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Il Napoli di Maurizio Sarri ha agguantato con le unghie e con i denti i tre punti contro il Benfica in Champions League. Trionfo importante per il girone, non proprio semplicissimo, e soprattutto per l’umore della squadra che adesso, più che mai, crede nel sogno Champions.

A gioire maggiormente è indubbiamente il mister, nonostante i due gol subiti. Ma, anche in questa occasione, sono la severità e la lucidità a prendere il sopravvento. Sarri non accetta cali di tensione e attenzione: “Sono contento per i ragazzi perché mettere sotto una squadra come il Benfica non era semplice, poi si poteva evitare di subire i due gol che mi lasciano un po’ l’amaro in bocca. Più sale il livello, più paghi qualsiasi calo mentale: se doveva succedere per far capire qualcosa alla squadra, è successo nel momento giusto, sul 4-0, ora spero che si torni tutti a casa con un leggero giramento. Ma sono contento di aver visto alcune cose: al gol di Mertens, Insigne fa una corsa di ottanta metri per abbracciarlo, bel segnale per il gruppo“.

Il tecnico ha poi commentato così la prestazione della sua formazione: “Nei primi quindici minuti eravamo un po’ timidi nell’andarli a prendere alti. Facevamo fatica a scivolare sugli esterni e soffrivamo le loro sovrapposizioni. Cos’è cambiato senza Higuain? A livello di sviluppo dell’azione da dietro proseguiamo nel percorso dell’anno scorso, negli ultimi 15-20 metri abbiamo cambiato qualcosa perché gli attaccanti centrali che abbiamo sono diversi da Higuain“.

Il vero esordio, per Maurizio, è stato proprio quello di ieri sera al San Paolo e non a Kiev, almeno emotivamente parlando: “Il vero debutto a livello emozionale è stato questo, quando siamo usciti dal sottopassaggio era un po’ diverso da Kiev: anch’io sentivo l’importanza della gara. Per quanto riguarda i festeggiamenti con Giuntoli, con cui ha esultato in maniera piuttosto singolare, strattonandosi, dopo la prima rete, Sarri ha dichiarato: “Siamo due energumeni, i complimenti tra noi sono questi” e sorride felice.

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