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Wilfred Gnoukouri, attaccante classe 2000 degli Allievi Lega Pro dell’Inter, si è reso protagonista di un bruttissimo episodio ai danni di un arbitro durante il torneo di San Bonifacio per cui rischia due anni di squalifica. Il giovane, fratello dell’altro Gnoukouri che ha già esordito in Serie A con Mancini, avrebbe colpito il direttore di gara al volto con una manata dopo essere stato espulso nel match contro l’Atalanta. Nel video tratto dal sito calcionazionale.it si nota come il primo cartellino sia giallo e solo dopo le evidenti e reiterate proteste del giocatore, scatti fuori questo rosso motivo della discordia. Inoltre l’arbitro ha ritenuto che non ci fossero le condizioni necessarie per continuare la partita e ha cosi sospeso il match sul 2-1 per i bergamaschi al 23′ del 2° tempo.
Dall’Inter per ora nessuna comunicazione ufficiale, ma sembra scontato il ricorso per accorciare la squalifica di Gnoukouri che cosi salterebbe tutta la prossima stagione per tornare a disposizione sono in quella 2017/2018.

Cosi recita il Comunicato Ufficiale del Giudice Sportivo:” Per il calciatore “Gnoukouri Zate Wilfred (F.C. Internazionale M.)” squalifica fino al 09/05/2018. Ammonito per proteste, offendeva l’arbitro. Alla notifica del successivo provvedimento disciplinare, colpiva volontariamente e con forza il direttore di gara al volto (mandibola destra) con mano aperta, provocandogli dolore fisico tale da determinare l’arbitro alla conclusione anticipata della partita. Mentre il direttore usciva dal terreno di gioco, lo stesso giocatore manteneva un comportamento minaccioso e tentava di aggredirlo nuovamente, desistendo dalla grave condotta solo in quanto trattenuto da un dirigente della propria Società

In questo caso il Giudice Sportivo ha sicuramente calcato la mano, episodi simili infatti sono stati puniti con 5-6 giornate di squalifica soprattutto in virtù del fatto che il gesto, per quanto minaccioso e da condannare, non sembra poi cosi violento. La domanda da farsi però rimane: è giusto assegnare una squalifica cosi lunga che possa servire da esempio per tutti i giovani calciatori, o il gesto è semplicemente una stupidata di un ragazzo di 16 anni che deve avere la possibilità di pentirsi? Ai posteri l’ardua sentenza.

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