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Keisuke Honda nasceva il 13 giugno di trentatré anni fa a Settsu, città giapponese della prefettura di Osaka. Membro di una famiglia di sportivi (il fratello-procuratore è un ex calciatore, il prozio Daizaburo è un ex-canoista che partecipò ai giochi olimpici del ’64, lo zio Tamon un wrestler professionista), decise di intraprendere la carriera nel calcio, come suo fratello Hiroyuki ma con più fortuna. Trascorse il settore giovanile tra Settsu FC, Gamba Osaka e Seiryo High School ed ottenne il suo primo contratto da professionista a 18 anni, vestendo la maglia del Nagoya Grampus, squadra di J1 League.

Dopo tre anni e mezzo in crescendo, dal punto di vista del potenziale e del rendimento in campo, decide di cambiare aria e continente. Si sposta in Europa, la patria del calcio, seppur in una squadra modesta, il VVV-Venlo. I primi sei mesi non sono esaltanti, poiché si chiudono con una retrocessione, ma la stagione successiva rilancia il talento di Settsu, che ha notevolmente contribuito all’immediata promozione in Eredivisie del “The Good Old” con 16 reti e 14 assist in 36 gare, bottino ragguardevole seppur ottenuto in una serie minore. Le sue performance gli fanno guadagnare la prima chiamata dal CT Takeshi Okada in nazionale maggiore ed il soprannome “Keizer Keisuke da parte dei tifosi gialloneri.

L’esplosione in Russia e il declino

Honda
Fonte: Newsapi

Nel gennaio del 2010 si trasferisce in un campionato di minor prestigio, ma comunque tra i primi 10 in Europa, in una squadra d’élite a livello nazionale, il CSKA Mosca, per 6 milioni di euro. La sua duttilità nel reparto offensivo, la forza fisica e la potenza equiparata alla precisione di tiro fanno di lui, da subito, un giocatore imprescindibile per la formazione di Leonid Sluckij e per il nuovo CT, Alberto Zaccheroni che lo ha definito “un giapponese atipico, dotato di grande forza fisica e con una spiccata personalità, pur essendo un po’ introverso. Esordisce in Champions League contro il Siviglia, nella stagione in cui i Krasno-sinie vengono bloccati ai quarti di finale dall’Inter, la squadra poi vincitrice.

Il triennio successivo si può considerare il punto più alto della carriera di Keisuke Honda, in cui alza quattro trofei con il club russo (1 Prem’er-Liga, 2 Kubok Rossii e 1 Superkubok Rossii) la Coppa d’Asia con i nipponici e il premio come miglior giocatore del torneo. Terminati i quattro anni di contratto con i Pegasy, si trasferisce a parametro zero in uno dei campionati più prestigiosi di Europa, quello italiano, per il definitivo salto di qualità. Tuttavia, il Milan in quel periodo non se la sta passando bene. Cambia tre allenatori diversi, viene distrutto in Champions League dall’Atletico Madrid e a fine anno non riesce a conquistare un posto neppure nell’Europa minore.

La stagione successiva con l’arrivo di Inzaghi sulla panchina rossonera sembra dare nuova linfa, almeno all’inizio, alla squadra. L’approccio all’annata 2014-2015 di Honda è devastante, 6 reti in 7 gare, capocannoniere insieme a Carlos Tevez. Sembra essere l’anno della sua consacrazione, tutto il popolo milanista lo spera, ma fino al termine della stagione non troverà più la via del gol e la sua squadra si piazzerà addirittura in decima posizione. Altro cambio in panchina, a Inzaghi subentra Mihajlovic, ma la musica non cambia, 37 presenze appena 2 reti, dovute secondo il nipponico al fatto che la squadra non riesce a creare gioco a causa dei tanti cambi effettuati dal mister, che replica “Quando va in Giappone, parla, qua invece no. Capisce quello che vuole, fa il napoletano”.

Inoltre perde una finale di Coppa Italia contro la Juventus. Nella sua ultima stagione al Milan, con Montella allenatore, fa fatica, gioca di rado e da spettatore vede la sua squadra vincere ai rigori la Supercoppa Italiana. Lascia i rossoneri con una prodezza su punizione nella partita vinta per 3-0 contro il Bologna e con uno score complessivo di 11 gol in 92 partite giocate. Trascorre il resto della sua carriera tra America (Pachuca) e Oceania (Melbourne Victory), accompagnato da diversi acciacchi.

Brescia e proposte sui social…

Honda at Milan
Fonte: cdn.vox

Il 30 maggio scorso, un mese prima della scadenza del suo contratto con il club australiano, Honda è stato messo nel mirino del Brescia neopromosso, alla ricerca di un giocatore di esperienza e che avesse già calcato i campi della massima serie. Tuttavia l’offerta fu rispedita al mittente, nella speranza di trovare, invano, qualcosa di più allentante. Nessuno bussò alla sua porta, dunque Keisuke divenne allenatore firmando un biennale con la Cambogia il 12 agosto, pur volendo continuare a giocare. Ecco il motivo della pubblicazione tramite Twitter di annunci di lavoro disperati a club che stanno vivendo una situazione disperata (Milan e Manchester United), sperando che almeno uno accogliesse la sua richiesta.  

Fatemi un’offerta, non ho bisogno di soldi ma ho bisogno di giocare in una grande squadra con grandi compagni! #MANUTD”, oppure “Ho sempre voluto darti una mano, chiamami se hai bisogno di me! #MILAN”. Nessuno dei due club parrebbe intenzionato a dargli fiducia e ad aggravare la situazione ecco il pessimo esordio sulla panchina cambogiana (sconfitta per 14-0 contro l’Iran, la peggiore nella storia della nazionale). E se il futuro di Honda fosse di nuovo sul campo?

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