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Quattro reti nelle prime due partite, con una tripletta al Bologna che lo fa arrivare a 15 gol nell’anno solare (Higuain ne ha fatti “appena” 6 in più): l’Italia pallonara si diverte ad ammirare le prodezze di Andrea Belotti, attaccante del Torino che ha già stregato la Maratona e ora punta ad entrare di ruolo fra gli azzurri. Mister Ventura, che lo ha già allenato la scorsa stagione, vede in lui il potenziale centravanti del futuro azzurro ed è già pronto ad affidargli il ruolo da titolare nello scacchiere azzurro come terminale offensivo nel 3-5-2. Forza fisica, doti tecniche e un tremendo senso della posizione che lo portano ad essere un elemento di assoluto livello nell’area di rigore, scomodando paragoni con Gianluca Vialli o addirittura con Pierluigi Casiraghi e Bobo Vieri. Serio difetto invece sono i rigori (2/2 gli errori in stagione) ma c’è tempo per migliorarsi. Viste le recenti polemiche sulla mancanza di giovani azzurri, non possiamo che ammirare le doti del giovane classe 1993 di Calcinate (BG).

GLI ESORDI

Dopo un’inizio carriera con l’Albinoleffe, il Gallo (così chiamato a causa della sua tipica esultanza, che gli suggerì un amico diversi anni addietro) debutta a 18 anni in Serie B nel 2011-2012, concludendo la sua prima stagione con 2 reti in 8 partite. Nonostante la retrocessione dei Seriani, Belotti trova maggiore spazio e conclude a 19 anni la sua prima stagione in doppia cifra (12 reti in 31 partite). Nonostante il sesto posto finale nel girone di Serie C, è sul taccuino di alcune squadre di categorie superiori e di Luigi Di Biagio, che in agosto lo fa debuttare con la maglia dell’under 21 in un’amichevole contro la Slovacchia, in cui troverà anche la via del gol. A spuntarla fra le varie squadre invece è il Palermo di Gennaro Gattuso, retrocesso dalla A e voglioso di ripartire con tanti giovani da poter crescere. I rosanero partono col freno a mano tirato, Gattuso viene esonerato ma grazie a Iachini riescono a tornare dopo sola una stagione, e con ben 5 giornate di anticipo, in Serie A. Belotti dopo un inizio incerto si fa vedere, e riesce a collezionare 10 reti in 24 presenze. Nel settembre seguente la gara in Under 21 contro la Serbia, vinta 3-2 in rimonta grazie a una doppietta dello stesso Belotti, è probabilmente quella che lancia nel calcio italiano. In campo in tutte le gare del campionato subentrando spesso nella ripresa, segna sei gol, di cui i primi due sono allo stadio San Paolo contro il Napoli (3-3). Sicuramente suggestivo quello all’88 nella gara interna contro il Sassuolo, che fece ottenere ai rosanero il record di sette risultati utili consecutivi.

L’INCONTRO CON VENTURA E BELOTTI ALZA LA CRESTA

La scorsa stagione dunque la chiamata del Torino di Giampiero Ventura, che se lo assicura dopo la deludente spedizione azzurrina in Svezia (1 rete nella terza partita contro l’Inghilterra)  per 7,5 milioni. 35 presenze e 12 reti, che arriveranno principalmente nella seconda metà di stagione: si segnalano un rigore a San Siro contro l’Inter (1-2) e una cavalcata d’antologia contro l’Udinese che ha ricordato quella di George Weah contro il Verona di 20 anni prima. Ennesimo paragone scomodo, ma significativo. Russia 2018 è l’obiettivo dichiarato, ma non secondario sarà il ruolo all’interno della squadra. Essendo Ventura l’allenatore che porterà (si spera) gli azzurri nell’ex paese sovietico, Belotti dovrà esser assolutamente preso in considerazione. Il calcio italiano può tirare un sospiro di sollievo e, volendo, “alzare la cresta”.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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