Europa League, semifinali di ritorno: Liverpool e Siviglia in finale

Sarà una serata infuocata quella del 18 maggio prossimo al St. Jakob Park: sarà un affare fra il solito Siviglia (terza finale consecutiva, quinta della propria storia e record assoluto) e il Liverpool, che ritorna all’ultimo atto di una competizione europea dopo ben 9 anni (ultima finale Uefa nel 2001). Liquidate senza troppe difficoltà lo Shakhtar Donetsk (3-1) e il Villarreal (3-0).

Al Sanchez Pizjuan gli andalusi partono subito fortissimi e vanno avanti al 6′ con Gameiro, bravissimo a recuperar palla e a fulminare Pyatov. Gli ucraini faticano molto, ma in chiusura di prima frazione riescono a pareggiare grazie all’ex Arsenal Eduardo, bravissimo ad inserirsi in area su delizioso invito di Marlos e a depositarla da breve distanza in rete. In apertura di ripresa il Siviglia torna in vantaggio con Gameiro (28 gol stagionale, chissà che Deschamps non ci stia facendo un pensierino per Euro 2016), che riceve palla da Krychowiak e deposita in rete dopo aver smarcato Pyatov. Gli uomini di Unay Emery amministrano il resto del tempo e trovano la terza rete con Mariano, che prova la botta da lontano e sorprendere ancora l’impreparato Pyatov. Se dovessero trionfare a Basilea sarebbe il quinto trofeo, andando a migliorare il record di Coppe Uefa/Europa League vinte.

Ad Anfield Road invece strepitosa prestazione per i Reds, che strapazzano letteralmente un Villarreal apparso troppo rinunciatario. Al 7′ minuto è già in vantaggio il Liverpool con una splendida azione giostrata da Clyne e Firminio che trova la deviazione sfortunata di Soriano, immolatosi per evitare la deviazione vincente di Sturridge. Il Submarino Amarillo non riesce a controbattere le falcate avversarie e dopo l’ora di gioco arriva il 2-0 con Sturridge, servito splendidamente da Firminio. All’82 infine arriva il tris di Lallana che chiude la sfida e consente al Liverpool si poter inseguire la quarta Coppa UEFA, agganciando di conseguenza proprio il Siviglia per numero di Coppe vinte.

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".