Altro che La Liga

Cristiano Ronaldo

(Photo credit: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Passi per la Premier League dove l’erba è più verde e gli stadi, rettangolari e meno capienti, sono praticamente sempre pieni. Ma sentire chi dice in giro che anche La Liga è meglio della Serie A è veramente intollerabile. Il calcio è tattica ed equilibrio; è gioco in spazi stretti, movimenti, accorgimenti. È si il numero del fuoriclasse ed il gol del centravanti; ma è anche il gregario, il terzino fluidificante ed il centrocampista di ripiegamento. Tutto ciò che da questo differisce è qualcosa di più simile al circo piuttosto che ad una partita di pallone.

E succede così che dopo due gare di campionato Cristiano Ronaldo è ancora fermo a quota zero gol in Serie A. Per carità, non che questo sia indicativo di chissà che cosa. Non è certo da questi particolari che si giudica un giocatore. Ma c’è un dato di fatto che dopo 180′ di campionato è diventato innegabile: la Serie A non è certo la Liga. La dimostrazione pratica?

Minuto 76′ di Juventus-Lazio. Cristiano Ronaldo riceve la palla sulla sinistra, qualche metro al di là della metà campo avversaria, in campo aperto. Il Cristiano Ronaldo che tutti conosciamo si trova nella situazione prediletta. Per come siamo stati abituati ad ammirarlo in Spagna il portoghese partirebbe in velocità puntando il vertice dell’area di rigore, rientrerebbe poi di colpo sulla destra e lascerebbe partire un bolide, ad incrociare od in linea retta dipende dalla giornata, e poi si esibirebbe nella posizione statuaria classica di quando c’è da celebrare un gol (il gesto di mimare il pizzetto da capra è un vezzo riservato alle occasioni di gala).

Così anche al minuto 76′ di Juventus-Lazio l’asso portoghese tenta l’assolo. Tra Cristiano Ronaldo e la porta ci sono circa 30/40 metri di campo e più o meno disposti in diagonale, Marusice Wallace con Lucas Leiva pronto ad accorciare. Il primo a chiudere su CR7 è l’esterno numero 77 dei biancocelesti che, contrariamente a quanto avrebbe fatto un qualsiasi giocatore de La Liga con una maglia diversa da quelle del Barcellona o dell’Atletico Madrid, anziché prestare il fianco al dribbling del numero 7 bianconero temporeggia e costringe Cristiano Ronaldo a tagliare il campo in orizzontale con tanto di accenno di rinculo verso la linea di centrocampo data la pressione a quel punto esercitata da Wallace e Lucas Leiva, prontamente arrivato a raddoppiare (come si può osservare dal video che segue).

 

 

È questa l’ultima giocata degna di nota del match del portoghese che, fino a quel momento, si era fatto notare esclusivamente per un tentativo di mano su un tiro-cross di Bernardeschi, una punizione dalla sua mattonella prediletta spedita addosso alla barriera, una cilecca sulla deviazione di Strakosha che ha comunque propiziato il gol di Mandzukic e per una giocata, questa si, delle sue con spostamento fulmineo del pallone sul destro e conseguente sassata dalla distanza (ma centrale) che Strakosha, contrariamente ad un portiere medio de La Liga, deviava comunque sopra la traversa senza particolari affanni.

Attenzione, non stiamo dicendo che la Serie A non sia un campionato adatto a Cristiano Ronaldo o che il portoghese non sia l’asso che tutti conosciamo (e che chi scrive preferisce anche a Leo Messi). Il Cristiano Ronaldo visto con il Chievo prima e con la Lazio poi è semplicemente un fuoriclasse che sta ancora cercando di trovare la giusta collocazione in un campionato ed in un club con meccanismi molto differenti da quelli cui è stato abituato negli ultimi nove anni.

Che Cristiano Ronaldo sia pronto ad esplodere da un momento all’altro anche in Serie A è molto più che una sensazione. CR7 del resto è un fuoriclasse e sa bene che in certe occasioni è meglio viaggiare al minimo piuttosto che cercare, inutilmente, di strafare. Questi si che sono quei particolari da cui si deve giudicare un giocatore.

Quello che stiamo dicendo è, a voler essere onesti, quello che abbiamo scritto all’inizio di questo pezzo ovvero che il calcio è tattica ed equilibrio; è gioco in spazi stretti, movimenti, accorgimenti. È si il numero del fuoriclasse ed il gol del centravanti; ma è anche il gregario, il terzino fluidificante ed il centrocampista di ripiegamento. Tutto ciò che da questo differisce è qualcosa di più simile al circo piuttosto che ad una partita di pallone. Non è allora forse un caso se la Liga sta pensando ad uno spettacolo itinerante per i suoi giocolieri in giro per il mondo.

Giorgio Catani

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!