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In occasione di Milan-Inter, che si giocherà questa sera alle 20.45, ripercorriamo uno dei derby più combattuti degli anni d’oro del calcio italiano.

L’annata 1998/99 non inizia nel migliore dei modi per le milanesi, che dopo poche giornate si trovano già a dover inseguire Fiorentina e Juventus. L’Inter è reduce dal successo in Coppa Uefa, con i protagonisti Ronaldo e Moriero ancora in forma smagliante. Il Milan attraversa una fase di transizione. In estate si è realizzata la rivoluzione friulana: Zaccheroni, subentrato a Capello, ha portato dall’Udinese Helveg e Bierhoff, i due nuovi fulcri del rigido 4-4-2 che prevede crossa dalle fasce per la testa dell’ariete al centro dell’area. L’ottava giornata di serie A cade l’8 novembre 1998, poche settimane dopo la fondazione della Google. La serie A dedica la giornata alla ricerca contro il cancro. Il derby si gioca in un San Siro dal manto erboso irregolare, le cui zolle non favoriscono il gioco tecnico.

L’arbitro Tombolini, nonostante la serata sia fredda, è costretto a rinviare il calcio d’inizio di qualche minuto a causa della massiccia pioggia di agrumi proveniente dalla curva milanista e diretta verso l’area presidiata da Gianluca Pagliuca. Gli animi però si scaldano molto presto, perché la prima azione pericolosa è subito determinante. Un lancio di Checco Moriero pesca Zamorano (con la mitica 1+8) al limite dell’area. Alla sua sinistra c’è Ronaldo, sorvegliato a due difensori rossoneri. Zamorano, che conosce bene il suo mestiere, la passa ugualmente al Fenomeno, che come solo lui sa fare dribbla i due milanisti con un rapido quanto elegante stop a seguire. A questo punto gli si fa avanti Sebastiano Rossi, che però esita nell’uscita. Errore mortale: Ronaldo di punta destra  anticipa il tentativo di recupero di N’Gotty e insacca nell’angolo destro. Dopo soli 6 minuti di gioco l’Inter si trova in vantaggio nel primo derby della stagione. Seguono alcuni minuti di nervosismo durante i quali il Milan si rovescia nella metà campo offensiva alla ricerca del pareggio. Al 12’ Bierhoff e Weah si trovano a metà campo e iniziano una percussione centrale fatta uno-due. Gli scambi tra le punte rossonere disorientano la difesa interista che non sa quale dei due attacanti seguire. In pochi attimi Bierhoff è già al limite dell’area, finta il tiro e pesca Weah che corre in solitudine verso la porta di Pagliuca, con West che lo insegue a grandi falcate. Il nigeriano in scivolata riesce a sporcare il primo tentativo di tiro a Weah, ma la palla gli rimane tra i piedi e la gazzella liberiana non fallisce il secondo tentativo: dopo meno di un quarto d’ora è già 1-1. Il primo tempo sembra voler regalare altre emozioni: Zamorano è in giornata, e quando entra in area Costacurta fatica a contenerlo, alla seconda situazione di difficoltà lo atterra in area di rigore. Tombolini però non fischia, rendendo vane le proteste dell’Inter. Da questo momento in avanti sarà il Milan a rendersi pericoloso, e Pagliuca a mettersi in evidenza, con una parata spettacolare su Bierhoff effettuata con la mano di richiamo che respinge un tiro ad incrociare partito dal destro potente ma poco preciso dell’attaccante tedesco. Le squadre tornano negli spogliatoi sul punteggio di parità.

In avvio di secondo tempo è l’Inter a suonare il primo squillo. Yuri Djorkaeff, subentrato a Ronaldo, riceve palla sulla trequarti. Non concede alla difesa milanista neanche il tempo di uno sguardo prima di servire il taglio centrale di Checco Moriero, diretto verso l’area di rigore avversaria. Il talento del neo campione del mondo punisce i difensori rossoneri, che si attardano ad effettuare la trappola del fuorigioco. Moriero riceve palla in solitudine, controlla, guarda Rossi, e tira dove questi non può arrivare. La rete si gonfia di nuovo per il secondo vantaggio interista. Seguono dieci minuti conciati, in cui si susseguono azioni insistite da una parte e dall’altra, senza che però ne derivi alcun pericolo concreto per gli estremi difensori. La sostituzione Ganz-Morfeo fa bene al Milan. E’ proprio Ganz che al 59’ sfugge alla presa di Colonnese che lo atterra in area di rigore, con un fallo tutto sommato dubbio. Questa volta Tombolini decreta il rigore. Sul dischetto si posiziona Demetrio Albertini, il campione misurato che con il suo rigore sbagliato ha in parte causato l’eliminazione dell’Italia dai mondiali France ’98. Questo è il suo primo rigore decisivo dopo quell’estate maledetta. Sistema la palla sul dischetto con tranquillità, sembra calmo ma è evidente che ogni attimo pesa sulle sue spalle come un macigno. Quando arriva il fischio del direttore di gara, Demetrio Albertini alza la testa, corre più veloce che può, e piazza la palla alla sinistra di Pagliuca. Il portiere è spiazzato:2-2. Come nel primo tempo, dopo il pareggio sarà dominio rossonero. Il Milan si rende pericoloso in due occasioni, prima con un tiro di Weah dalla distanza, poi con un colpo di testa sfiorato da Biehroff, che avrebbe potuto battere facilmente Pagliuca. Il derby però finisce in parità.

La doppia rimonta porterà l’inerzia dalla parte del Milan anche in campionato. I rossoneri dopo una lunga rincorsa supereranno la Lazio nel finale di stagione e si aggiudicheranno lo scudetto. L’Inter rimarrà sempre a metà classifica, cambiando quattro allenatori nell’arco di sei mesi, come frenata dal derby sprecato.

Per raccontare qualcosa di significativo in così poco spazio servirebbe l'incisività di Lucio Fontana o la capacità di sintesi di Boskov. Fondatore di Ordinary Legends.

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