Bufera nel calcio, inchiesta “Fuorigioco”: Serie A nel mirino

Ancora una volta il calcio si rende indiscusso protagonista delle ultime, scottanti vicende mediatiche. Stavolta però a finire sotto gli occhi dei riflettori non sono i soliti episodi da moviola che sempre infiammano gli animi, ma calciatori e dirigenti indagati in seguito all’apertura dell’inchiesta “Fuorigioco”.

Nonostante già da alcuni giorni si respirasse un’aria tesa, il caso mediatico è balzato oggi prepotentemente alle cronache: la procura di Napoli ha infatti aperto un fascicolo per far luce sugli eventuali illeciti fiscali, evasioni e fatturazioni fittizie che hanno coinvolto la stagione calcistica dal 2009 al 2013. Nel mirino alcuni tra i club più blasonati del campionato di Serie A come Napoli, Lazio e Milan, senza esclusione di alcune società attualmente militanti nella serie cadetta.

Tra gli “indagati illustri” figurano i nomi di Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito, rispettivi presidenti di Napoli e Lazio, Adriano Galliani ed il procuratore sportivo Alessandro Moggi. Tra i circa 64 indagati dalla procura partenopea, spiccano anche i nomi di alcuni calciatori: Hernan Crespo, Diego Milito ed in particolare Ezequiel Lavezzi. E’ stata proprio la vicenda che ha coinvolto l’oramai ex attaccante partenopeo a sollevare il polverone giudiziario del caso “Fuorigioco”. La procura di Napoli ha infatti sollecitato ulteriori chiarimenti in merito, in seguito all’ascolto di una conversazione telefonica avvenuta tra il calciatore argentino ed il proprio manager Alejandro Mazzoni.

Dall’intercettazione telefonica tra i due, secondo quanto intende appurare le autorità giudiziarie, emerge l’intenzione di Lavezzi di aprire un conto bancario in Svizzera intestato a Chavez, altro calciatore argentino. Evasioni fiscali e procedimenti non a norma sarebbero state effettuati anche da ben 24  società coinvolte di Serie A e B, per un totale di 12 milioni di euro prontamente sequestrati dalla Finanza.

In attesa di eventuali sviluppi sulla vicenda analizzata dai pm Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, sia Tavecchio che la Figc dichiarano piena fiducia nella magistratura. Si tratta dell’ennesimo episodio, punta di un iceberg che ciclicamente riaffiora (e turba) il mondo del calcio.