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«Sarebbe il caso di farsi benedire», scherza Cesare Prandelli, ma nell’immediata vigilia di Italia-Inghilterra a tener banco è l’infortunio dell’indiscutibile leader del gruppo, Gigi Buffon. Il portierone azzurro ha rimediato una distorsione alla caviglia e c’è grande preoccupazione per le sue condizioni.
Mentre Prandelli medita sul suo rapporto con l’Altissimo e spera di non dover ricorrere alla trapattoniana acqua santa, rimane pronto Sirigu: ma è chiaro che l’assenza di Buffon potrebbe condizionare, oltre che dal punto di vista tecnico, una formazione che psicologicamente, dopo l’infortunio di Montolivo e quello recente di De Sciglio, ha accusato grande incertezza nel pre-mondiale per non incappare in problemi fisici fatali. Motivo in più per cui lo juventino dovrà stringere i denti.
A Manaus i nostri non dovranno tirare indietro la gamba, perché gli inglesi sono una formazione fisica e compatta. Roy Hodgson ha portato la squadra molto presto a lavorare in un clima umido, a Miami. Il pre-mondiale è andato a corrente alternata, con la tegola dell’infortunio di Oxlade-Chamberlain. Stanotte pare sicura la linea difensiva a quattro: davanti ad Hart ci saranno Johnson, Jagielka, Cahill e Baines. A centrocampo sciolti i dubbi con Henderson favorito su Wilshere per affiancare le colonne Lampard e Gerrard, la cui tenuta sui 90 minuti sarà decisiva. Per i “Three Lions” in attacco insostituibili Rooney e Sturridge, mentre salgono le quotazioni di Sterling per sostituire Welbeck, vittima d’infortunio alla coscia martedì scorso.
Per affrontare questo undici, Prandelli ha scelto di rispondere con un modulo flessibile ma cauto, andando curiosamente incontro a Hodgson, che secondo molti addetti ai lavoro potrebbe firmare per un pareggio frutto di una gara brutta e “sporca”. In difesa naturale l’idea di inserire al centro la novità Paletta con Barzagli, spostando Chiellini a sinistra e confermando Darmian a destra. De Rossi farà il volano tra difesa e centrocampo, all’occorrenza trasformando la linea a cinque e partecipando alla manovra. Davanti a lui Pirlo e Verratti per dare qualità, mentre giocheranno larghi, da false ali, Marchisio e Candreva: una struttura che prevede dunque un 4-3-3 in fase d’attacco e un 5-4-1 in fase di non possesso o in momenti di difficoltà, con la squadra più bassa. Davanti Balotelli, con la possibilità di vedere Immobile e Cassano chiavi tattiche a partita in corso (pare sicura una staffetta con Candreva).
La formazione lascia spazio a qualche appunto: vedere Balotelli a far sostanzialmente reparto da solo di certo farà storcere il naso a molti dei milioni di ct davanti agli schermi. In realtà Prandelli pare aver principi precisi e Mario, per ora, è il fulcro di un attacco bilanciato e cinico, frutto di una formazione orientata verso un centrocampo folto, per aiutare una difesa non al meglio delle condizioni. C’è l’idea che, oltre alla condizione fisica (l’Inghilterra è più giovane e scattante, ma non molto nell’undici titolare), il ct in questa partita possa esser un valore aggiunto: con queste formazioni, paiono fondamentali gli aggiustamenti durante la partita, quindi l’eterno duello contro Hodgson. Sperando sempre che lassù qualcuno ci ami e che arrivi il via libera definitivo al Gigi nazionale, anche se ogni minuto che passa il pessimismo cresce sempre più.

LE FORMAZIONI (Arena de Amazonia, Manaus, ore 24.00, diretta Sky Mondiale 1 e Rai 1)
Italia (4-1-4-1): Buffon, Darmian, Paletta, Barzagli, Chiellini; De Rossi; Marchisio, Pirlo, Verratti, Candreva; Balotelli.
A disposizione: Sirigu, Perin, Thiago Motta, Abate, Cerci, Aquilani, Immobile, Parolo, Bonucci, Insigne, Cassano. CT: Prandelli.

Inghilterra (4-3-3): Hart, Johnson, Jagielka, Cahill, Baines; Lampard, Gerrard, Henderson; Sterling, Rooney, Sturridge.
A disposizione: Foster, Forster, Wilshere, Lallana, Welbeck, Smalling, Jones, Milner, Lambert, Barkley, Shaw. CT: Hodgson.

Arbitro: Kuipers (Olanda). Assistenti: Van Roenkel e Zeinstra (Olanda). Quarto uomo: Lopez (Guatemala)

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