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La Lazio parte per Firenze e ritrova i viola. Accadeva la stessa cosa quasi quindici anni fa, quando, la situazione era nettamente diversa. Lazio lanciata verso il vertice che rischia di perdere lo scudetto per mano del re leone Batistuta: due punti persi che valgono più dell’oro. Era il 15 aprile del 2000 e in campo c’era gente che, dopo oltre dieci anni, viene ancora rimpianta. In tribuna un presidente biancocelste che era sicuramente meno discusso e più presente dell’attuale Claudio Lotito. La Juventus non era ancora il centro dell’astio per i toscani che, quel giorno, forse involontariamente, rischiarono di fare un grande favore ai bianconeri. Non a caso il giorno seguente, i quotidiani sportivi, titolavano “Firenze fa felice la Juve”. Partita rocambolesca con la Lazio che diventa padrona del centrocampo, ma sul finale cede davanti ai viola. Il primo gol è di Batistuta, come anche l’ultimo messo a segno al novantesimo. E pensare che un minuto prima, Mihajlovic su rigore, aveva chiuso una partita che in realtà aveva ancora molto da dire. Nedved, Boksic e Chiesa firmarono i gol intermedi che portaro a quota sei i gol del match più che sentito. Sembrano lontani quei tempi in cui i romani lottavano per il primo posto, ora è sfida quasi alla pari con i viola: si punta tutto sull’Europa. Toscani che partono anche avvantaggiati, ma nessuna delle due squadre parla in tedesco: mancheranno Gomez e Klose che sono le due punte di diamante.

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