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Dinamismo, coerenza, programmazione e precisione sono elementi essenziali del nuovo Cagliari di Rolando Maran. La formazione sarda si è mossa decisamente tanto nell’ultimo mercato estivo, portando a compimento cessioni importanti ed entrate degne di nota. Da Cagliari, direzione Milano, il primo a partire è stato Nicolò Barella, che sapeva già da tempo di aver concluso la sua avventura in rossoblu. Un addio lussuoso, che complessivamente donerà al sodalizio di Giulini una cifra vicina ai 45 milioni di euro, tra costo del prestito e riscatto a fine stagione. Si tratta della cessione più onerosa della storia del club e val la pena rimarcarlo.

Chi seguire del Cagliari 2019/20

Cagliari players training
Fonte: Facebook Cagliari Calcio

Barella era il primo gioiellino da piazzare e, per ciò che aveva fatto vedere nelle ultime stagioni, il salto di qualità appariva soltanto come una logica conseguenza. La porta d’uscita è stata varcata anche da Filippo Romagna, difensore centrale ceduto in prestito con diritto di riscatto al Sassuolo, che lo seguiva da diverso tempo. Una scelta giusta per farlo crescere e giocare visto l’affollamento nel pacchetto arretrato. Sarà solo da ricavare la cifra più alta possibile dal suo riscatto, o riprenderlo se le sue prestazioni superassero le aspettative. Un salto di qualità il Cagliari l’ha fatto sul fronte acquisti, aggiudicandosi le prestazioni di Nandez, Rog e Nainggolan. Tre centrocampisti per rimpiazzarne uno solo.  Mica male se a questi aggiungi il riscatto del giovane attaccante Cerri dalla Juventus, l’arrivo di Simeone dalla Fiorentina e quello di Olsen dalla Roma in prestito.

Operazioni concrete, che hanno anzitutto lo scopo di far risalire il Cagliari verso posizioni migliori dopo le ultime amare stagioni, in cui la salvezza è stata raggiunta soltanto al rush finale. Maran sa bene che ha anche il compito di valorizzare giovani talenti, la risorsa pratica di ogni club. Barella è l’esempio da seguire a memoria, in ogni caso, con l’auspicio di poter prima beneficiare delle prestazioni del giovane per poi ricavarne un profitto da reinvestire in altre promesse. Un circuito che a Cagliari sta iniziando a funzionare, e che il presidente Giulini senza ombra di dubbio continuerà ad alimentare.

Gli isolani possono veramente stupire?

Nainggolan back to Cagliari
Fonte: Facebook Cagliari Calcio

Un’altra questione rilevante è quella dell’impianto di gioco. Attualmente il Cagliari disputa le proprie partite interne alla Sardegna Arena, costruita nel 2017 e gestita dal Comune, che ha comunque dato in concessione alla società rossoblu il terreno dove sorge il vecchio Sant’Elia per erigere un nuovo stadio. La Sardegna Arena si trova a pochi passi dal vecchio stadio, che verrà demolito nel 2020 per lasciare spazio ad una nuova e moderna struttura che verrà gestita autonomamente dal Cagliari. Sarà il quinto stadio di proprietà in Serie A, dopo l’Allianz Stadium (Juventus), il Mapei Stadium (Sassuolo), la Dacia Arena (Udinese) e l’Atleti Azzurri d’Italia (Atalanta). Innovazione che combacia perfettamente con trasformazione e modernità, due dogmi che in Sardegna stanno diventando autentiche regole da seguire alla lettera.

Ricapitolando, il Cagliari ha a disposizione una rosa competitiva per poter ambire a posizioni di media-alta classifica, nonostante i primi due scivoloni in campionato contro Brescia ed Inter. I ko pesano per il fatto di non aver raccolto ancora un punto, ma fanno testo a metà per ciò che i ragazzi di Maran hanno concesso al pubblico: un gioco interessante, moderno e pieno di idee.  Gli step sono segnati: valorizzazione di giovani da lanciare ed integrare in rosa e costruzione dell’impianto di proprietà, il passo definitivo per raccogliere al meglio tutto ciò che si sta seminando in Sardegna. La città e i tifosi attendono il grande ritorno del Cagliari, quello che nei prossimi anni potrebbe diventare l’esempio da seguire nel nostro calcio, com’è stato tempo fa con il Sassuolo di Eusebio di Francesco e come sta accadendo ancora oggi con l’Atalanta di Gasperini.

Il tempo ci darà ragione o torto, nel frattempo basta sedersi e guardare questa squadra giocare semplicemente a calcio, la cosa più appagante e facile da compiere per un tifoso o un appassionato.

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