6 min readArsenal-Olympiakos è uno spot per l’EL

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28 Febbraio 2020 Off Di Matteo Albanese

Alla fine, in fondo, ogni film è composto da fotogrammi. La sfida dell’Emirates, ieri sera, non fa eccezione: il loro affiancamento – in ottica gestaltista – ha prodotto un risultato che è più della somma delle singole parti. La punizione alzata da Pépé sopra la traversa (22’). Il contropiede con cui Mady Camara, peccando di egoismo, ha tentato una conclusione velleitaria anziché premiare la corsa di Randjelović (37’). Il colpo di testa di Cissé (53’), perentorio, abile nello sfruttare il corridoio lasciato scoperto dalla difesa a zona degli uomini di Arteta. Un secondo tempo sornione, prima del secondo supplementare da cardiopalmo: traversa di Masouras a disegnare incubi sul cielo di Londra, rovesciata di Aubameyang a scacciarli, tocco di El Arabi sullo scoccare del 120’ ad ammutolire l’Emirates. All’ultimo, una colossale occasione fallita dal gabonese.

Che la serata si fosse incanalata su binari favorevoli, l’Olympiakos l’aveva intuito. «Domani, ci saranno molti greci (alcuni dicono 10mila, Marinakis ha detto 6mila, ndr) a tifare Olympiakos e tutti noi che siamo qui siamo intenzionati a fare il possibile» aveva spiegato in conferenza Pedro Martins. Se però l’Arsenal era avvantaggiato dalla pausa prevista dal calendario di Premier League, la Federcalcio ateniese non era stata altrettanto concessiva coi biancorossi de Il Pireo, cui – ironia della sorte – il calendario aveva imposto quattro giorni prima (il 23 febbraio) uno scontro diretto a Salonicco contro il PAOK campione di Grecia. Qui, un autogol di Giannoulis al 49’ era stato sufficiente, ma il rischio di pagar dazio allo sforzo era palese.


Arsenal-Olympiakos
Fonte: pagina Facebook Olympiakos

Sulle ali dell’entusiasmo dopo la rete di Cissé al 53’ (le immagini mostrano una minima deviazione a spostar la traiettoria di un cross, partito dal sinistro di Valbuena, divenuto perfetto per l’inserimento del senegalese), ai greci non è per poco riuscito il bis al 57’, con un saggio del talento di Kostantinos Tsimikas distillato in una percussione per vie centrali con dribbling e conclusione di sinistro del classe ’96 che Leno è riuscito a deviare dallo specchio. A quel punto, in uno scenario di sostanziale equilibrio, il fatto che l’Arsenal arrivasse a questa gara con meno impegni nelle gambe ha fatto pender leggermente la bilancia verso i padroni di casa. Nicolas Pépé ha incantato l’Emirates con una serie di dribbling, fini però a sé stessi, fino al 77’ in cui – nella stessa azione – prima l’ex Lille ha trovato la risposta di José Sá, poi Lacazette ha mancato il tap-in di testa.

Posto che Arteta abbia scombinato le carte in tavola chiamando un 3-5-2, con l’ingresso di Willock all’84’, non è cambiata di troppo l’inerzia: i ritmi dettati da Xhaka hanno indotto Pedro Martins a un cambio conservativo (86’: fuori Valbuena, dentro l’ex Fiorentina Bruno Gaspar) e contestualmente allo scoccare dei supplementari. Qui, con un Olympiakos pressoché alle corde e il solito generoso ripiego in fase difensiva da parte di tutta la formazione greca, l’Arsenal ha potuto gestire in ampiezza. Senza più Valbuena, l’Olympiakos si schierava con due linee fitte, 4-4-2, in cui a destra la coppia Elabdellaoui-Gaspar tendeva a contenere mentre sulla sinistra lo sgusciante Tsimikas assieme all’ala pura Randjelović. Curiosamente, a far da spalla a El Arabi, agiva il numero 4, Mady Camara, mediano, che proprio oggi ha compiuto 23 anni.


Arsenal-Olympiakos
Fonte: pagina Facebook Olympiakos

Una parentesi va aperta sulla lista UEFA: a gennaio, l’Olympiakos poteva sostituire tre elementi rispetto alla lista presentata il 4 settembre 2019. Le cessioni sono state quattro (Meriah, Porence, Benzia e Guerrero), ma dei tre sostituti (Ba, Fortounis e Soudani) uno s’è gravemente infortunato al legamento crociato di un ginocchio – l’algerino – mentre Kostas Fortounis è stato escluso dalla trasferta all’Emirates per un presunto poco impegno in allenamento, con un messaggio altrettanto gestaltista («Nessun singolo è superiore all’Olympiakos») lanciato da Pedro Martins. Che però ha emergenza in attacco: a gennaio è tornato in prestito Hassan Houka dal Braga ed è stato acquistato con la medesima formula Emre Mor, ma entrambi non sono schierabili in Europa League.

