correnti alterne l’avventura europea delle Romane e uniche compagini nostrane rimaste in corsa: i biancocelesti privi di Immobile, Luis Alberto e Radu perdono in Romania in una partita fotocopia di quella del Paolo Mazza, dove al posto della Spal c’è l’altrettanto modesto Cluj. Dopo il vantaggio iniziale firmato Bastos arriva la rimonta romena firmata Ciprian Deac (su rigore) e Billel Omrani. Per quanto riguarda invece i giallorossi primo tempo abbastanza incolore ma chiuso avanti sull’Istanbul Basaksehir grazie alla sfortunata autorete di Junion Caiçara. Nella ripresa si alza il ritmo e dilagano Dzeko, Zaniolo e Kluivert. Lavori in corso per gli uomini di Fonseca, ma la trasferta in Austria può essere quasi decisiva per la qualificazione visto il sorprendente risultato di quest’ultimi. D’aiuto alla Lazio invece è l’1-1 fra Rennes e Celtic: con le giuste contromisure ma soprattutto con un pizzico di sufficienza in meno la Lazio è ancora pienamente padrona del proprio destino.

2-Sorprese austriache

Citato poc’anzi, sulla falsa riga di quanto successo già nel mercoledì di Champions in quel di Leverkusen: clamoroso tonfo del Borussia Monchengladbach contro gli esordienti del Wolfsberg. L’allenatore Gerhard Struber prepara i suoi ad una partita d’astuzia: subire quando c’è da subire ma grande attenzione dalla metà campo in su dove, nonostante i valori in campo, i folhen scricchiolano abbastanza. E così nonostante un possesso palla abbastanza scarno (31%!) riesce il miracolo: 4-0 esterno con 4 occasioni nitide e prestazione al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Weisman, Ritzmaier e Leitgeb due volte sono i marcatori della prima storica vittoria austriaca in Europa. E ora l’esordio casalingo (si giocherà a Linz) contro la Roma può valere il primato del girone! Per Marco Rose invece a Istanbul è già l’ultima spiaggia, se si vuole provare in qualche maniera a raddrizzare la china.

3-Graditi ritorni

È la Coppa dei grandi ritorni: Espanyol-Ferencvaros segna il ritorno nei campi internazionali di due storiche compagini del calcio Europeo. I catalani tornano direttamente dall’ultima finale conquistata nel 2007, mentre per vedere nel tabellone principale gli ungheresi bisogna tornare indietro di altri 3 anni. Sfida piena di tensione che viene sbloccata da un’autorete di Javi Lopez e rimessa in parità a mezz’ora dal termine grazie a Matias Vargas. Non va meglio agli ucraini dell’Oleksandrija, che si vedono superare senza grosse difficoltà dal Wolfsburg che bagna con una vittoria il ritorno in Europa dopo diverse stagioni sofferte. Festa grande invece in casa LASK, che battendo il Rosenborg torna a vincere una sfida nel tabellone principale dopo più di trent’anni (1-0 all’Inter nella Coppa Uefa 85-86). Sorride anche il Getafe, assente dall’Europa da 9 anni: 1-0 di misura sul Trabzonspor. Male invece il Wolverhampton, assente dal 1980: corsaro lo Sporting Braga.

4-Bomber di coppa

Nell’incredibile cinquina del Lugodogrets rifilata al Cska Mosca spicca la tripletta di Claudiu Keseru: l’attaccante romeno ormai bandiera dei Bulgari viaggia sulla trentina di gol a stagione, ha superato quota 100 e si appresta ad andare in doppia cifra per la quinta stagione di fila. Garanzia quanto Francisco Soares che, dopo un avvio complicato, è pronto assieme a Marega e Ze Louis ad entrare definitivamente nei cuori dei dragoni, fra le candidate ad arrivare sino in fondo. Crescono inoltre le nuove leve: in quel di Gent fa parlare di sé il canadese classe 2000 Jonathan David, autore di una doppietta contro il Saint Etienne che fanno 9 reti in 13 partite sin qui disputate (lo scorso anno 14 in 43 presenze). Di livello altrettanto interessante sono i 2001 Mason Greenwood, mattatore del Manchester United contro l’Astana, e Bukayo Saka, artefice di una rete e due assist a Francoforte per l’Arsenal. La buona vecchia scuola inglese che produce talenti che però devono essere in grado di non montarsi la testa ma soprattutto di aumentare in minuti nelle gambe. E metter esperienza a forza di prestazioni europee è una delle migliori occasioni da cogliere al volo.

5-Strada lunga e tortuosa

Claudiu Keseru

Mai come quest’anno c’è gran fermento sulla griglia di partenza. L’Europa League da qualche anno ormai è un torneo ben seguito dagli appassionati di calcio, che ne trovano ancora un contorno genuino fra piccole favole, ex campioni ma soprattutto una serie di squadre di metà classifica nei campionati più importanti che trovano nella Coppa un divertimento nonché un potenziale sbocco verso la Champions League. Perché se è vero che il cammino in Europa League fino alla semifinale dà cifre irrisorie, è altrettanto vero che la vittoria di essere qualifica matematicamente alla successiva Champions League nonché permette d’incassare fin da subito le cifre per la qualificazione alla fase a gironi. Cifre che per tanti club nel mezzo fanno la differenza in sede di mercato. In attesa delle terze dei gironi di Champions, diverse squadre ci lasciano degli ottimi imput d’approfondire durante il proseguo della stagione.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

Top