Correva l’anno: 2 maggio 1999, Roma-Inter, la partita infinita

Roma-Inter è sinonimo di spettacolo e tanti gol. Due anni or sono fu 4-0 per la Roma di Luis Enrique, tra il 2007 e il 2008 l’Inter vinse 1-4 e 0-4, mentre i tifosi giallorossi ricordano il 4-1 del 2004. Ma soprattutto da entrambe le parti nessuno ha mai dimenticato il 2 maggio del 1999. Per l’Inter è l’annus horribilis, in cui terminerà ottava e cambierà quattro allenatori. Quel lunedì di maggio del 1999 sulla panchina dei nerazzuri sedeva Roy Hogdson, in una delle esperienze meno positive della sua lunga carriera. La Roma è allenata da Zdenek Zeman, che non a caso ritorna spesso nei racconti delle partite storiche da ricordare.

Il primo tempo è subito ricco di gol: passano 16′ dal fischio d’inizio quando Ronaldo, innescato da Robi Baggio, taglia in poche falcate la difesa troppo alta della Roma e riceve palla solo davanti a Konsel già in uscita. Alza la testa quel tanto che gli basta per capire dove si trova il portiere, e compie uno dei dribbling tipici del suo bagaglio tecnico. Si trova al limite dell’area a portiere battuto, e non gli rimane che appoggiare verso la porta sguarnita: 1-0. E’ la prima emozione di una partita infinita. Il raddoppio porta la firma di Zamorano, che al 21° raccoglie un’idea del Divin Codino e la tramuta in gol con un tiro sporco che trova Konsel impreparato. Il 2-0 scuote la Roma, che accorcia le distanze dal dischetto con Totti. Al 25° è già 2-1. E’ una partita nella quale non c’è spazio per le considerazioni e per i commenti, non si fa in tempo a pensare ad un piano di gara che questo viene stravolto da un nuovo colpo di scena. Non passano più di 9 minuti dal rigore trasformato dalla Roma che Javier Zanetti avanza centralmente tra le linee avversarie e serve Ivan Zamorano in profondità. Il cileno corre più veloce che può, favorito dalla difesa della Roma troppo alta e lenta a correre all’indietro per recuperare. La punta interista si trova defilato, iseguito da due difensori, ma si accorge che Konsel inspiegabilmente è uscito male e si sta per tuffare in anticipo. Non resta che scavalcarlo con un delicato pallonetto, la cui parabola terminerà con un bacio al palo più lontano prima di gonfiare per la terza volta la porta difesa da Konsel. La prima frazione di gioco si chiude su un 3-1.

La Roma rientra in campo più determinata: evidentemente Zeman con la sua proverbiale flemma ha trovato il modo negli spogliatoi di scuotere una squadra in bambola. Pronti, partenza e al minuto di gioco arriva il gol di Paulo Sergio di testa su lancio di Damiano Tommasi, con l’aiuto di Gianluca Pagliuca che sbaglia il tempo dell’uscita. Passano sessanta secondi e va a segno anche Del Vecchio, questa volta Paulo Sergio si trasforma in uomo assist, ma il merito è tutto dell’attaccante giallorosso che con un guizzo da mestierante anticipa Cauet, La palla, che ci aveva preso gusto, bacerà prima di entrare in porta lo stesso palo che l’aveva accolta in occasione del secondo gol di Zamorano. Da 3-1 a 3-3 in un batter d’occhio, delirio giallorosso, gli interisti ripiombano nell’incubo che perdura dall’inizio dell’anno. Come è risaputo, nei momenti delicati sono i campioni a prendere in mano la situazione, e così sarà da quel momento in avanti. Al 55° su azione di contropiede Baggio trova Zamorano, che si divora la fascia e serve Ronaldo solo davanti alla porta; Konsel ancora una volta è uscito in anticipo, ma questa volta è incolpevole. Il Fenomeno non deve preoccuparsi neanche di scartare il portiere, ma si limita semplicemente ad insaccare di piatto. Al 78′ il pazzesco 4-4: Paulo Sergio svirgola un tiro che si tramuta in assist d’oro per Totti, che di testa gioca di sponda Di Francesco. Il centrocampista, che si trova nel cuore dell’area avversaria,  ne approfitta con un tiro al volo che termina alle spalle di Pagliuca. La partita sembra aver dato tutto, i tifosi sembrano quasi esausti e iniziano a considerare l’ipotesi di guadagnare un punto e riportare a casa la salute mentale, tutto sommato è stata una delle partite più spettacolari di sempre. Aminuti dal termine dei minuti regolamentari però succede qualcosa. L’Inter guadagna una punizione sulla fascia destra, .un corern corto. Batte Robi Baggio, che avrà perso lucidità ma non il tocco, e calcia verso l’area romanista una palla carica d’effetto, sulla quale si avventano tutti, ma a spuntarla è uno solo, il più coraggioso, il condottiero di mille battaglie che ancora oggi si fa apprezzare per le sue imprese, ovvero Diego Pablo el Cholo Simeone, che con uno stacco imperioso fa esplodere il settore ospiti: è il 5-4 Inter, il punto finale su una partita infinita, una partita che non potrà mai essere dimenticata.

Filippo Rovani

Per raccontare qualcosa di significativo in così poco spazio servirebbe l'incisività di Lucio Fontana o la capacità di sintesi di Boskov. Fondatore di Ordinary Legends.