La Roma va: c’è da lavorare, ma i nuovi fanno ben sperare

All’ultimo respiro. Una costante in questa prima giornata di campionato: la Roma come la Juve, canta ironicamente il pubblico granata. Inutile dargli torto: prestazione da rivedere, occasioni ghiotte sprecate, qualche svarione di troppo che poteva costare caro e alla fine una prodezza quasi allo scadere regala i tre punti e il sorriso agli uomini di Di Francesco.

Si comincia con gli stessi dello scorso anno+Olsen e Pastore, lo Ying e lo Yang: l’uno l’acquisto più contestato, vista la contemporanea partenza del “Salvatore della patria (e della stagione)” Alisson, l’altro invece quello più acclamato. Dall’argentino gli spunti tattici più interessanti. Movimenti da mezzala che compensano quelli mancati da Strootman, quasi a diventare un trequartista aggiunto dietro le tre punte. I problemi però emergono in fase di rifinitura, dove l’ex PSG si dimostra tutt’altro che lucido. Nella stesso modo El Shaarawy, oggi con la testa altrove. Tantissime scelte sbagliate, come un contropiede pericolosissimo che si conclude con un tiro che Sirigu para con estrema facilità.

Nella ripresa i cambi smuovono la Roma: con l’ingresso di Cristante, che dà maggior filtro a centrocampo, Pastore diventa ala sinistra, in assenza di Perotti, arrivando a duettare più spesso con le altre punte. Altra chiave di volta è certamente l’ingresso di Kluivert: tanta fantasia ma soprattutto una voglia matta di spaccare il mondo. Una giocata vincente, molto simile a qualcosa già fatto vedere in amichevole contro il Barcellona, per l’accorrente Dzeko che all’89 sorprende Sirigu regalando il vantaggio e i primi tre punti dell’anno.

Che dire invece del Torino? I granata creano e mettono in seria difficoltà i difensori della Roma soprattutto nella parte iniziale di entrambi i tempi. Qualche distrazione di troppo in fase di impostazione (oggi Fazio molto male) permette anche a Belotti e compagni di costruire azioni pericolose. Il vantaggio arriva pure, ma è la Var a decidere che sul gol di Iago Falque l’ex Chelsea Aina è leggermente in fuorigioco. In seguito qualche conclusione da fuori che impegnano molto Olsen e un episodio dubbio su una ribattuta, poi rivelatosi infondato, che causa la solita espulsione per Walter Mazzarri. Una situazione che si surriscalda ulteriormente fino all’ultimo minuto, quando i sogni dei granata vengono spenti dalla rete di Dzeko. La squadra comunque dimostra di essere viva e, con la giusta chimica e l’integrazione degli ultimi rinforzi della campagna acquisti Soriano e Zaza (quest’oggi in campo solo l’ex Villarreal per 4 minuti) può togliersi molteplici soddisfazioni.

E così dopo Juventus e Napoli anche la Roma trova la vittoria. Niente ovviamente è deciso, ma i giallorossi stavolta possono fregiarsi di avere dalla loro una rosa lunga e completa come mai durante l’era americana: emblematici i cambi, con due di essi che sono i neoacquisti Cristante e Kluivert mentre il terzo è Schick, comunque chiamato ad una stagione completamente diversa rispetto a quella passata. Secondo quando dichiarato da Di Francesco in conferenza stampa, tale mossa era premeditata far in modo che si iniziasse con gli uomini dello scorso anno, che meglio conoscono gli schemi. Felice Eusebio di esser stato smentito e, potenzialmente, di poter avere l’imbarazzo della scelta per le partite che verranno. La Roma riparte, a testa bassa ma con grandissime ambizioni.

Marco Aurelio Stefanini

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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