Concluso il primo tempo supplementare con un tocco con la mano di Ba – giudicato sufficientemente attaccato al corpo da evitare la concessione del rigore da parte dell’arbitro, il fischietto imperiese Davide Massa –, il colpo del ko non assestato da Bruno Gaspar e l’infortunio di Mustafi, rimpiazzato da Sokratis Papastathopoulos, i seguenti 15’ hanno dato sfogo a uno dei frangenti più folli dell’Europa League. Se nella gara d’andata Georgios Masouras era partito dal 1’, ieri ha rilevato Randjelović: al 109’, proprio Masouras scheggiava la traversa col destro, a Leno battuto. A quel punto entrava in partita Gabriel Martinelli, che al 113’ serviva al capitano dei Gunners, Pierre-Emerick Aubameyang, l’invito per una rovesciata spettacolare. Il modo migliore di concluder la serata, anticipando la leggera opposizione dell’altro capitano, il norvegese Elabdellaoui, per riportare avanti i padroni di casa nel computo totale delle reti.


Arsenal-Olympiakos
Fonte: pagina Facebook Olympiakos

La mossa della disperazione di Pedro Martins si chiamava Maxi Lovera, che pure all’andata entrò a gara in corso non demeritando. L’argentino sostituiva un esausto Tsimikas e – 3’ dopo – ecco l’ultima mossa del tecnico portoghese: out Guilherme, dentro il 34enne difensore giramondo Avraam Papadopoulos, uomo spogliatoio, non propriamente la scelta più offensiva considerando la presenza in panchina del giovanissimo Emiliano Bullari.

A quel punto l’Olympiakos conquistava un corner, battuto da Masouras e con la presenza di José Sa nell’area ospite alla caccia di una deviazione. Sugli sviluppi dell’azione il pallone tornava a Masouras, il cui cross avrebbe trovato sul secondo palo la sforbiciata di Youssef El Arabi per il decisivo 1-2. Come ulteriore accanimento verso l’Arsenal, la sorte ha predisposto Pierre-Emerick Aubameyang al 123’ da solo davanti a José Sá, in un uno-contro-uno che nelle intenzioni dell’ex Saint-Étienne avrebbe generato il pari anziché un’occasione plateale mancata con conclusione terminata a lato.  

Con metà passaggi completati, l’Olympiakos ha avuto quasi le stesse occasioni da rete dell’Arsenal (6-4). Ma il piano di Martins è lo stesso del Karaiskakis, dove non s’era realizzato perché in fondo il calcio per sua natura ha l’imprevedibilità di alcuni eventi. L’impresa dell’Emirates è figlia del Karaiskakis. Così, pur con un misero 33% di possesso palla, hanno espugnato la fortezza dei Gunners e Martins (ottava qualificazione europea col club de Il Pireo), dopo quest’impresa, probabilmente non resterà in Grecia a lungo: «Abbiamo bloccato l’Arsenal, vogliamo ringraziare i tifosi che ci hanno supportato qui, la squadra ha un grande spirito e delle riserve dalla gran forza. È una grande serata, non è l’unica, abbiamo superato altri grandi ostacoli come contro il Milan» ha detto, prima di esser contraddetto da Guilherme: «Più grande di quella contro il Milan, non ho mai vissuto una cosa del genere».


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Fonte: pagina Facebook Evangelos Marinakis

Il presidente Marinakis, visibilmente emozionato, ha raccontato: «Avevo detto ai giocatori di godersi il calcio qui. Prima della partita, ho detto al mister che avremo vinto, è stata una notte da sogno. Dovevamo ai nostri tifosi e a noi stessi una notte così, siamo una grande squadra». Tsimikas non ha trattenuto la soddisfazione («Ciò che abbiamo raggiunto resterà per sempre nel mio cuore, non ho nient’altro da dire, voglio andare negli spogliatoi con la mia squadra»), Pape Abou Cissé le lacrime («Dedico il gol a mia figlia»). E foto al tabellino a raffica, come la sera del 29 settembre 2015 e Alfreð Finnbogason a segnare il 2-3.

Ecco di seguito il tabellino:

Arsenal (4-2-1-3): Leno; Bellerín (dall’84’ Willock), Mustafi, (dal 103’ Sokratis), David Luiz, Saka; Ceballos (dal 72’ Torreira), Xhaka; Özil; Aubameyang, Lacazette (dal 106’ Martinelli), Pépé. All: Arteta. A disp: Martinez, Guendouzi, Maitland-Niles.

Olympiakos (4-3-3): José Sá; Elabdellaoui, Ba, Cissé, Tsimikas (dal 114’ Lovera); Bouchalakis, Camara, Guilherme (dal 117’ Papadopoulos); Randjelović (dal 77’ Masouras), El Arabi, Valbuena (dall’86’ B. Gaspar). All: Martins. A disp: Karargyris, Torosidis, Bullari.

Reti: 53’ Cissé, 113’ Aubameyang, 120’ El Arabi. Ammoniti: Ba, Camara (O). Arbitro: Massa (Italia).

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