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Il mercato di gennaio è una brutta bestia, perché è difficile rivoltare una stagione in un arco di tempo limitato, è più facile fare piccoli aggiustamenti. Grosse operazioni a gennaio si contano sulle dita di una mano, ma in Serie A possiamo comunque fare una classifica dei top e i flop del mercato di riparazione del nuovo millennio:

TOP FIVE 1) Mario Balotelli dal Manchester City al Milan (2013) – L’operazione più importante degli ultimi anni a gennaio. Mario torna in Italia e con 12 gol in 13 partite, molti su rigore, trascina il Milan alla Champions League. L’avventura coi rossoneri sarebbe durata poco, ma Balotelli è il motivo principale per cui il club milanese giocò la Champions l’anno successivo e probabilmente quel traguardo, assieme alla finale dell’Europeo 2012 raggiunta pochi mesi prima, è lo zenit della carriera dell’eterna promessa del calcio italiano.

2) Radja Nainggolan dal Cagliari alla Roma (2014) – La Roma soffia ad altre big italiane quello che oggi è uno dei centrocampisti più forti in Italia. Una polizza prima per affrontare l’infortunio di Strootman, poi in questa stagione dove il belga-indonesiano è l’intoccabile del centrocampo giallorosso. Un’operazione difficile, come tutte le trattative che coinvolgono il Cagliari, una formazione che ha sempre fatto pagare i suoi gioielli. E che costringerà la Roma a sborsare ancora oggi una cifra importante per avere il 100% del cartellino di Radja.

3)Edinson Cavani dal Danubio al Palermo (2007) – Rino Foschi preleva Cavani con un colpo da maestro nella sessione del 2007, chiudendo tutto nella notte dopo averlo nascosto per tutta Milano. Un’operazione da cinque milioni ma in tono minore, perchè il Palermo sta cercando un sostituto per Amauri infortunato e ha comprato all’estero prelevando Radoslaw Matusiak dal Belchatov e Edinson Cavani dal Danubio. Cavani fa qualche tribuna, sulle prime gioca Matusiak, poi “El Matador” esordisce contro la Fiorentina: da lì, il gol d’antologia ai viola e la parabola nel grande calcio dell’uruguagio. Il resto è storia. 4

) Mateo Kovacic dalla Dinamo Zagabria all’Inter (2013)  – Operazione importante per l’Inter che sta pagando i dividendi proprio in questa stagione. Il croato ci impiega un po’ per ambientarsi e passa da tanti, troppi allenatori in questi anni in Italia. Il talento è indubbio, anche se impiega troppo tempo a sbloccarsi e a realizzare la prima rete in Italia. Ma il futuro è del fantasista nerazzurro.

5) Dejan Stankovic dalla Lazio all’Inter (2004) – Deki passa all’Inter dopo una burrascosa querelle di mercato che vede coinvolta anche la Juve. I nerazzurri lo strappano alla concorrenza e guadagnano un perno del loro centrocampo per anni a venire, approfittando di una Lazio in evidente burrasca societaria.

FLOP FIVE 1) Mario Jardel dal Bolton all’Ancona (2004) – Quando il 19 gennaio 2004 Mario Jardel arriva ad Ancona per salvare una squadra all’irrimediabile ultimo posto in classifica, è il fantasma di se stesso. Reduce da un burrascoso divorzio, in preda a depressione cronica da anni, non è più il bomber di un tempo ed è decisamente appesantito. Il più grande highlight della sua parentesi marchigiana è proprio la presentazione: si gioca Ancona-Perugia e Mario, in borghese, vuole salutare i suoi nuovi tifosi andando verso la curva biancorossa. Peccato che entrambe le tifoserie quel giorno avessero gli stessi colori: il bomber saluta per sbaglio i tifosi perugini, prima del provvidenziale intervento del team manager Gianluca Petrachi che lo indirizza verso la curva giusta. L’epitome dell’iniziare col piede sbagliato.

2) Edmundo dal Santos al Napoli (2001) – “O’ Animal” era già passato dall’Italia, a Firenze, seminando tempesta e facendo impazzire Trapattoni. Ci riprova, dopo 26 reti in 36 presenze nel Brasilerao, il Napoli che nel 2001 sta cercando disperatamente di salvarsi. Missione impossibile: 4 reti in 17 presenze, partenopei in B, fine della carriera in Italia del brasiliano.

3) Abel Xavier alla Roma (2005) – Sbarca alla Roma con un contratto a gettone, rischio a basso costo, come tanti a gennaio. Colleziona tre presenze e viene ricordato più per le sue capigliature strane che per le sue giocate in campo. Giocatore di culto per un club che già l’aveva fatta grossa nel 1999, quando a gennaio prese Fabio Junior per 30 miliardi ignorando la richiesta di Zeman, che alla società aveva chiesto un certo Andriy Shevchenko.

4) Lo Monaco e i sudamericani del Palermo (2013) – Il Palermo in crisi nera si affida all’ex ds del Catania Lo Monaco per salvarsi. Arrivano giocatori italiani come Sorrentino, un Dossena in fase calante e il discontinuo Fabbrini. Ma soprattutto, con una serie di operazioni che fanno inarcare tante sopracciglia, c’è una colonia di stranieri: Boselli, ex Genoa, l’oggetto misterioso Sperdutti, gli ex Premiership Formica e Faurlin, il portoghese Nelson. Nessuno lascia il segno: lo stipendio da oltre un milione di Nelson rimane sullo stomaco ai rosanero sino alla scorsa estate; Formica segna un gol a Verona, poi il nulla; Boselli, eroe del derby della Lanterna tempo addietro, sbaglia una sfilza di gol facilissimi. Il Palermo giustamente retrocede,Lo Monaco incassa e torna al suo Messina.

5) Nicholas Anelka dallo Shangai Shenhua alla Juventus (2013) – La Juve non ha mai avuto un gran feeling col mercato di gennaio, sin dai tempi dell’operazione Pablo Esnaider (1999). Nel 2013 alla corte di Conte arriva Anelka: è un flop annunciato. Il francese gioca spiccioli, ma può tornare a casa dicendo di aver vinto uno Scudetto in bianconero. I sei mesi più inutili della storia.

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