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Sono più o meno 225 i chilometri che separano Napoli dalla capitale d’Italia. Li percorrerà oggi la squadra di Spalleti per recarsi al San Paolo in vista di un match che già all’ottava giornata sembra cruciale per capire chi tra Napoli e Roma potrà realmente ambire al ruolo di anti Juve. Separate da un solo punto in classifica, quello di Fuorigrotta è un match dove sia per la compagine di Sarri che per quella capitolina sarà vietato sbagliare. Perdere punti infatti significherebbe perdere anche lucidità e certezze come più volte è accaduto nella storia recente del campionato. I precedenti  sorridono ai partenopei con 35 successi contro i 23 giallorossi. Ma soprattutto, la Romaè senza successo al San Paolo dal 2011. Tuttavia, negli ultimi dodici match si contano cinque vittorie da ambo le parti e due pareggi, con l’ultimo 0-0 risalente a quasi undici mesi fa proprio al San Paolo. Della Roma invece l’ultima vittoria in assoluto. Quella giunta per intenderci a fine Aprile quando Nainggolan fece esplodere l’Olimpico all’ottantanovesimo minuto di gioco. Cosa dobbiamo aspettarci dal match odierno? Ovvio che molto dipende dal momento che stanno vivendo le due formazioni.

UN NAPOLI MILIK-DIPENDENTE?

“Ma davvero pensate, come ho sentito dire … che senza un giocatore possa andare in crisi tutta una squadra?”. I novanta minuti odierni sicuramente saranno utili per cercare di fornire una risposta ad Enzo Bucchioni, giornalista e commentatore che in questi giorni ha preso pubblicamente le difese di Sarri che è già finito sotto i riflettori degli addetti ai lavori che in gran parte probabilmente bramano un passo falso e che sicuramente in generale curiosi di capire come se la caverà il fumantino allenatore toscano senza quella che si è rivelata essere ad oggi la sua punta di diamante. C’è però da dire che Sarri ha in questo primo scorcio di stagione dimostrato di non essere uno sprovveduto nonostante l’addio pesante di Higuain. Seppure in tarda età, è evidente che il tecnico non è di certo arrivato a Napoli per caso. Sarà però interessante capire come il mister riuscirà a far resuscitare Manolo Gabbiadini indiziato numero uno a sostituire Milik nel match con la Roma. Bisogna ammettere che Napoli e la stampa sportiva si è talmente fissata con l’infortunio di Milik da far passare in secondo piano che nel Napoli ci sono, mai come quest’anno, comprimari di primo piano. E poi stravolgere l’impianto tattico sarebbe un vero peccato. Jorginho al centro della squadra sta confermando quanto di buono messo in mostra nella scorsa ottima annata. L’italo-brasiliano è il fulcro di un 4-3-3 in cui il Napoli si trova a meraviglia data anche la velocità di Callejon e la rapidità di Insigne, coperti rispettivamente da Zielinski e da un certo Hamik che sembra rigenerato. Senza dimenticare il lusso di avere un sostituto del calibro di Dries Mertens, un giocatore che sarebbe titolarissimo in qualsiasi club italiano, Juve esclusa probabilmente. La forza del Napoli dovrà quindi essere quella di non farsi prendere dall’ansia e continuare a fare quello che gli riesce meglio: giocare da squadra.

L’ATTENZIONE E’ SEMPRE PER TOTTI, MA LA ROMA DEVE FARE IL SALTO DI QUALITA’

Se Napoli piange, Roma non ride. Ha forse ragione Sabatini quando dice tra le righe che Totti è il limite dei giallorossi. Sulla sponda giallorossa del Tevere il tema caldo da un paio di anni a questa parte è sempre lo stesso: il futuro del capitano. Nonostante la vittoria prima della sosta con l’Inter e l’impegno imminente con il Napoli, non c’è conferenza stampa di Spalletti che non verta almeno in parte sul capitano. Che ormai, e non potrebbe essere diversamente, ha nelle gambe benzina solo per gli ultimi venti-trenta minuti del match. Nei quali comunque riesce ancora ad essere devastante. Quei venti-trenta minuti che giocherà probabilmente anche contro gli azzurri di Sarri al San Paolo dove la Roma, imbattuta all’Olimpico, cercherà di sfatare il tabù trasferta dove il rendimento dei giallorossi è a dir poco altalenante. Non sono ammessi passi falsi dicevamo. E allora ecco che l’incontro di oggi diventa anche un banco di prova, un esame di maturità, per una formazione che spesso e volentieri si perde quando c’è da compiere il salto di qualità, come dimostra ad esempio la mancata qualificazione in Champions. Pochi dubbi sulla formazione, con Spalletti che può rimescolare i titolari a piacimento, spaziando e sperimentando. Come nell’ultimo match, con Florenzi nel ruolo di trequartista dietro a Dzeko, per liberare Perotti e Salah sulle fasce nel tentativo proprio di servire il bosniaco là davanti. L’unico dubbio per i giallorossi è la presenza di Nainggolan.

La sfida insomma sulla carta si presenta equilibratissima con il Napoli che parte leggermente favorito e la Roma che deve invece dimostrarsi capace di imporsi in una trasferta importantissima per il futuro della Serie A. Anche se siamo solamente all’ottava giornata.

Ciao a tutti, sono Dario e vengo dalla provincia di Monza e Brianza. Mi piace seguire, commentare e discorrere di eventi calcistici che seguo con regolarità.

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