2 min readChe fine hanno fatto: Volpi e Poggi, gli introvabili

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26 Maggio 2015 Off Di Germano Cipriano

Nel 1997, la TOPPS (nota marca di caramelle,gomme da masticare) creò un nuovo prodotto: delle gomme da masticare al gusto fragola. La particolarità stava nel fatto che a ogni gomma uscivano tre mini figurine di calciatori del Campionato di Calcio di Serie A. In ogni bar potevi ricevere gratis il mini album per incollare le tue figurine. Il prodotto ebbe un successo notevolissimo, tutti i ragazzini dell’epoca erano affascinati da questo nuovo modo di collezionare le figurine. Gli album iniziarono a riempirsi, ma a tutti (o perlomeno alla stragrande maggioranza) mancava la figurina di due calciatori: Volpi e Poggi. I ragazzini spendevano tutte le paghette alla ricerca disperata dei due desaparesidos, ma era praticamente impossibile trovarli. Il mistero venne svelato qualche anno più tardi quando la TOPPS, chiamata in causa dalla trasmissione televisiva Mi Manda Lubrano in seguito alle proteste dei consumatori, ammise di aver stampato le due figurine in tiratura limitata: non più di 100 copie. Ma adesso che fine hanno fatto gli introvabili calciatori? Ripercorriamo brevemente la carriera e lo scopriremo.

Sergio Volpi è cresciuto calcisticamente nel Brescia ma la sua prima esperienza di rilievo la trascorre nella Carrarese in C1 nella stagione ’94/95. La stagione successiva torna al Brescia ma non riesce ad imporsi e viene quindi ceduto al Bari (neopromosso in serie A) dove rimane per due anni. Nell’estate del 1998 passa al Venezia dove incontra l’allenatore che più di tutti lo stima, Walter Novellino. Rimane in veneto due anni, poi segue Novellino prima al Piacenza e poi alla Sampdoria dove rimarrà per sei stagioni. Nel 2008 viene ingaggiato dal neopromosso Bologna, contribuendo alla salvezza. L’anno successivo passa alla Reggina dove ritrova il suo maestro, Novellino. Chiude la carriera nel 2011, con la maglia del Piacenza.

Paolo Poggi inizia a giocare con la squadra della sua città natale, Venezia. In laguna rimane per tre stagioni per passare nel 1992 al Torino, dove contribuisce alla conquista della Coppa Italia nella stagione ’92/’93. Nell’estate del 1994 passa all’Udinese in Serie B, club con il quale vive il momento più alto della sua carriera. Durante la prima stagione i suoi 11 gol valgono la promozione nella massima Serie. Successivamente, l’arrivo sulla panchina dei bianconeri di Alberto Zaccheroni dà una svolta alla sua carriera e a quella della società bianconera. Insieme ai compagni di reparto Bierohoff e Amoroso trascina l’Udinese al quinto posto, piazzamento che vale la storica qualificazione alla Coppa Uefa. L’avventura di Poggi in bianconero dura fino al gennaio del 2000, quando passa alla Roma di Capello, ma la permanenza nella Capitale non è delle più felici e dopo un solo anno viene girato al Bari. A Bari si toglie la soddisfazione di entrare nella storia della Serie A per aver realizzato il gol più veloce di sempre: 8 secondi e 5 decimi. Ma questo non basta per evitare la retrocessione del club pugliese. Prima di appendere definitivamente le scarpette al chiodo girovaga ancora tra Venezia, Ancona e Mantova (con i qauli ottiene anche una storica promozione in Serie B).

Ma che fine hanno fatto? I due ex calciatori ancora oggi “vivono” di calcio. Il primo, Sergio Volpi, è tornato a Brescia e allena i giovanissimi della società lombarda. Il secondo, Paolo Poggi, ha prima provato con l’imprenditoria aprendo un bed & breakfast a Venezia, ma poi ha ceduto al richiamo del campo ed ha accettato il ruolo di responsabile dell’Accademy dell’Udinese.

 

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