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Domani sera, per la 248esima volta, Porto e Benfica disputeranno “O clascico”, il derby più sentito e dalla rivalità più accesa del Portogallo. Mai come quest’anno questa gara vale una stagione. In palio infatti, quando al termine del campionato mancano otto giornate, c’è il primato. Le due squadre sono al momento divise in classifica da un solo punto, cosa che consente al Benfica di avere 2 risultati su 3 a disposizione. Ma c’è da stare certi che nessuna delle due compagini giocherà per il pareggio.

Essendo i club delle due maggiori città portoghesi, la rivalità tra Benfica e Porto trascende i confini sportivi ed assume anche i contorni del duello territoriale. Le due società sono le più titolate della Primeira Liga. Ma l’accesa rivalità ha anche radici politiche. Agli inizi del XX secolo, infatti, Lisbona e Oporto si sono contese il ruolo di Capitale della nazione durante il grande sviluppo economico ed industriale e l’avanzata della nuova politica democratica che insidiava il Paese. Ad oggi, sembra più il Porto, e la sua tifoseria, ad aver mantenuto questa scissione politica netta, ed entrambe contano tantissimi club di tifosi sparsi per tutto il Portogallo. Nelle 165 gare giocate fino ad adesso, il Benfica ha ottenuto 98 vittorie, contro le 91 del Porto (58 i pareggi). Ma i biancoblu detengono il record di 5 campionati consecutivi vinti tra il ’95 ed il ’99. Sempre il Porto detiene il maggior numero di competizioni europee vinte (7) mentre il Benfica è fermo a 5 trofei internazionali complice la maledizione di Guttmann. I Biancorossi, dal canto proprio, sono riusciti nella storica impresa di vincere nel 2014 tutte e quattro le competizioni nazionali.

Nonostante l’accesa rivalità non sono mancati scambi di giocatori tra club nel tempo. Molti sono stati infatti i casi di giocatori che hanno vestito entrambe le casacche. E come da tradizione quando in ballo c’è una tale rivalità, tutti vengono considerati dei traditori dalle proprie ex tifoserie. Il primo fu Carlos Alhinho, che nel ’76 passo dal Porto al Benfica. Tra i più famosi ricordiamo anche Paulo Futre, che a dire il vero passo in un primo tempo dal Porto all’Atletico Madrid, salvo poi tornare in Portogallo con la maglia del Benfica. Chi fece il passaggio inverso, furono invece Maniche e Deco, mentre l’ultimo, in ordine temporale a passare dal Benfica al Porto è stato Maxi Rodriguez nel 2015.

Lotta per il titolo e gioielli in bella vista

Come già detto, le due squadre si giocano una bella fetta del titolo nazionale. Al momento il Benfica prova a difendere il punto di vantaggio con le unghie e con i denti. Saranno probabilmente gli scontri diretti a fare la differenza al momento di tirare le somme del campionato anche perché le altre contendenti della Liga non sembrano in grado di togliere punti o dare scossoni al torneo. La terza forza, al momento lo Sporting, dista ben 10 punti dalla testa della classifica ed ha ben 8 punti di vantaggio sulla quarta, quel Braga che qualche anno fa riuscì anche a vincere il Torneo ed a fare buona figura in Champions League.

In parte questa scarsa competitività è anche legata ad una linea che è sempre più orientata alla valorizzazione dei giovani. Da quando il campionato portoghese è salito alla ribalta per aver portato alla luce talenti del calibro di Cristiano Ronaldo, Di Maria, Falcao o Jackson Martinez, l’attenzione sui settori giovanili è stata notevolmente aumentata. E molti club di prima fascia in Europa sono già pronti a darsi battaglia nel prossimo mercato estivo per portare in rosa alcuni calciatori messisi in mostra in questa stagiokne. Primo di questa lista non può non essere il gioiellino classe ’97 del Porto Ruben Nieves. Mediano dal grande fisico, già con presenze in Champions League è sicuramente il centrocampista del futuro. Abile palla al piede ma anche a interdire. Molto duttile ed anche con il vizietto di gol pesanti. Interessante anche il profilo di Pedro Pereira, che non è una novità per il nostro calcio visto i sei mesi giocati con la Samp nello scorso torneo. Il terzino ha una grande gamba ed una buona capacità di servire cross importanti. Sempre nella squadra di Lisbona gioca un attaccante, classe ’99, del quale presto sentiremo parlare: Jose Gomes. Nonostante la giovanissima età, ha già esordito in Champions e da la sensazione di essere fisicamente immarcabile. Occhi puntati anche su Otavio del Porto, che ha già avuto contatti anche la Juve, centrocampista molto forte e dai piedi molto educati. Nel Vitoria Setubal, invece, gioca un difensore centrale che è titolare dell’Under21 portoghese. Fedrerico Venancio. Su questo ragazzo, 23enne già molto esperto e con molte partite da titolare alle spalle, hanno messo gli occhi alcune società spagnole.

Plusvalenze da capogiro

Oltre ad essere regine dal punto di vista sportivo, Benfica e Porto si contendono un altro primato di altissima importanza. Sono infatti le due società che realizzano le maggiori plusvalenze nella vendita dei baby fenomeni. Se pensiamo che negli ultimi sei anni, ad esempio, il Benfica vendendo Axel Witsel, Angel Di Maria, Rodrigo, Fabio Coentrão, Lazar Markovic, David Luiz, Enzo Perez e Nemanja Matic ha totalizzato quasi 200mln di € di plusvalenza, questo fa capire la capacità e gli investimenti sulle fasi di scouting della società di Lisbona. Non è da meno il Porto che vendendo calciatori del calibro di James Rodriguez, Radamel Falcao, Eliaquim Mangala, Hulk, Jackson Martinez, Anderson, Danilo e Ricardo Carvalho ha guadagnato quasi 40mln in più dei cugini. E’ indubbio, quindi, che gli osservatori delle due società sono tra i migliori in circolazione, e nonostante la vendita costante di talenti, la capacità di ricircolo del denaro e di investimenti mirati, porta comunque le due società a primeggiare sia a livello nazionale che a livello europeo.

Articolista con passione per lo sport. Tifo Messina da quando parlo e sono trapiantato al Nord per esigenze lavorative.

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