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La Serie A amplia la formula spezzatino alla faccia dei tifosi. I nuovi pacchetti per i diritti televisivi del massimo campionato italiano prevedono infatti fra le altre cose l’ampliamento da 5 a 8 delle finestre su cui spalmare le singole giornate del torneo. A partire dalla stagione 2018, e per il triennio a seguire, si giocherà anche il sabato alle 15, la domenica alle 18 ed il lunedì alle 20:30 (nuovo orario su cui verranno settati tutti i posticipi serali). In caso di turni infrasettimanali, invece, ci sarà un anticipo al martedì (alle 21) e due partite il giovedì, una alle 19 e l’altra alle 21.

Quella che è una soluzione che strizza chiaramente l’occhio al dio denaro (saranno solo tre in sostanza le gare che si disputeranno la domenica alle ore 15) è probabilmente anche il sistema che finirà per allontanare gli abbonati dagli stadi italiani. Chi, alla lunga, sottoscriverà un abbonamento senza avere la ragionevole certezza di poter assistere ai match?

Attenzione però perché anche assistere agli incontri restando comodamente seduti sul divano davanti alla TV potrebbe non essere così facile. I 5 pacchetti previsti dal bando della Lega non consentono, presi singolarmente, di coprire per intero tutte le partite di campionato. Questa infatti è la cervellotica formula:

  • Pacchetto A: è il pacchetto per il satellitare ma copre i match di sole 8 squadre tra cui Juventus, Napoli, Milan e Inter per un totale complessivo di 248 incontri;
  • Pacchetto B: ha le stesse caratteristiche del pacchetto precedente ma è riservato al digitale terrestre;
  • Pacchetti C1 e C2: sono quelli riservati agli operatori internet e si dividono equamente le 20 squadre di Serie A mettendo però le milanesi da una parte e Napoli e Juventus dall’altra;
  • Pacchetto D: è aperto a tutti gli operatori (digitale terrestre, satellitare, internet) coprendo le gare di 12 squadre tra cui Roma, Lazio, Fiorentina e Torino.

La Lega valuta il pacchetto D, quello più corposo, 400 milioni di euro; i pacchetti A e B 200 milioni l’uno; i pacchetti C1 e C2 100 milioni a testa. Obiettivo, raccogliere almeno 1 miliardo di euro. Ma chi vuole avere la certezza di coprire l’intero campionato dovrà accaparrarsi più di un pacchetto considerato, tuttavia, che le aste verranno effettuate separatamente. L’operazione, dunque, non è così banale e le cifre sono destinate a lievitare. Secondo i dati riportati da Calcio e Finanza, oggi Sky per trasmettere la Serie A spende 572 milioni di euro l’anno. Per poter offrire anche nel triennio 2018-2021 la stessa offerta dovrebbe mettere sul tavolo 600 milioni. Ma è chiaro che la concorrenza è agguerrita ed il nemico da cui guardarsi le spalle sono probabilmente i giganti dell’online che investendo sui pacchetti D e C (sia 1 che 2) potrebbero trasmettere via web l’intero campionato di Serie A.

Con tali presupposti in Lega c’è già chi si sfrega le mani. Un po’ meno i tifosi ai quali, per il momento, resta solo una certezza: per poter seguire la propria squadra del cuore in tv in casa ed in trasferta sarà comunque sufficiente un solo abbonamento.

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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