Inter forza sei. I segreti di Stefano Pioli

Da quando Stefano Pioli siede sulla panchina dell’Inter, la squadra nerazzurra ha invertito il trend negativo che con De Boer aveva portato i meneghini a vivacchiare al centro della classifica lontano dagli obiettivi minimi che la società si era prefissata. Dal Derby ad oggi sono trascorsi 2 mesi e mezzo e 9 partite. Nelle ultime 6 uscite in campionato l’Inter ha fatto sempre bottino pieno, alternando prestazioni convincenti a momenti di sbandamento che sarebbero potuti costare cari. Ma quella guidata da Pioli è veramente una nuova Inter o i successi dei nerazzurri sono solo un fuoco di paglia?

La spinta del pareggio nel Derby – Fino al 94esimo del Derby di Milano la partita dei nerazzurri avrebbe potuto essere riassunta con una frase spesso già sentita anche nel lasso di tempo in cui De Boer ha guidato l’Inter: bravi ad attaccare ma pessimi a difendere. Il gol di Perisic, accolto come una vittoria da tutto l’ambiente, sembra avere dato una svolta al cammino della banda di Pioli restituendo consapevolezza ad una squadra ben attrezzata, quantomeno per contendere l’ingresso in Champions a Roma e Napoli.

Dal Paradiso all’Inferno – 8 Giorni dopo la stracittadina meneghina, l’Inter trova una vittoria importante contro la Fiorentina, convincendo per oltre un tempo, rischiando la rimonta per i soliti problemi difensivi, e poi chiudendo la gara grazie all’estro ed alla concretezza del ritrovato Icardi. Pioli si schiera con un 4-2-3-1 provando a sfruttare Banega più vicino alla porta. Rispolvera Kondogbia e Brozovic e concede la maglia da titolare a Perisic. Questo modulo sembra dare molte risorse in fase offensiva, ma a pagarne è la copertura, sopratutto sugli inserimenti centrali, e la fase difensiva. Una settimana dopo, infatti, l’Inter affronta il peggiore avversario per chi difetta in questi fondamentali. Il Napoli di Sarri fa un sol boccone dei nerazzurri di Pioli, sfruttando questi buchi e le pessime prestazioni dei centrali. La sconfitta netta, lascia presagire un futuro a breve termine complicato per il nuovo tecnico, che dovrà porre rimedio a queste lacune per non incappare in altre magre figure.

Il filotto e il cambio di rotta – Dalla partita con il Napoli è passata una settimana. Nel mezzo la vittoria inutile in Europa League contro lo Sparta Praga. A San Siro si presenta il Genoa. Squadra discontinua che fa della velocità e del pressing la sua arma migliore. Pioli decide di schierare un 4-3-3 molto offensivo, per recuperare la palla sulla trequarti avversaria e ripartire velocemente. La doppietta di Brozovic in una partita priva di rischi difensivi regala tre punti importanti all’Inter e una consapevolezza al mister. il 4-3-3 è un modulo che garantisce copertura adeguata e imprevedibilità una volta recuperata la palla. Lo stesso modulo viene infatti usato contro il Sassuolo e dopo una gara di sofferenza l’Inter riesce a trovare lo squillo giusto con Candreva, salvo poi controllare senza grandi rischi la gara. Seconda partita consecutiva senza subire gol, e già solo questo basterebbe a dare fiducia ad un reparto che fino ad allora aveva sempre sofferto. Nella gara che chiudeva l’anno calcistico, contro la Lazio, Pioli cambia qualcosa, provando a dare fiducia ancora a Banega e riproponendo il 4-2-3-1. La partita è un monologo nerazzurro che consente alla squadra meneghina di trovare ancora una vittoria ed ancora senza subire reti. La scelta di Pioli di tenere la difesa a 4 confermando in blocco D’Ambrosio, Murillo, Miranda ed Ansaldi paga, consentendo al pacchetto arretrato di affiatarsi e trovare una intesa che è sembrata sempre mancare fino a questo momento. La stessa formazione viene schierata con l’Udinese, in una trasferta complicata ma non impossibile e l’Inter ottiene ancora il bottino pieno. Cosi come la settimana successiva contro il Chievo. L’ultima gara di campionato, vinta contro il Palermo, ha ancora denotato passi in avanti della compagine nerazzurra ma ha anche sollevato dei dubbi.

Banega o Joao Mario – Entrambi sono arrivati nel mercato estivo ed entrambi sono due grandi talenti. Caratteristiche tecniche e fisiche diverse. Pioli ha provato a spingere Ever Banega verso prestazioni di livello ma l’argentino non sembra nella sua migliore stagione. Il portoghese, invece, sembra essersi ambientato subito alla Serie A, ed è già risultato decisivo con delle reti importanti. La continua alternanza potrebbe avere un effetto negativo su entrambi.

I Punti fermi del gioco di Pioli – L’asse centrale Miranda-Murillo, Gagliardini, Icardi sembra ormai intoccabile, cosi come Candreva che sulla fascia gode di stima e fiducia. Brozovic, Perisic, Eder, Kondogbia ed i già citati Banega e Joao Mario sembrano quelli più in competizione per trovare la maglia da titolare. Fuori dai ranghi ormai Santon e Nagatomo, che non vengono considerati affidabili ed anche Palacio, che radio mercato dice in partenza.

Bel gioco o risultati? O magari entrambi – Pioli sin dai tempi di Bologna è stato sempre un allenatore concreto, che bada poco alla bellezza estetica e più alla sostanza. Non si può dire che l’Inter sia bella da vedere o che mostri trame di gioco di alto livello, ma sicuramente è una squadra diversa rispetto a quella di inizio stagione. L’equilibrio è uno dei punti fondamentali su cui Pioli ha fatto un grande lavoro. Le coperture a Miranda e Murillo sono sempre garantite dall’ottimo neo acquisto Gagliardini, che corre per tre a centrocampo e riesce anche a smistare bene palloni in avanti. I terzini rimangono spesso bloccati e non vanno in sovrapposizione garantendo copertura anche sugli esterni. Nella fase offensiva i continui inserimenti di Joao Mario e gli strappi di Candreva e Perisic permettono all’Inter di essere imprevedibile e pungente, sopratutto quando la squadra riesce ad essere veloce nel giro palla. Per completezza bisogna anche dire che l’Inter non ha ancora affrontato impegni complicati dalla sconfitta di Napoli. Per la rosa dei nerazzurri affrontare Fiorentina e Genoa in casa o Sassuolo, Udinese e Palermo in trasferta non è una difficoltà insormontabile. I giudizi su Pioli non possono prescindere da questo ultimo punto, ma è anche vero che dal suo avvento in panchina l’Inter sarebbe prima in classifica e questo può voler dire tanto anche per il proseguo del torneo. Nel frattempo i tifosi si godono la scalata dall’undicesimo posto preDerby al quinto posto di adesso a soli 5 punti dal Napoli che al momento identifica l’ultima posizione utile per raggiungere i preliminari di Champions. A loro, in fondo, interessa questo. Per il bel gioco c’è tempo.

Vincenzo Tripodo

Articolista con passione per lo sport. Tifo Messina da quando parlo e sono trapiantato al Nord per esigenze lavorative.