2 min readCosa ci lascia in eredità il derby Torino-Juventus

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12 Dicembre 2016 Off Di Giorgio Catani

Torino-Juventus non è stata la partita che ci si aspettava. Nel senso che è stata meno spettacolare del previsto. Non stupisce invece il risultato finale. Troppo spesso è infatti capitato di vedere squadre caricate come molle alla vigilia disfarsi in campo prima del tempo. Non è questo il caso del Torino. O almeno, lo sfaldamento dei granata non è stato così immediato ed evidente. Ma c’è stato. La squadra di Mihajlovic è partita alla carica sin dai primi squilli di tromba. La Juventus, in formazione ben più che rimaneggiata, è bene non dimenticarlo, ha accusato la partenza sprint di Belotti e compagni. Ma incassato il gol si è come svegliata dal torpore iniziale. Il gol del pari, arrivato in maniera fortuita allo scadere del primo tempo, ha poi definitivamente cambiato gli equilibri in campo. Ha normalizzato un Torino sin lì esuberante ma non certo impeccabile e ha definitivamente sbrigliato una Juventus apparsa a tratti con il freno a mano tirato. La differenza poi quando c’è da far saltare il banco finisce che la fanno sempre i campioni. Ed i bianconeri ne sono infarciti. Sono bastati venti minuti di Dybala per chiudere definitivamente i giochi. Proprio quando il Toro pensava di poterlo vincere questo derby. Ma quando Higuain gioca per te, agli altri resta poco da fare. L’argentino non è quello di Napoli nel senso che è sicuramente meno appariscenti rispetto ai tempi passati all’ombra del Vesuvio. Però anche quando pascola finisce che un gol lo segna. Magari anche due. Segnali che insomma dovrebbero rendere ancor più evidente perché parlare di corsa scudetto quest’anno è cosa quanto mai azzardata. Nessuna delle concorrenti ha la classe ed i ricambi di Madama. La Juventus poi è decisamente una grande squadra. E’ consapevole dei propri mezzi e dei propri limiti e non solo di quelli a tutti evidenti in questo periodo. Ma la sensazione è che questa Juventus sboccerà definitivamente in primavera. I passi falsi poi possono capitare a tutti. La bravura a fine anno è far si che quelli propri siano meno frequenti di quelli degli altri. Il Torino resta una squadra più che interessante. Piace tanto la sua beata gioventù, la sua idea di gioco e soprattutto quel suo centravanti un po’ Riva un po’ Chinaglia che anche ieri si è inventato un gol da bomber di razza. Non era ieri però che i granata dovevano fare la differenza. Quello con la Juventus per squadre come il Toro ha sempre il sapore di un esame di laurea. Ma per i ragazzi di Mihajlovic quella in corso è ancora la stagione della maturità.

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