2 min readIl Genoa blocca il Napoli, ma lo 0-0 è bugiardo

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1 Novembre 2015 0 Di Filippo Rovani

Allo stadio Luigi Ferraris di Genova si affrontano Genoa e Napoli, entrambe in un momento molto delicato: la prima per l’imminente cambio di proprietà, la seconda per il possibile aggancio alla vetta della classifica. La cornice è uno stadio gremito e colorato, che abbraccia due tifoserie felicemente gemellate e che permette di osservare bandiere rossoblu nel settore ospiti e sciarpe miste indossate da tifosi seduti fianco a fianco.

Gasperini schiera il 3-4-3 a cui è tanto fedele, Sarri risponde con il 4-3-3 interpretato dai titolari con l’eccezione di Mertens che inizia al posto di Insigne da esterno sinistro. Il primo tempo inizia con una fiammata degli ospiti, ma il tiro di Higuain è deviato in angolo. La partita non decolla, complice il terreno di gioco in condizioni non ottimali e il serrato pressing praticato dalle due squadre. I primi 45 minuti si giocano sui contrasti e i centimetri: il Napoli, per motivi sia tecnici che di classifica prova a fare la partita, si intravedono fraseggi interessanti, ma il match rimane in sostanziale equilibrio, senza regalare particolari emozioni a chi non sia coinvolto per motivi di fede ad uno dei due club. I padroni sono particolarmente sfortunati e sono costretti a sostituire Munoz, che esce in barella per un presunto strappo, e Dzemaili, uscito dolorante da un contrasto di gioco. Li sostituiscono rispettivamente Izzo e Ntcham.

La ripresa è decisamente più vivace, e ce ne si accorge fin dai primi secondi. Il Genoa sembra non essere rientrato sufficientemente concentrato dagli spogliatoi, mentre gli azzurri scendono in campo con più decisione per cercare il vantaggio. I centrocampisti faticano a reggere i ritmi di inizio partita e quando non sono gli uomini di Sarri a fare paura a Perin, sono i padroni di casa a rendersi pericolosi in transizione, sviluppando le azioni offensive sulle fasce con Laxalt e Perotti. Le vere occasioni però create dalla formazione ospite: Higuain, Hamsik e Insigne non riescono a capitalizzare tre palloni d’oro che avrebbero potuto cambiare le sorti del match. Il Genoa perde anche Rincon per affaticamento muscolare, ben rimpiazzato da Cissokho. La sponda rossoblu di Genova raggiunge l’obiettivo minimo di giornata, il pareggio, ma la facilità con cui si verificano infortuni non causati da scontri di gioco è una questione sulla quale riflettere.

TOP

Laxalt: E’ l’uomo più vivace tra i genoani. Gasperini lo lascia libero di spaziare da una fascia all’altra, lui lo ripaga con giocate di qualità e spunti interessanti. Sempre ben posizionato tra le linee avversarie riesce ad infastidire la difesa partenopea, peccato che là davanti sia l’unico ispirato.

Albiol: Le sue prestazioni crescono progressivamente di partita in partita. E’ uno dei difensori con più contrasti aerei vinti e si vede. Tatticamente perfetto, si frappone su ogni linea di passaggio avversario, sempre deciso nei contrasti e concreto ma pulito nel disimpegno.

FLOP

Burdisso: Prestazione nel complesso accettabile, ma nel primo tempo commette una leggerezza trattenendo leggermente Higuain in area di rigore. Lo fa senza creare uno svantaggio significativo, rendendo il gesto inutile, ma con evidenza, rischiando di provocare un rigore e di farsi espellere, pregiudicando la partita della sua squadra.

Higuain: Obiettivamente non è in grado di pressare i difensori avversari per novanta minuti tre volte alla settimana. E’ stanco e si vede, quando poi entra in modalità “damigella irascibile e scostante” risulta dannoso, creando stress ai suoi compagni di reparto.

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