Loading

La canonica definizione di derby d’Italia assume tinte oggi più che mai attuali: a conferma di uno storico dualismo poliforme, nove dei dieci ultimi scudetti sono stati giocoforza divisi tra Torino, sponda bianconera, e Milano, sponda nerazzurra. San Siro fa da proscenio ad una sfida centenaria, combattuta non solo sull’erba, ma soprattutto tra i fulgidi umori delle piazze. Il nero, comun denominatore di due squadre che hanno scoperto la propria fragilità, il bianco e l’azzurro, sfumature che spaccano in due la storia e il presente del calcio italiano.

Formazioni – Allegri dispone finalmente del trittico composto da Khedira, Marchisio e Pogba: è debutto per quel centrocampo titolare, latitante nelle prime uscite, su cui la dirigenza ha puntato forte per sopperire alle dipartite di Pirlo e Vidal. Nel consueto 3-5-2 il tecnico livornese schiera Cuadrado tornante alto con ampie licenze offensive, e opta in attacco per il tandem Morata-Zaza. Mancini risponde con una mediana tutta grinta e muscoli affidandosi alla verve di F. Melo e Medel, con quest’ultimo slittato nuovamente a centrocampo dopo il rientro di Miranda. Brozovic viene preferito a Guarin, J. Jesus rileva Telles sull’out di sinistra, mentre Jovetic, recuperato in settimana, viene gettato nella mischia al fianco di Perisic e Icardi.

Primo tempo – Pronti via, il primo guizzo del match arriva dal solito Cuadrado: il colombiano s’incunea nel cuore dell’area avversaria e libera un destro secco che scalda i guantoni di un attento Handanovic. La partita s’innesta subito su binari di elevato agonismo, costringendo Valeri a sventolare quattro cartellini nei primi quindici minuti ai danni di F. Melo, Khedira, Marchisio e Zaza. Il campo svela quello che la pretattica in sala stampa ha tenuto celato: le due squadre si ritrovano entrambe disposte con un 4-4-2 speculare, sconfessando di fatto le previsioni della vigilia alla voce “probabili formazioni”. L’aggressività della mediana nerazzurra mette in apprensione la manovra juventina e apre numerose ripartenze. Al 30′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Brozovic raccoglie il pallone poco fuori dall’area di rigore e da posizione proibitiva scaglia una violenta conclusione a giro. Provvidenziale però il riflesso di Buffon, che con una leggera ma decisiva deviazione smanaccia sulla traversa. Non mancano l’intensità e il furore agonistico, latitano però qualità e lucidità nelle giocate.

Secondo tempo – Cuadrado, con un’azione fotocopia a quella del primo tempo, riscalda gli animi nella ripresa: dopo uno scambio con Morata, il colombiano scarica un fendente rasoterra ma il pallone rimpalla tra le gambe di Handanovic e termina a fondo campo. L’Inter sembra pagare l’aggressività proposta nella prima frazione di gioco, la Juventus prende lentamente il controllo della gara giostrando il possesso palla con maggiore lucidità. In mezzo al campo, un paio di progressioni palla al piede di Pogba accendono l’incontro. Al 69’ Morata, sugli sviluppi di un traversone, aggancia bene in area e scarica a lato per Khedira. Il tedesco colpisce a botta sicura ma, a portiere battuto, ci pensa il palo a negare la gioia del gol ai bianconeri. Allegri prova a pescare dalla panchina e cambia in toto il reparto offensivo: fuori un generoso Zaza e un deludente Morata, dentro Mandzukic e Dybala. Mancini replica con l’inserimento di Palacio e Kondogbia per Jovetic e Medel. Ma non c’è più tempo: a San Siro Valeri pone fine alle ostilità, rimettendo alle squadre la presa di coscienza della propria incompiutezza. Inter e Juventus si spartiscono il bottino finale, in una partita in cui ciascuna squadra ha scelto di imbrigliare la manovra dell’altra piuttosto che provare ad imporre il proprio gioco. Annullare l’avversario, finendo per annullare se stesse. Un punto che fa comodo all’Inter, che si gode il secondo posto in graduatoria, un punto insipido per la Juventus, che perde l’ennesimo treno per ripartire.

Inter (4-3-1-2) – Handanovic; Santon, Miranda, Murillo, J. Jesus; Medel (dal 92’ Kondogbia), F. Melo (dal 64’ Guarin), Brozovic; Perisic, Jovetic (dal 92’ Palacio), Icardi. A disposizione: Carrizo, Ranocchia, D’Ambrosio, Nagatomo, Telles, Gnoukouri, Biabiany, Manaj . Allenatore: Roberto Mancini.

Juventus (3-5-2) – Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Marchisio, Khedira, Pogba, Evra; Zaza (dal 78’ Dybala), Morata (dal 71’ Mandzukic). A disposizione: Neto, Rugani, Alex Sandro, Padoin, Asamoah, Sturaro, Lemina, Pereyra, Hernanes. Allenatore: Massimiliano Allegri.

Arbitro: Valeri; assistenti: Manganelli-Meli; addizionali: Massa-Russo; quarto uomo: Dobosz.

Ammonizioni: 7’ Marchisio, 8’ F. Melo, 11’ Khedira, 16’ Zaza, 60’ Evra, 78’ Brozovic, 86’ Chiellini, 90′ Miranda.

Aspirante giornalista sportivo, gioca a pallacanestro con soddisfacente insuccesso. Nichilista e assiduo divoratore di libri. Ama il mare d'inverno.

Top