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Crisi Real Madrid: nell’occhio del ciclone. È quasi trascorso un anno dalla finale di Kiev, uno degli ultimi assaggi di vero Real Madrid della storia recente. Nel giro di 365 giorni il rendimento dei Blancos è completamente mutato, sintomo di una chiusura completa di un ciclo che per certi versi appare fisiologica, soprattutto dopo la conquista di tre Champions League consecutive e altrettante Coppe del Mondo per club. Il Madrid ha accusato il colpo e ha anche avvertito la paura di essere divenuto troppo grande, è stato vittima della paranoia del detentore del potere assoluto, passando da macchina perfetta e ricca di risorse a macchina debole e priva di reali contenuti.

Crisi Real Madrid
Fonte: www.repstatic.it

Crisi Real Madrid, addii e anomalie

Nella cessione di Cristiano Ronaldo alla Juventus è stato riscontrato il primo fattore di squilibrio. La voglia di cambiare aria e di vincere altrove espressa dal portoghese è stato un colpo basso sia per Perez che per il resto della squadra. Il Real era aggrappato ai numeri del suo fenomeno e ne ha pagato duramente le spese. Il secondo invece arriva dalla panchina, con l’arrivederci di Zidane per una sorta di pausa di riflessione che non ha aiutato le merengues. Al suo posto prima Lopetegui, andato in rotta di collisione con la stessa federazione spagnola dopo l’annuncio del suo trasferimento nella capitale durante i Mondiali, e poi il buon Solari non hanno brillato. A dimostrarlo sono state le 18 sconfitte stagionali incassate anche sotto la seconda gestione Zidane, destinato a riprendere il timone blanco per un disperato tentativo di riportare in porto la sua nave.

L’alternanza di tre tecnici sulla panchina del Real non si verificava dal 2004-2005. Una prima anomalia che sottolinea la difficoltà di gestione di questa squadra, capace di centrare l’obiettivo minimo della Champions League seppur con un magro terzo posto, il secondo consecutivo a discapito dell’Atletico Madrid. Tra le fila dei Blancos è chiaramente in corso un cambio generazionale importante, dettato dal fatto che molti giocatori in rosa stanno vivendo la seconda parte della loro carriera. A questo si unisce il fatto che l’ambientamento effettivo di nuove leve deve ancora avvenire, come nel caso del giovane Vallejo o di Vinicius, certo promettenti ma ancora forse troppo acerbi per brillare di luce propria.

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Fonte: Calciomercato.com

Crisi Real Madrid, la prospettiva Sergio Ramos

L’integrazione di nuovi giovani comporta naturalmente un’altra prospettiva:  quella di partenze importanti. Le più concrete portano a Marcelo, Modric, Kroos, Benzema e paradossalmente anche a Bale, nonostante Perez continui a difendere il proprio tesoro ripensando all’errore commesso con Ronaldo diversi mesi fa. Il patron spagnolo tiene chiaramente ai suoi senatori e svendere totalmente potrebbe scatenare un altro cataclisma in casa sua. Tuttavia, l’arrivo di Jovic, quello di Brahim Dìaz a gennaio, la crescita esponenziale del giovanissimo Ceballos potrebbero convincere Florentino a cedere un pilastro, nell’intenzione di rinnovare il suo Real per portarlo di nuovo sul tetto d’Europa e non solo.

Tra le tante incognite c’è anche quella dell’uomo simbolo del Madrid: Sergio Ramos. L’andaluso ha conquistato tutto ciò che poteva con la maglia blanca e anche con quella della sua nazionale. Inoltre ha sempre giocato in Spagna e le trentatré primavere alle spalle forse stanno facendo riflettere un po’ anche lui. È vero che parliamo di una leggenda del calcio, che ha tirato via il Real da situazione scomode come quella della finale di Champions del 2014 con quel leggendario colpo di testa allo scadere, ma è anche vero che certe volte anche campioni come Ramos hanno bisogno di nuovi stimoli. Ne sentiva il bisogno CR7, dunque anche il difensore centrale appare giustificato in questa scelta. Le sirene indicano la strada di Torino, dove ad accoglierlo a braccia aperte ci sarebbe proprio Cristiano Ronaldo, fautore di questo presunto contatto tra le parti. Il portoghese, in questo caso nelle vesti di moderatore, potrebbe svolgere un ruolo chiave nel portare un altro giocatore dal livello assoluto alla corte della Juventus?

