Loading

Da Sassuolo a Sassuolo. In mezzo tutta la differenza del mondo. La Juve vince 1-0 contro gli emiliani, centrando il diciannovesimo risultato utile consecutivo: 18 vittorie e 1 pari, dal baratro alle stelle, un intero girone votato al successo. Il 25 ottobre scorso, proprio contro Di Francesco, Allegri aveva rimediato una sconfitta dolorosissima, sfiorando il tracollo a -11 dalla vetta. Da lì la rivoluzione. Il segreto? Una difesa impenetrabile, un centrocampo solido come pochi, un attacco devoto al genio di Paulo Dybala. Il talento ex-rosa incanta lo Stadium con una pennellata d’altri tempi, mentre qualche metro più indietro Buffon supera Zoff e si porta a soli 3 minuti dal record d’imbattibilità di Seba Rossi. Mercoledì all’Allianz Arena sarà dura. Ma questa Juve ci ha abituati a credere nei miracoli.

Magia Dybala – Allegri sceglie il 3-5-2, si rivedono Rugani e Asamoah, quest’ultimo al posto di Pogba. Nel canonico 4-3-3 di Di Francesco c’è un obbligato valzer di punte: fuori Defrel e Berardi (a casa con la febbre), spazio a Politano e Felcinelli, per il resto consueto atteggiamento spregiudicato. Forse anche troppo perché alla Juve bastano appena 40 secondi per mettere in chiaro le cose: bella combinazione tra Cuadrado e Dybala sulla fascia destra, tocco in profondità per Mandzukic, sponda e conclusione al volo dell’argentino. Consigli smanaccia in alto, il Sassuolo trema. Schermaglie iniziali a parte (la Juve intimorisce con Mandzukic prima e con una mischia furibonda poi), il Sassuolo tiene botta e gioca a viso aperto, senza lasciarsi scoraggiare dai ruggiti del centrocampo bianconero. L’unico problema è che quando la Juve recupera palla si aprono spazi infiniti. Un invito a nozze per Cuadrado e Alex Sandro, attivissimi in ripartenza. L’occasione più nitida però nasce dai piedi dell’uomo che alla corsa preferisce la lotta: Mandzukic sradica il pallone da un difensore del Sassuolo, sfonda per vie centrali e filtra per Dybala. Passaggio arretrato sul filo di fondocampo, ma Khedira è tanto puntuale a inserirsi quanto clamorosamente impreciso a concludere. Poco male, si tratta di un dolce preludio al vantaggio, a chiare tinte sudamericane. L’azione del gol è praticamente la fotocopia dell’affondo del primo minuto, questa volta senza la collaborazione di Mandzukic, ma ancor più scoppiettante. Dybala e Cuadrado duettano alla perfezione nello stretto, Il colombiano ubriaca la difesa con un paio di finte, l’argentino non sfigura e segna in maniera tutt’altro che banale: sinistro a giro da fuori area, traiettoria sublime. Un classico, ma piace sempre.

Buffon da record – Per il resto la Juve si conferma la solita macchina perfetta: la difesa non scricchiola mai, Barzagli e Bonucci guidano per mano il giovane Rugani, Mandzukic si sbatte su ogni lato del campo, costruendo praticamente da solo una diga alle iniziative del Sassuolo. Intanto i minuti scorrono e Buffon gongola, con il record d’imbattibilità sempre più vicino. Il Sassuolo prova ad alzare il pressing ma la Juve lo elude agilmente girando palla con lucidità e precisione, sfiorando addirittura il raddoppio intorno alla mezz’ora: bello spunto di Dybala sulla sinistra, Khedira però cicca a rimorchio, poi si avvita su se stesso e ci riprova trovando il muro della difesa. Niente da fare nemmeno per Cuadrado che colpisce male sulla ribattuta. A lungo andare mancano le energie da entrambi i lati: la Juve si limita a controllare, il Sassuolo prende fiato e pianifica l’agguato finale. E per poco non va vicino al colpaccio. Sansone fa un break letale a metà campo e avanza incontrastato approfittando di una dormita della retroguardia bianconera. Il tiro è velenoso, ma Buffon è attentissimo: di fatto la parata che mancava per legittimare il secondo posto appena ottenuto nella classifica d’imbattibilità, ai danni di una leggenda come Dino Zoff. Nel mirino adesso Sebastiano Rossi (929’): basterà mantenere la porta inviolata per soli tre minuti contro il Toro per fare la storia. Ma adesso la testa è tutta rivolta al Bayern. Per tentare l’impresa anche in una notte europea.

TOP & FLOP

Top Juventus – Dybala lì davanti fa la differenza. S’intende a meraviglia con Cuadrado, si completa con Mandzukic, ma soprattutto sa quando e come far male. Elegante e preciso, come il suo gol.

Flop Juventus – Stagione difficile per Asamoah, da troppo tempo lontano dal campo per entrare a fuoco nei meccanismi di Allegri. Fa il suo compitino. Senza acuti, né particolari sbavature.

Top Sassuolo – Nicola Sansone è l’unico a rendersi minimamente pericoloso in fase offensiva. Qualche buono spunto, per poco non rovina la rincorsa al record di Buffon con un tiro avvelenato.

Flop Sassuolo – Diego Falcinelli viene chiuso puntualmente dal terzetto arretrato, e risulta impalpabile durante tutta la sua permanenza in campo. E se al suo posto ci fosse stato Berardi?

Aspirante giornalista sportivo, gioca a pallacanestro con soddisfacente insuccesso. Nichilista e assiduo divoratore di libri. Ama il mare d'inverno.

Top