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Dopo la prima puntata (leggi qui) proseguiamo la nostra scoperta dei talenti del futuro classe 1999. suggeriti dal Guardian.

COLOMBIA

Juan Camilo Hernandez – Un anno fa, un pareggio contro il Leones era costato la promozione al suo Pereira, portandolo ad essere quasi sul punto di volersi ritirare. Un anno dopo, è capocannoniere della Primera B (la nostra serie B), con quasi 1 gol di media a partita. Velocità, freddezza sotto forza e anche un certo senso di leadership che lo ha portato a indossare anche la fascia da capitano del club cafetero. Erede naturale di Radamel Falcao.

DANIMARCA

Jens Odgaard – In patria lo comparano a Marco Van Basten: centravanti dalla grande forza fisica (è alto 1,88!), senso di posizione, buona tecnica e un sinistro velenosissimo. Tesserato dal Lingby, ancora non ha avuto sufficienti minuti a disposizione in prima squadra. Ma non ci metterà molto ad entrare nel calcio che conta.

FINLANDIA

Sergei Emerenko – Fratello più piccolo di Roman (militante al CSKA Mosca) ed Alexej (Ex Lecce, ora svincolato), ha debuttato nel 2014 con la maglia dello Jaro e lo scorso agosto è stato preso dal Basilea, giocando per l’under 18 in attesa del debutto in prima squadra. Può ricoprire ogni ruolo a centrocampo ed è in possesso della doppia cittadinanza Russo-Finnica, essendo nato a Rostov. Starà a lui scegliere chi rappresentare.

FRANCIA

Malang Sarr – Nell’incredibile avvio di stagione del Nizza, non ha certamente sfigurato questo giovane difensore centrale di 17 anni, segnando addirittura una rete all’esordio contro il Rennes. All’occorrenza terzino sinistro, ha debuttato di recente nell’under 18 transalpina. PSG, Chelsea, Bayern Monaco e Inter sono già nelle sue tracce.

Alban Lafont – Il “Donnarumma francese”, è nato in Gabon ma si è trasferito in Francia all’età di nove anni. Il debutto la scorsa stagione al Tolosa, all’età di 16 anni (più giovane di sempre a debuttare in Ligue 1): da allora la porta dei provenzali non l’ha più lasciata, trovando la salvezza la scorsa stagione e iniziando l’odierna stagione in maniera più che promettente. Dal futuro assicurato.

GERMANIA

Kai Haverts – Molto alto (1,85) ma efficace come centrocampista box to box, ha firmato il primo contratto da professionista recentemente con il Bayer Leverkusen. Titolare nell’under 19 delle aspirine, ha collezionato qualche panchina con la prima squadra. Non escludiamo che prima di fine stagione non possa arrivare il debutto.

Arne Maier – Nasce come attaccante (più di 150 reti nelle giovanili), ma col passare del tempo viene sempre più arretrato, finendo per diventare un vero e proprio centrocampista centrale, dotato di una buona tecnica e una discreta robustezza. Già nel giro dell’under 17 tedesca, entro fine stagione verrà messo sotto contratto dall’Herta Berlino.

GHANA

Samuel Atta Mensah – Paragoni scomodissimi con Luka Modric, i suoi passaggi sono precisi e millimetrati, non senza disdegnare la zona gol. Passato dal Dunkwa United all’All Stars, ha vinto recentemente il suo primo campionato ghanese.

GRECIA

Antonis Stergiakis – Alto 1,95, ha iniziato nelle giovanili dell’Aris Salonicco e poi è passato in C greca col Tyella. Nonostante l’offerta dell’Olympiakos, ha preferito accasarsi ai bulgari dello Slavia Sofia, debuttando contro il Levski nello scorso mese di agosto. Anche la Roma si era interessata al portiere, ma dopo un provino a Trigoria non se ne fece più nulla.

INGHILTERRA

Reiss Nelson – Di proprietà dell’Arsenal, già si è fatto conoscere per le sue giocate palla al piede, degne del miglior “Joga Bonito”. In grado di giocare sia ala che punta centrale, è in pianta stabile nell’under 21 e 23 dei Gunners, nonché nell’under 18 dell’Inghilterra. Sperando di esser più fortunato dei suoi precedessori Theo Walcott e Olxlade Chamberlain.

Dujon Henriques Sterling – Terzino o esterno destro di centrocampo, può vantare in bacheca due FA Cup giovanili e due Youth League con la maglia del Chelsea, che lo blinderà a breve. Versatile, atletico e ben dotato sia nella fase di spinta che in quella d’interdizione. A completare il quadro di “Giocatore fuori dagli schemi” c’è la sua assenza da ogni social network.

ISLANDA

Kolbeinn Finnsson – Figlio d’arte (papà Finnur Kolbeisson vinse due coppe col Fylkir), predilige la zona centrale del campo, destreggiandosi abilmente con la palla incollata ai piedi. Acquistato lo scorso gennaio dal Groningen, può vantare già due presenze con l’under 19 islandese. E’ l’erede naturale di Bjarnason.

IRAN

Mohammad Soltani Mehr – Ha debuttato lo scorso febbraio nella massima divisione iraniana. centrocampista completo, si distingue per i suoi calci di punizione. Paragonato al connazionale Javal Nekounam, che ha appena finito la carriera, è di proprietà del Saipa.

ITALIA

Gianluca Scamacca – Fisico possente, esplosività, un tocco morbido e una grande abilità nel fare sponde per i compagni. In Olanda, dove attualmente gioca, lo chiamano “Lo Zlatan Ibrahimovic Italiano”. Lasciata la Roma, con cui non ha voluto rinnovare il contratto, si è accasato al PSV, con cui ha debuttato sia nell’under 19 (dove tutt’ora gioca), che nella squadra B, militante in Jupiler League (La serie B olandese).

Gianluigi Donnarumma – Difficile esprimere qualcosa di diverso davanti a chi ha già fatto vedere di tutto. L’esordio in nazionale contro la Francia in amichevole (più giovane portiere di sempre a debuttare) è soltanto l’ultimo tassello di un avvio di carriera semplicemente strepitoso. Oltre 30 partite lo scorso campionato e tante responsabilità che vengono incredibilmente gestite dal giovane diciassettenne di Castellammare di Stabia. Considerato l’erede naturale di Buffon, il Milan è pronto a tenerselo stretto per allontanare le sirene straniere (o bianconere).

 

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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