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Spesso il calcio balza all’onore (e agli orrori) delle cronache per i frequenti episodi di razzismo, cori beceri negli stadi o intolleranze gratuite riversate su determinate tifoserie. Spesso, certo, ma non sempre: a volte il calcio indossa la propria veste migliore, ricorda a se stesso di non essere semplicemente un gioco e riesce perciò a far emergere ciò che di più puro risiede nell’anima dei tifosi, divenendo così un prezioso momento di aggregazione e condivisione.

E’ ciò che è accaduto all’Iduna Park nel corso del match che ha visto fronteggiarsi il Borussia Dortmund guidato daTuchel e il Mainz, beffato sul risultato di 2-0 in seguito alle reti firmate da Marco Reus e Kagawa. Non c’è stato però spazio per festeggiare e celebrare, come sempre avviene, un successo casalingo dal sapore particolare e reso ancor più importante dalla rincorsa all’eterno avversario del Bayern Monaco, ora lontano di appena cinque lunghezze alla vetta della classifica. La mente ed il cuore degli spettatori presenti nell’autentica fortezza del Borussia, sono stati catturati da ciò che si è verificato sugli spalti più che dalle imprese compiute dai loro beniamini in campo: un tifoso ottantenne del Dortmund è stato infatti colto da un improvviso arresto cardiaco ed è deceduto tra il terrore e la solidarietà dei presenti. A nulla sono valsi i seppur rapidi soccorsi ed i tentativi di rianimarlo: il sostenitore giallonero non è riuscito a salvarsi come è invece fortunatamente accaduto ad un altro tifoso del Borussia, anch’egli colpito poco dopo da infarto.

Nel giro di pochi ma interminabili istanti, sull’Iduna Park, celebre per essere uno degli stadi più caldi d’Europa, è calato un irreale sipario di rispettoso silenzio: in un’atmosfera rarefatta e quasi spettrale nella sua religiosità, i tifosi hanno smesso di intonare cori ed anche i sostenitori del Mainz si sono stretti in un sincero cordoglio riavvolgendo le bandiere nella perplessità più profonda dei calciatori, costretti quasi a giocare in una sorta di indifferenza generale. Lo stesso Marco Reus, uomo del match insieme a Kagawa, dapprima turbato dal loro comportamento, ha poi desiderato elogiare la solidarietà dei tifosi: “Una situazione che, all’inizio, ci aveva fatti un po’ innervosire perché non ne comprendevamo la ragione. A fine match, il nostro allenatore ci ha raccontato l’accaduto e a quel punto il calcio è passato in secondo piano”. Anche il club giallonero, mediante un comunicato ufficiale divulgato sul proprio profilo Twitter si unisce al dolore: “Ci sono cose più importanti del calcio. RIP”.

Un’iniziale incomprensione che è dunque sfumata immediatamente tramutandosi in un gesto di grande solidarietà al 90′ quando, a match ultimato, i giocatori del Borussia, preso atto dell’accaduto, si sono recati sotto la curva dei propri sostenitori unendo le loro voci al canto di “You’ll never walk alone”, dedicata al tifoso appena scomparso. L’Iduna Park si è così vestita, in uno dei momenti sicuramente più emozionanti della propria storia, dei suoi colori più belli, i colori della solidarietà. In uno stadio che riecheggia e si esalta ogni domenica, quelle parole hanno assunto un significato particolare: la consapevolezza che il calcio unito ad un tifo sano può essere il modo migliore di dare l’esempio.

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