Ifab, non è questo il calcio che vogliamo

Stando a quanto riportato dal Telegraph lo scorso 6 novembre l’Ifab, l’organismo che ha il potere di cambiare le regole del gioco del calcio, ha discusso nella riunione tenutasi a Londra una serie di proposte volte ad apportare modifiche al regolamento internazionale; modifiche che ora dovrebbero essere proposte ufficialmente e dunque eventualmente ratificate nel prossimo meeting in programma nella primavera del 2019.

Tra queste ce ne sarebbero almeno un paio destinate a stravolgere radicalmente il gioco del calcio così come lo conosciamo oggi. Una di queste riguarderebbe i falli di mano in area di rigore.

Oggi il regolamento prevede che un calcio di rigore debba essere assegnato qualora il fallo di mano avvenga deliberatamente. Sarebbe proprio questo l’avverbio che l’Ifab vorrebbe rimuovere dal regolamento derogando dunque non più alla volontarietà del gesto quanto piuttosto alla posizione, naturale o meno, dell’arto rispetto alla traiettoria del pallone.

Un secondo aspetto che potrebbe essere messo in discussione riguarda invece la modalità con la quale dovrebbero avvenire le sostituzioni. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre le perdite di tempo e la soluzione dovrebbe essere quella di obbligare il giocatore sostituito ad abbandonare il campo utilizzando la linea laterale del terreno di gioco più vicina a lui. A ben vedere la regola sarebbe già attuabile ma l’obiettivo sarebbe quello di caldeggiarne ulteriormente l’utilizzo se non addirittura prevedere lo stop al cronometro quando avviene una sostituzione.

Fino a qui, eccezion fatta per il tocco di mano in area di rigore che rimarrà, VAR o non VAR, uno dei casi più spinosi da risolvere finché il calcio avrà vita, non stiamo parlando di proposte trascendentali (se non fosse per le conseguenze che potrebbero comportare come vedremo dopo). C’è tuttavia un’altra regola che l’Ifab vorrebbe ritoccare. Quella della possibilità di ribattuta sui calci di rigore.

Si fa qui riferimento alla possibilità per un giocatore di ribattere a rete un calcio di rigore respinto dal portiere durante i tempi regolamentari (o supplementari) di un match ufficiale. La volontà dell’Ifab sarebbe quella di introdurre una variazione prevedendo che, in caso di respinta di un penalty da parte dell’estremo difensore, si interrompa l’azione e si ricominci con una rimessa dal fondo. E questa si che sarebbe invece una modifica radicale.

Provando infatti a tirare le somme, nella storia recentissima del calcio abbiamo assistito all’introduzione del VAR (sacrosanta per quanto finisca a volte per togliere patos al gioco) ed all’introduzione del quarto e quinto  cambio, provvedimento questo che qualora venisse esteso anche ai tempi regolamentari, e c’è da scommettere che la cosa prima o poi avverrà, consentirebbe ad un allenatore di stravolgere quattro/cinque undicesimi di formazione e dunque, in buona sintesi, di cambiare completamente le carte in tavola.

Se adesso i capoccioni dell’Ifab dovessero veramente propendere per un calcio che preveda lo stop al cronometro in occasione dei cambi, preambolo del tempo effettivo di gioco, e soprattutto la conclusione dell’azione dopo un calcio di rigore respinto senza possibilità di ribattuta a rete (fattispecie che più incontri ha deciso nella storia ultracentenaria del calcio), mancherebbe allora solamente il cubo per il cambio, e dunque la possibilità di richiamare e rispedire in campo più volte un giocatore, per rendere il calcio una sorta di surrogato del basket.

Ora, con tutto il rispetto dovuto alla palla a spicchi, sport che comunque ci appassiona, ciò che rende unico ed universale il calcio sono il suo dinamismo e la sua imperfezione; caratteristiche che da sempre appassionano e fanno discutere miliardi di persone al mondo facendo del calcio lo sport più popolare e praticato della terra. Lo tengano bene a mente quelli dell’Ifab. Ci pensino bene prima di varare ed essere così artefici di un calcio tutto hotdog e cheerleader e sempre meno sentimento e tradizione.

Giorgio Catani

Giorgio Catani

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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