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Il calcio olandese, se è vero che non stia vivendo il miglior periodo della propria storia, sta comunque regalando agli appassionati un campionato vivo e interessante. Con cinque partite di Eredivisie ancora da giocare, a guardare tutti dall’alto è il Feyenoord di Giovanni van Bronckhorst con 72 punti, seguito dall’Ajax di Peter Bosz (69) e dai campioni in carica del PSV di Cocu (65).

A Rotterdam non si festeggia il titolo dal 1999, quando il Feyenoord vinse il campionato con 80 punti, a +15 dal Willem II giunto secondo e a +19 dal PSV terzo. Quest’anno, sebbene il distacco dalle inseguitrici sia decisamente inferiore, la proiezione del club del popolo lo vede in grado di poter superare la soglia dei punti conquistati dal Feyenoord del jardinero Julio Cruz e di Jon Dahl Tomasson. Ciò che stupisce del Feyenoord di questa stagione è la sua facilità di trovare la via del gol (viaggia ad una media di 2,65 gol a partita), grazie anche e soprattutto al proprio gioco, atto a far brillare tutti, ma in paricolar modo Nicolai Jørgensen, capocannoniere di questa Eredivisie con 19 marcature. Parimenti importanti però sono anche le presenze dell’eterno uomo ovunque Dirk Kuyt e del centrale di difesa Sven van Beek, senza dimenticare l’importate apporto dato alla squadra da parte di El Ahmadi a centrocampo, di Karsdrop sulla fascia destra di difesa e di Kramer, l’attaccante chiamato in causa a sostituire Jørgensen, quando indisponibile, come negli ultimi due turni di campionato, causa infortunio. È ancora troppo presto per cantare vittoria, ma crederci ormai è un imperativo. I ragazzi di van Bronckhorst stanno andando ben oltre le aspettative di inizio stagione, e il clima che respira la squadra è quello di grande ottimismo.  Piccola curiosità: nel turno infrasettimanale contro il Go Ahead Eagles vinto col punteggio di 8-0, Dirk Kuyt ha messo a segno il suo gol numero 150 in Eredivisie, dimostrando per l’ennesima volta come sia immune allo scorrere del tempo. Occhio però: potrebbe pesare al momento di tirare le somme la sconfitta rimediata una settimana fa nello scontro diretto dell’Amsterdam Arena.

L’AJAX E LA MISSIONE RIMONTA

I lancieri di Bosz, dopo un inizio di campionato non brillantissimo, hanno ingranato alla grande, sia a livello di gioco che di risultati. Nel classico 4-3-3 col quale gioca l’Ajax, alle certezze Schøne, Klaassen e Veltman si sono aggiunti alcuni giovani molto promettenti. Giocatori come Davinson Sanchez (21 anni) e Matthijs de Ligt (ancora diciassettenne), centrali di difesa; l’attaccante Kasper Dolberg (21 anni anche lui come Sanchez), il trequartista riscoperto mezz’ala Ziyech (24) e Justin Kluivert, diciottenne figlio di Patrick e promettente esterno offensivo. Sono loro i prospetti più interessanti. Grande merito va dunque al tecnico Bosz, capace di far sbocciare i talenti a disposizione senza sacrificare né la partecipazione all’Europa League né l’andamento in Eredivisie dopo le titubanze di inizio stagione. L’Ajax, in attesa di affrontare lo Schalke nei quarti di finale di EL, è l’unica squadra olandese rimasta ancora in gioco in una competizione europea, a testimonianza del buon lavoro che sta svolgendo mister Bosz con i suoi giocatori.
Il sogno di rimonta in Eredivisie ai danni del Feyenoord è passato per lo scontro diretto nel Klassekier (vinto dai lancieri con un secco 3-0 sui rivali di Rotterdam) e dovrà passare per il Philips Stadion il prossimo 23 aprile, in un duello, quello con i boeren, che sarà senza dubbio determinante ai fini delle ambizioni degli ajacidi: una vittoria li farebbe proseguire dietro la scia del Feyenoord; una sconfitta rischierebbe di compromettere il secondo posto in classifica, mentre un pareggio di fatto congelerebbe le posizioni sia della squadra di Amsterdam che di quella di Eindhoven, lasciando strada spianata al Feyenoord di festeggiare il titolo dopo diciotto anni di digiuno.

DISINCANTO PSV

Il turno infrasettimanale ha visto l’Ajax vincere per 4-1 contro l’AZ Alkmaar in una partita molto più complicata di quanto non suggerisca il risultato finale, mentre parallelamente il Feyenoord schiantava le aquile per 8-0. Il PSV di Eindhoven invece si è impantanato sul risultato di 2-2 in casa del Twente, perdendo contatto dalla squadra di Amsterdam e soprattutto facendo crescere il distacco dalla capolista di 7 punti. Phillip Cocu non ha festeggiato come avrebbe voluto la sua panchina numero 100 alla guida del club del quale fu anche capitano, ed ora, salvo improbabili – ma non impossibili – miracoli sportivi, i campioni d’Olanda in carica si vedono tagliati fuori dalla lotta per il primo posto e lontani dalla possibilità di difendere il titolo. Il disincanto del PSV può diventarne un alleato, perché con l’Utrecht quarto a -15, la squadra di Eindhoven potrà giocare col coltello tra i denti le restanti gare, sapendo che meno di terza non potrà fare. E, come ha ricordato Iniesta dopo la rimonta sul PSG in Champions League, quando non si ha niente da perdere si diventa più pericolosi. Con Jeroen Zoet tra i pali, Jetro Willems in difesa, Siem de Jong, Gastón Pereiro e Davy Pröpper a centrocampo e Luuk de Jong davanti, i boeren hanno il diritto e il dovere di provarci lo stesso. Malgrado il periodo eufemisticamente difficile per il calcio oranje, il campionato olandese riesce ad essere comunque equilibrato ed interessante. Tra giovani promesse, scontri diretti ancora da giocare, posizioni da recuperare e da salvaguardare, questa stagione di Eredivisie merita di essere vissuta fino alla fine. Ci sarà da divertirsi, garantito.

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