2 min readL’angolo tattico: Inter-Fiorentina

2 min readL’angolo tattico: Inter-Fiorentina

4 Marzo 2015 Off Di Francesca Cuccuini

L’approfondimento tattico di questa settimana è dedicato a Inter-Fiorentina. Che non sarebbe stata una partita semplice per la squadra neroazzurra lo si è capito sin dalle battute iniziali del match; che a crearsi problemi potesse essere l’allenatore per un discutibile turnover dopo tre buone prestazioni ha però dell’inverosimile. Di solito si possono cambiare  gli ingranaggi di un meccanismo quando questi sono ben oleati o quando ci sono delle emergenze. Ma perché farlo quando tutto funziona alla perfezione?

La partita delle 18 di domenica sera ha messo di fronte due realtà.  Da una parte la Fiorentina che, condotta da un buon allenatore, sa stare bene in campo anche se cambiano i titolari (3 le assenze di spessore) poiché costruita su basi solide. Dall’altra l’Inter, allenata da un ottimo allenatore ma fragile nel gioco, nei meccanismi e negli interpreti.

Inter Fiorentina
57 % possesso palla (*) 43
6 / 12 tiri dentro / totali 5 / 9
650 Palle giocate 510
72.7 % passaggi riusciti 65.1
12′:23″ Supremazia territoriale 08′:25″
50.0 % attacco alla porta 46.6
53.4 % protezione area 50.0
41.1 % pericolosità 39.9
15 Falli commessi 12
5 Angoli 1

Gli spunti interessanti che emergono dalla match analysis evidenziano un’Inter con una buona percentuale di possesso palla e circa 140 passaggi in più rispetto agli avversari. Ma se questo può far pensare ad una manovra articolata od a un predominio netto, ci si sbaglia. La manovra della squadra milanese è risultata sterile e su un modulo 4-2-3-1 accade spesso che si lavori molto sull’ampiezza e poco sulla profondità. Quindi ampi giri palla e la ricerca di cross per l’inserimento della punta più alta e di quelli dei centrocampisti avanzati. Mancini aveva già sperimentato questo modulo e senza buoni risultati. Occasioni ci sono state con Palacio di testa, con il rigore in movimento di Icardi e con Guarin dalla distanza.  Ma hanno trovato  il palo o un Neto in splendida forma a negare la realizzazione.

La Fiorentina è ordinata e gioca secondo schemi precisi. Cerca di allargare il gioco ed  il più delle volte ci riesce creando superiorità numerica sulle fasce. Così nasce il cross che porta la firma di Pasqual ed il sigillo di un Salah che sembra avere un feeling particolare con il goal. Mourinho sembra mandi emissari a seguirlo in giro per l’Italia ed il giocatore non tradisce mai le attese tanto che la necessità di accelerare il recupero di Rossi sta scemando. Il riscatto è fissato sui 15 milioni ma li vale tutti. Montella ha un grosso vantaggio e cioè una dirigenza che crede in un progetto e in un lavoro a medio lungo termine, cosa questa che induce tutti alla calma ed a lavorare in prospettiva. Cruiff sosteneva che meglio di un buon allenatore c’è solo un allenatore visionario. Forse l’Aeroplanino non lo è ma di certo da oggi sa che può osare. L’Inter dal canto suo programma poco. Ma se l’obiettivo non dichiarato è la conquista dell’Europa League è bene che la squadra entri in campo in undici e non in dieci od addirittura nove (vedi l’evanescente Podolski e l’impalpabile Kovacic). La scarsa verve dei due giocatori ha reso ancor più macchinoso il gioco dei neroazzurri costringendoli a scervellarsi per ovviare alla mancanza di verticalizzazione ed imprevedibilità.

La previsione è che ci possano esser bocciature che possano pesare come macigni sui titolari dell’Inter di domenica o troppe promozioni per i gigliati . Ma il verdetto lo emetterà l’Europa League dove forse l’esperienza giocherà a favore di Macini. A proposito, è esperienza  o semplice distrazione (di un intero staff) quella che ha fatto finire la gara in nove alla Fiorentina? Di sicuro, qualunque cosa sia non si può certo colmare con una cena offerta alla  squadra.

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