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Domenica prossima, a Torino, andrà in scena Juventus-Udinese. Gli uomini di Allegri faranno l’esordio stagionale allo Juventus Stadium, fortino pressoché inespugnabile se è vero che in tre stagioni solo due squadre sono uscite dalla casa dei bianconeri con i tre punti in tasca. Il primo club a vincere allo Stadium fu l’Inter di Stramaccioni (1-3 nella stagione 2012-2013). Proprio il tecnico romano oggi guida l’Udinese che spera di ripetere l’impresa targata Zaccheroni che qualche anno fa regalò una storica vittoria ai friulani in casa della Juventus.

Correva l’anno 1997. Era il 14 aprile quando allo Stadio delle Alpi Juventus ed Udinese incrociavano i tacchetti per quella che all’epoca era una sfida dal sapore di alta classifica. I bianconeri, guidati da Marcello Lippi, erano freschi Campioni d’Europa e del Mondo e guardavano la Serie A dall’alto in basso. L’Udinese di Alberto Zaccheroni, da qualche stagione affacciatasi al calcio che conta, coltivava già all’ora progetti ambiziosi e con il duo d’attacco Bierhoff-Amoroso dava l’assalto ad un posto per quella che ai tempi si chiamava Coppa Uefa.

Pronti e via che già il difensore friulano Geneaux si faceva espellere per un insulto rivolto all’arbitro. Era il secondo minuto del primo tempo. Un qualsiasi allenatore, soprattutto se al cospetto di Madama, si sarebbe fatto prendere dall’ansia di prestazione e pur di tentare disperatamente di uscire da Torino con almeno un punto, avrebbe sacrificato una punta per puntellare la difesa a quattro ritrovatasi improvvisamente sguarnita di un uomo. Ma non Alberto Zaccheroni. Il tecnico romagnolo, quel giorno ancora una promessa e dunque lontano dal salire all’onore delle cronache calcistiche per quel Cul de Zac che ne caratterizzerà gli anni sulla panchina del Milan, decise di rischiare il tutto per tutto optando per una difesa a tre che da quel 14 aprile del 1997 diventerà un suo marchio di fabbrica.

La Juve arranca dando quasi l’impressione di non voler infierire su un avversario che, in dieci praticamente dall’ingresso in campo, ha tutta l’aria di essere una vittima predestinata. Del resto poi, quando i tuoi uomini lì davanti si chiamano Zidane, Jugovic, Boksic e Vieri, è quasi scontato che prima o poi il gol arrivi. Solo che quelli dell’Udinese corrono ed accade che quelli della Juventus non sempre riescano a stargli dietro ed a volte li abbattano. Anche in area di rigore, come succede al 41’ del primo tempo. Amoroso segna dal dischetto e si va al riposo con il risultato che probabilmente nessuno si aspettava.

Quello che sicuramente nessuno si aspettava è il micidiale uno-due con cui i friulani ad inizio ripresa rifilano altre due reti a Peruzzi & Co. Bierhoff prima ed ancora Amoroso poi portano l’Udinese avanti di tre gol dopo appena quattro minuti dall’inizio del secondo tempo. Chi aspetta l’ira funesta della Juventus è presto deluso. Ci pensa allora Bettin, l’arbitro dell’incontro, a tentare di suonare la carica e far riprendere i bianconeri. Primo rigore concesso al 7’: Vieri calcia dal dischetto e centra la traversa. Secondo penalty al 12’: questa volta è Zidane a presentarsi dagli undici metri. Il francese tira, Turci risponde, ed il resto del secondo tempo scivola via senza particolari emozioni. L’Udinese scrive una pagina della sua storia ed entra di diritto in quella del calcio italiano. Il suo tecnico, Alberto Zaccheroni, sale alla ribalta delle cronache sportive e diviene l’astro nascente della panchina. I giornali sparano addosso alla Juve ed al suo tecnico, Marcello Lippi, parlando di prestazione indecorosa e campionato clamorosamente riaperto. La Juventus a fine stagione vincerà, ovviamente, quello scudetto. E l’Udinese centrerà per la prima volta nella sua storia la qualificazione in Europa.

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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