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during the TIM Cup match between AC Milan and Juventus FC at Stadio Olimpico on May 21, 2016 in Rome, Italy.

Alla fine è sempre la solita Juve. Sempre lì, pronta a prendere botte, ma di cadere non se ne parla. Incassare, subire, per poi piazzare il colpo che manda gambe all’aria. Un mantra, uno stile di vita, che paga anche fuori dai contorni del campionato. La zampata decisiva la piazza Alvaro Morata dopo 120” dal suo ingresso in campo, nel secondo tempo supplementare, con una girata al volo che regala ai bianconeri la Coppa Italia.

Neto 6 – Non è che la mole di lavoro sia delle più ingombranti, ma il suo lo fa a puntino. Niente sbavature, nessun brivido, su ogni intervento a buon fine arriva puntuale la strizzata d’occhio di Buffon. Questione di intesa.

Rugani 6,5 – Da vivida promessa a solida realtà, il passo è breve ma quanto mai complesso. E’ decisamente tutto più facile però se i maestri sono tra i migliori in circolazione. Si ambienta alla perfezione nei meccanismi bianconeri, l’attitudine sembra quella di un veterano.

Barzagli 6 – Al centro della difesa non ha le qualità di Bonucci. E si vede. Nulla da recriminare per efficienza e sforzo, ma la qualità nelle giocate è meglio cercarla altrove. Se la Juve fatica ad impostare la manovra è soprattutto a causa della mancanza di un regista arretrato.

Chellini 7 – Lavora nell’ombra, in silenzio, sempre pronto a fare a botte per ogni pallone. Si francobolla a Bacca e non lo lascia respirare e ha anche la forza di rimediare sugli errori dei compagni di reparto. Letteralmente uomo ovunque. E leader vero.

Lichtstener 6,5 – Polmoni, cuore e quella giusta dose di cattiveria che non guasta mai. Galoppa sulla fascia, si sbatte per contenere e prova a sgusciare in transizione. Partita dura, c’è poco spazio per le finezze. Decisamente pane per i suoi denti. Dal 75’ Cuadrado 6  – Più qualità, più estro per sferrare il colpo che non ti aspetti. Le intenzioni di Allegri sono chiare ma stasera le stelle della Juve non brillano. Lui si adegua e scivola in un alone di immobilismo collettivo, salvo poi riscattarsi con un assist al bacio.

Evra 6 – Un tunnel su Calabria che ha il sapore di uno svezzamento. Sedici anni di differenza e un bagaglio d’esperienza da far invidia. Dal 62’ Alex Sandro 6,5 – Chiusura e ripartenza. Elastico perfetto sulla fascia di sinistra.

Lemina 7 – Parte male, nell’anonimato più inquietante. Poi cresce e cambia registro nella ripresa, operando da filtro in ripiegamento e da primo vero motore in transizione. E’ l’uomo chiave del centrocampo d’Allegri. Ha soltanto bisogno di tempo per rendersene conto. Non a caso guida la transizione che porta al gol di Morata.

Hernanes 4,5 – Se il regista non c’è lo spettacolo non può andare in scena. La Juve delude, fatica a trovare spazi e geometrie. E per tutta risposta il brasiliano si nasconde, vaga spaesato senza nemmeno provare a incidere. Dal 105’ Morata 7,5 – Una girata bella da morire, che rompe gli equilibri e scrive un altro capitolo di una storia magnifica. La freschezza del genio che punge, laddove la fatica trasuda da ogni fronte. Tempismo e cinismo, in un contorno di sublime eleganza.

Pogba 6 – Solite movenze da capogiro, in un delicato quanto insolito equilibrio tra forza ed eleganza. Il compromesso più importante è quello tra estetica e funzionalità. Quando la fantasia si declina nel pragmatismo il risultato è dei più pregiati. Altrimenti si rischia di sconfinare nella ridondanza.

Dybala 5,5– Un altro protagonista che delude le attese. Tutti lo cercano bramando la giocata giusta per spaccare la partita. Una speranza che si dissolve, minuto dopo minuto.

Mandzukic 6 – Corre, senza sosta, il suo primo pensiero è quello di recuperare il pallone. Grande sforzo ma dividendi bassissimi. La Juve non è la solita macchina da guerra e lo si vede a cominciare dalle spaziature difensive. E così l’abnegazione del croato si trasforma in uno snervante girovagare a vuoto.

Aspirante giornalista sportivo, gioca a pallacanestro con soddisfacente insuccesso. Nichilista e assiduo divoratore di libri. Ama il mare d'inverno.

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