Champions League: Roma, sfortuna galactica. I Blancos passano con Ronaldo e Jese

Nella cornice di un ritrovato Stadio Olimpico al completo (circa 60mila spettatori), Roma e Real Madrid si sono date battaglia per l’andata degli Ottavi di finale di Champions League. I padroni di casa partono naturalmente sfavoriti e presentano una formazione abbastanza inedita con De Rossi e Dzeko out per far posto a Vainquer e ad un Perotti versione falso-nueve. Il Real ritrova due importanti giocatori che erano dati per assenti certi, Sergio Ramos e Marcelo, ma devono far a meno del talento gallese Bale in avanti, dove Benzema e Ronaldo vengono schierati in coppia.

I primi 15 minuti sono più equilibrati di quanto ci si potesse aspettare, gli ospiti controllano il gioco ma la Roma non molla di un centimetro e tenta di ripartire in velocità. Proprio allo scoccare del quarto d’ora si ha la prima offensiva giallorossa con Salah che serve El Shaarawy che, magistralmente ostacolato dalla difesa, spara alto al limite dell’area piccola.
Il Real comincia ad aumentare la pressione e la velocità delle sue giocate d’attacco, mettendo in seria difficoltà la difesa romanista e dando l’idea di poter sfondare da un momento all’altro. Comunque non si registrano giocate degne di segnalazione, tanto che i padroni di casa riacquistano coraggio e ripartono più volte pericolosamente in contropiede con l’egiziano Salah che però non riesce mai a finalizzare.

Nella ripresa il Real torna in campo con la solita verve offensiva e sblocca il risultato al 10′ col solito Ronaldo che rientra sul destro e beffa Szczesny sul secondo palo, complice anche una deviazione (forse decisiva) di Florenzi. Poco prima la Roma aveva avuto una buona occasione con El Shaarawy che si invola verso la porta ma viene fermato dal portiere Navas in uscita, il replay evidenzia un tocco prima sul giocatore e poi sulla palla ma le proteste non sono eccessive.
I giallorossi comunque non si perdono d’animo, al 70′ Salah serve un’ottima palla a Dzeko ma Varane è perfetto a intervenire all’ultimo istante. Due minuti dopo lo stesso bosniaco serve di sponda Vainquer che sfiora il gol della vita calciando di controbalzo ma la palla finisce fuori di pochissimo.
Le squadre sono lunghe e la partita si riapre diventando molto bella e divertente, a 15 dalla fine il Real rischia di raddoppiare prima con Ronaldo e poi con Benzema ma i loro colpi di testa insidiosi non centrano la porta.
All’80 è ancora Dzeko a rendersi protagonista girando di sinistro verso la porta con Varane che riesce a sporcargli il pallone e a mandare la palla fuori di poco. Qualche minuto dopo l’arbitro si rende protagonista di due episodi molto dubbi: uno su Florenzi che viene atterrato in area di rigore in maniera abbastanza netta col direttore di gara che non ravvisa nessuna infrazione, poi su Salah che viene fermato fallosamente da Sergio Ramos ma riesce comunque ad involarsi verso la porta in 1 vs 1 con l’arbitro che opta per fischiare il fallo commesso praticamente a metacampo.
Un minuto dopo Jese Rodriguez corre sulla fascia, Digne indietreggia troppo e lo lascia entrare in area di rigore, l’esterno incrocia perfettamente sul palo più lontano e fissa il risultato sullo 0-2.

Questo passivo sembra eccessivo per quanto di buono espresso dalla Roma: i giallorossi concedono sicuramente qualcosa in difesa ad avversari nettamente più forti, ma poi sono molto sfortunati in chiave offensiva dove tutto gira a loro sfavore. D’altra parte il Real si ritrova con la qualificazione praticamente già in tasca, giocando una partita a livelli non proprio altissimi. Comunque i blancos riescono a sbloccare la partita grazie alle fortissime individualità e a portarla a casa con la rete inviolata.

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