Camillo Ciano è un goleador

“Prendilo, è decisamente forte”. Di chi stiamo parlando? Il suo nome è Camillo Ciano; la sua professione invece è quella di attaccante del Frosinone. Che poi, nonostante Ciano nasca come attaccante, costantemente gli allenatori che lo hanno avuto sotto le loro grinfie hanno cercato quanto più possibile di spingerlo davanti alla porta per farlo segnare ancora di più. Gol che ha sempre segnato e mai da centravanti puro: trequartista, esterno offensivo, seconda punta in appoggio; nessuno lo ha mai ostacolato.

Classe ’90, professione goleador: nelle ultime 4 stagioni è sempre andato in doppia cifra (17,14,17,16) e lasciamo ai frequentatori di bar e pub frasi del tipo “Eh ma in Serie B sono capaci tutti di fare gol” o addirittura la tanto ridondante “Ora vediamo cosa farà in Serie A…”. Giochiamoceli al Lotto questi numeri, sia mai che ci porteranno fortuna. Nel frattempo, mentre siamo in ricevitoria, pensiamo a Ciano che a 28 anni si è conquistato la Serie A, dopo aver lottato ovunque e contro chiunque. Avendola solo sfiorata, fin da sempre. Eccolo qui.

Vero, vedremo. Otto partite disputate, 3 gol all’attivo per il Frosinone. Due sono suoi. Che grandi statistiche si potrebbe dire, ma nulla è casuale. Ciano è chiamato ad una grande missione, nel suo primo anno in Serie A: salvare il suo Frosinone dalla retrocessione. Di questo, oggi, si deve parlare. La squadra non ha iniziato con il passo giusto questa nuova avventura nella massima serie. Il nuovo stadio è un bel regalo per la città e per i suoi tifosi, ma di miracolo bisogna parlare e molto passerà per il Benito Stirpe new style. Tale è, davanti stanno correndo tutte e nella zona bassa della classifica nessuno si risparmierà.

La sfida con l’Empoli profuma di pura salvezza. Uno scontro diretto che già ad ottobre potrebbe significare dentro o fuori, quasi. Ciano è pronto. Durante la pausa per le nazionali si è parlato molto di lui. Il mister Moreno Longo, vedi sopra, ha cercato di sistemarlo sempre più da punta. Lui ha ricambiato con una prestazione di livello contro la Viterbese, aprendo le marcature per i suoi con una punizione da playstation che è valsa il momentaneo pareggio. Niente di più casuale, anche in questo caso: il suo sinistro magico (definizione da copyright) non si scopre di certo ora, è poesia per chi ha potuto seguirlo fin da sempre, nei prestiti nelle squadre di provincia (nessuno ce ne voglia…) illuminati da classe ed eleganza, unite a tantissima umiltà.

Ramazzotti cantava “Ma tu chi sei? Un angelo disteso al sole…” campo amoroso, ma Ciano di romanticismo ne ha diffuso e tanto. Per i nostalgici del calcio che fu e di quello che sarebbe potuto accadere, ecco che Camillo avrebbe potuto essere un Insigne, che storia! I due sono cresciuti insieme nelle giovanili del Napoli. Insigne è poi sbocciato, fino a diventare il pupillo del tifo partenopeo. Ciano ha sempre e solo sfiorato quello che il suo compagno di squadra ha realizzato. Durante il periodo azzurro ha fatto avanti e indietro da Castel Volturno. Nemmeno il tempo di apprezzarne le bellezze paesaggistiche che un prestito era già pronto dietro l’angolo. Il Napoli lo ha girato a Lecco, Cavese, Crotone, Padova e Avellino. Il fiato finisce a pronunciarle tutte di seguito, figurarsi quanto ne è mancato ad un ragazzo che ogni anno sperava di rimanere a giocare con Cavani prima e Higuain poi. Mica pizza e fichi, si dice così no?

Saranno poi i calabresi ad investire su di lui, subito dopo l’acquisto da parte del Parma. Prestito biennale (che diventerà solo uno in seguito al fallimento della società parmigiana) e poi acquisto. Nella prima stagione ha deliziato il suo pubblico con 14 reti. Da quel momento, in aggiunta all’approdo a titolo definitivo al Crotone, non si è più fermato. La stagione successiva però è andato in prestito al Cesena, terra in cui non ha deluso le aspettative. Le qualità sono emerse definitivamente, grazie alla costanza e all’appoggio di società che hanno creduto in lui, fino a valorizzarne in toto il giocatore e la persona. Due stagioni da 73 presenze e 31 reti, prima di passare al Frosinone per accompagnarlo a suon di gol (16 considerando anche le gare dei play-off) in Serie A. 

Il salto di categoria ha nascosto le potenzialità di un gruppo che sì, soffrirà, ma lotterà senza ombra di dubbio. Lo ha fatto contro squadre molto più grandi: Lazio, Torino, il Genoa di Piatek e la Juve di Ronaldo. Ciano ha sempre fatto bella figura. Partite complicate per le big che hanno trovato davanti una squadra organizzata e con idee. Il bello del nostro campionato: nessuna squadra ha già perso in partenza.

Ciano e il Frosinone ripartiranno dal lunch match della nona giornata di Serie A. Chissà se Longo schiererà davvero Ciano come punta. Il bello sarà vedere cosa succederà. Di certo non mancheranno i gol: come sono arrivati prima, arriveranno anche adesso. Non sarà facile, ma per il giocatore di Marcianise può e dovrà essere la sfida più grande della sua carriera. Una storia da raccontare a tutti quelli che smettono di credere ai sogni quando gli ostacoli diventano tanti e ripetitivi. Come dice Mengoni (scusate, questo sto ascoltando in questo momento…): “La meta non è un posto, ma è quello che proviamo e non sappiamo dove e né quando ci arriviamo”. E noi non vediamo l’ora di capire come finirà…

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