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Fonte: jzsportnews.com

I Blancos, problemi di Clasico e top player

Crisi Real Madrid confermata pure dai numeri: le Merengues hanno affrontato quattro volte il Barcellona durante questa stagione. Il primo confronto ha visto prevalere i catalani al Camp Nou con un netto 5-1 lo scorso 28 ottobre, che hanno lanciato un segnale diretto ai rivali riguardo la corsa al titolo. Il secondo incontro è andato un po’ meglio per i blancos, usciti però ancora una volta senza una vittoria ma con un pareggio nella semifinale d’andata di Copa del Rey. Il ritorno è stato un vero disastro: al Bernabeu la compagnia guidata da Solari si è arresa ai nemici blaugrana dopo un severissimo 0-3, firmato dalla doppietta del Pistolero Suarez a cui si aggiunge cui l’autogol di Varane nel mezzo. Il quarto atto nella capitale spagnola non ha avuto ulteriori esiti positivi. Il Barça a distanza di pochi giorni ha superato di misura il Real, con un gol di Rakitic che ha contribuito a dare seguito ad una serie di successi che ormai sembrano quasi un’abitudine. Negli ultimi sei incontri disputati al Bernabeu i campioni d’Europa sono usciti sconfitti nel Clasico ben cinque volte tra Campionato, Coppa e Supercoppa. L’ultimo successo interno infatti risale a quasi due anni fa, quando i blancos superarono i loro avversari nella finale di Supercoppa di Spagna per 2-0. Un altro score negativo che incrementa la delusione per una stagione altamente al di sotto delle aspettative

Crisi Real Madrid: chiaramente serve un rinnovamento, che potrebbe naturalmente arrivare dalla prossima sessione di mercato. La strada principale è quella che porta a Neymar, a caccia di un’esperienza leggermente più allettante di quella offertagli fino a questo momento dal PSG. I trofei non sono mancati, ma alzare la Ligue 1 o la Coupe de France non è chiaramente uguale ad elevare al cielo la Champions. L’asso brasiliano lo fece nel 2015 con il Barcellona, sbarcando in Francia due stagioni fa proprio per rilanciarsi in questo senso, non solo per un ricco stipendio. Il capitano della Seleçao ha chiaramente un debito con il Barcellona per ciò che gli è stato dato e concesso, ma ha anche voluto scrollarsi di dosso l’etichetta di spalla di Messi e Suarez, che l’aveva divorato proprio nel suo ex club.

Neymar vuole essere ancora il protagonista come in quel mitico Santos del 2011, dunque se con il PSG i risultati stentano ad arrivare l’ipotesi Real si concretizza sempre di più, anche se per il momento ci sono soltanto pochi segnali. Tra questi da sottolineare è quello riportato dal quotidiano spagnolo Marca, che ha pubblicato una foto che ritrae proprio Neymar con Vinicius Junior in Brasile. Avranno parlato anche di poter condividere la maglia blanca oltre che quella verdeoro? Il mistero al momento rimane tale.

Crisi Real Madrid
Fonte: www.21secolo.news

Crisi Real Madrid, Mbappé o Griezmann?

Restando nella capitale francese il secondo, e forse più allettante identikit, conduce a Mbappè. Il fenomeno francese ha appena vinto la classifica cannonieri della Ligue 1 ma come Neymar ha il dovere di alzare al cielo la Coppa più importante d’Europa. Per il momento il classe ’98 giura fedeltà alla squadra della sua città anche se le dichiarazioni di Thomas Tuchel, tecnico del PSG, rassicurano parzialmente: “è chiaro che io voglia che tutti i giocatori restino ma tuttavia in questo business niente si dà per scontato. Se facessi così sarei un ingenuo. Il nostro progetto è appena iniziato ma siamo ancora nel mese di maggio, e qualsiasi cosa io dica adesso potrà cambiare nel giro di poco tempo. Parole che non escludono né una partenza né tantomeno una permanenza dei suoi fuoriclasse.

Un campione che andrà via sicuramente è Antonie Griezmann. Le Petit Diable lascerà quell’Atletico che aveva difeso e soprattutto che scelse per la sua consacrazione definitiva. Non è bastato l’affetto dei tifosi, del gruppo e soprattutto di Diego Simeone, che vedrà partire una pedina fondamentale del suo scacchiere. Il francese, visibilmente commosso per l’addio ai rojiblancos durante la conferenza stampa indetta per l’annuncio, non ha ancora dichiarato il suo prossimo club. Alcune voci portano a Manchester, altre a Barcellona. Di recente però Marca ha alzato le quotazioni di un possibile e clamoroso trasferimento al Real Madrid, che per completare l’opera avrebbe puntato anche Eden Hazard, sicuro partente in casa Chelsea. Un tridente di questo tipo, con Benzema o Jovic al centro, sarebbe gradito anche a Zidane, sicuro di voler rilanciare la sua squadra magari con innesti tanto importanti quanto dispendiosi. E Hazard ha già annunciato come la sua prossima squadra si troverà al di fuori dall’Inghilterra. Madrid lo è.

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