1 min readGarcia si arrende, ma si può ancora ripartire

1 min readGarcia si arrende, ma si può ancora ripartire

10 Marzo 2015 Off Di Giuseppe Corrao

“È un risultato arrivato con un gioco brutto, che non somiglia per niente a quelli che abbiamo ottenuto in precedenza. In una parola: inquietante”. Per chi segue la Roma – e le parole di Rudi Garcia – tanta severità, allarmismo e delusione sono decisamente una novità per il francese, giunto al suo quarto pareggio consecutivo in campionato, nonché ottavo nelle ultime nove partite di Serie A. Lo 0-0 del Bentegodi – azioni inesistenti, possesso palla sterile, giocatori in panne, concetto di squadra totalmente assente – ha convinto Garcia del peggio. Se fino al giorno prima, secondo l’ex Lille, c’erano “reazioni” sparse tra primo e secondo tempo, sprazzi di gioco e di fiducia, contro l’11 di Maran sono venute a galla tutte le falle di una squadra che corre a vuoto, che cerca lo spunto con lentezza, risultando prevedibile ed innocua. “Non riconosco più la Roma”, ha affermato Rudi nel post-partita, preannunciando una riunione coi giocatori che si è tenuta ieri a Trigoria e che dovrà dare per forza i suoi risultati. Gli 11 punti di vantaggio in campionato dalla Juventus lasciano poche speranze in ottica Scudetto, ma l’impegno d’Europa League contro una Fiorentina schiantata dalla miglior Lazio della stagione permette ai giallorossi una reazione immediata. Garcia non ha ancora alzato bandiera bianca, anzi al Franchi può tornare ad alzare quella della vittoria. La società non lo ritiene in bilico, ma la piazza è già pronta ad attendere la sua testa. Il suo destino, e quello di una squadra in panne, si decide nei prossimi dieci giorni. Fallire non è permesso.

Correva l'anno home