Questo è il calcio greco bellezza

L’ennesima scellerata pagina del calcio greco è stata scritta ieri sera al Toumba Stadium di Salonicco. Nei minuti finali del big match della venticinquesima giornata della Super League tra i padroni di casa del PAOK ed i gialloneri di Atene dell’AEK, l’arbitro dell’incontro, il sig. Georgios Kaminis, si è visto costretto a sospendere la gara in virtù del putiferio scoppiato in seguito alla sua decisione di annullare per fuorigioco la rete dei padroni di casa siglata da Fernando Varela.

Un gol che, se convalidato (come effettivamente avvenuto due ore più tardi da parte dello stesso direttore di gara), avrebbe sbloccato il match, in quel momento fermo sullo 0-0, e probabilmente consegnato la partita ai padroni di casa del PAOK che così si sarebbero portati a ridosso dell’AEK capolista a cinque giornate dal termine del campionato.

Ma il calcio greco, si sa, è pervaso da un’eccessiva dose di follia (e corruzione e violenza). Così il gol annullato da Kaminis ha scatenato le proteste del pubblico di casa e soprattutto del presidente dei bianconeri, Ivan Savvidis, che non ha trovato niente di meglio da fare se non invadere il campo, armato ed accompagnato da quattro nerborute guardie del corpo, per ritirare i suoi dal terreno di gioco non prima però di aver minacciato verbalmente l’arbitro ed averlo ulteriormente intimidito mostrandogli una pistola fortunatamente riposta nella fondina. Un episodio che ha sconvolto più il resto d’Europa che la Grecia stessa, per certi versi quasi abituata a certi episodi.

 

La decisione odierna di sospendere il campionato fino a data da destinarsi annunciata dal Ministro dello sport ellenico Giorgos Vasiliadis non è infatti una novità per la Super League greca che negli ultimi anni ha già registrato diversi stop imposti dal governo per episodi legati a corruzione, scommesse e violenza diffusa.

Nella sola storia recente della Super League ellenica si contano infatti una sospensione nel 2014 a seguito della morte di un tifoso seguita a distanza di due mesi da un nuovo stop per un’aggressione subita da un direttore di gara di prima divisione. Poi, nel 2015, ci si è nuovamente fermati a causa dei violenti scontri tra polizia e tifosi del Panathinaikos in occasione del derby di Atene giocato contro l’Olympiacos. L’ultimo stop al campionato prima di quello decretato oggi risale, infine, al 2016 quando la Super League è stata temporaneamente sospesa dopo l’incendio doloso all’abitazione di Georgios Bikas, presidente dell’associazione arbitrale greca.

Il PAOK in questa stagione è stato già protagonista di un altro episodio che ha portato alla sospensione del match con i biancorossi dell’Olympiacos. La causa è stata il lancio di un oggetto che ha colpito l’allenatore della squadra di Atene, Oscar Garcia. Pare si trattasse di un rotolo di carta di quelli usati per le coreografie. Il gesto è stato sanzionato con lo 0-3 a tavolino a favore della squadra del Pireo; decisione che ha allontanato il club di Salonicco da un titolo che manca dalla stagione 1984-1985 e che mai come quest’anno sembrava a portata di mano.

 

E’ forse per questo motivo che il presidente del PAOK Ivan Savvidis, 58enne oligarca russo di origini greche, ieri sera ha perso la testa. Le autorità greche gli hanno dato tempo fino a questa sera per ritrovare il senno. Il numero uno dei bianconeri di Salonicco è infatti irreperibile da ieri notte. Una fonte della polizia greca ha rilevato che Savvidis è ufficialmente ricercato per “flagrante violazione della legge sportiva. Nel quadro di una specifica procedura, se entro mezzanotte si manterrà irreperibile, sarà perseguito secondo la normale legislazione”.

Caos, scene di ordinaria follia e campionati decisi più a tavolino che in campo. Questo è il calcio greco bellezza!

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